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giovedì 01 ottobre 2020

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In Prima Persona

Lotte e vertenze territoriali nel Lazio - Presentazione 6 marzo

03.03.2010 - Ylenia Sina



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Quando abbiamo iniziato il lavoro che ci ha portato alla pubblicazione del libro ci si è posto davanti un problema. Come raccontare la vertenza dell'inceneritore di Albano piuttosto che quella della Turbogas di Aprilia? Come scrivere dell'emergenza casa o delle "politiche" sui rom? Come affrontare il piano sui trasporti che prospetta un aumento del traffico aereo e uno sviluppo smisurato dei chilometri d'asfalto? Abbiamo raccolto dati, documenti, carte e dichiarazioni. E vecchi articoli di giornale. Strumenti di indagine e di difesa per tutti quei cittadini che, stanchi di continui soprusi nei confronti dei propri territori, li hanno raccolti e catalogati giorno dopo giorno creando una vera e propria banca dati molto utile a un lavoro giornalistico. Ma non bastava. A un certo punto ci siamo resi conto che la lotta di un territorio non si sarebbe potuta raccontare nemmeno con la migliore delle inchieste. Nella resistenza della popolazione di un territorio c'era molto di più. Salute, casa, educazione, diritto ad un futuro, ad essere informati, ad essere ascoltati e a decidere. Queste vertenze erano molto di più che semplici inchiest

Un giorno ci siamo imbattuti in un piccolo libro scritto negli anni sessanta da un ferroviere messicano sulle lotte sindacali di quel periodo. Un racconto dettagliato scritto in prima persona plurale con tutta la carica viscerale di chi ha sostenuto quelle battaglie, perché quella era l'unica strada per continuare a lavorare, ad avere una dignità, a dare un futuro alle proprie famiglie, a non morire di lavoro. Eppure in quelle pagine c'erano pochissime frasi enfatiche e nessuno slogan: dati, dichiarazioni, date precise e resoconti particolareggiati di scioperi ed assemblee, e lucide spiegazioni sulle motivazioni che li avevano portati a fare quella o quell'altra scelta. Quasi a voler fissare per sempre una storia che altri avrebbero tentato di riscrivere.

La prefazione di  In Prima Persona è stata scritta da Don Roberto Sardelli: è un testo ispirato a una sua riflessione sulla crisi della politica attuale e sulla necessità di ritornare a una Politica con la P maiuscola. La prima frase, «oggi non è più tempo di dare risposte individuali agli interrogativi che ci poniamo» è la chiave di tutto.  Perché «oggi gli interrogativi hanno sempre più spesso la vastità e la complessità di un coro, quindi anche la risposta deve essere la più corale possibile».

Quindi, a lavoro concluso, siamo stati onorati che fosse la penna di Checchino Antonini a occuparsi dell'introduzione: «è stato detto che o ti racconti o sei raccontato. E se ti raccontano, non ci mettono nulla ad appiopparti l'etichetta infamante di Nimby, dall'inglese Not In My Back Yard. Non nel mio cortile». Ebbene, crediamo con questo libro di aver dimostrato che sono molte le vertenze che oggi hanno superato questa sindrome, la sindrome del "No". Un esempio per tutti, l'infinito, impronunciabile ma significativo nome del Comitato contro l'aeroporto di Viterbo: Comitato che si oppone al mega aeroporto di Viterbo e si impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti.

Per quanto riguarda i capitoli abbiamo deciso di affiancare i racconti delle lotte e delle vertenze dei diversi comitati a degli "editoriali" di persone "esperte" che potessero dare un quadro chiaro e complessivo della tematica o della vertenza in particolare, privilegiando quelle persone che in virtù (e nonostante) il loro "essere esperte" sulla tematica relativa alla vertenza sono state in grado di essere di sostegno alle vertenze. E in quasi tutti i casi anche qualcosa di più.

Siamo partiti dall'emergenza casa prima con la lotta "a lieto fine" dei Comitati di Inquilini Resistenti di via dei Colli Portuensi e di via Pincherle, poi con la battaglia del Comitato Over 65 di via Caio Rutilio. Racconti di cittadini "qualunque" che a un certo punto della loro vita si sono ritrovati a capire che nessuno, nemmeno le istituzioni, senza una lotta decisa e senza quartiere avrebbe difeso un loro diritto essenziale: la casa. Non solo storie di emergenza abitativa ma di quotidiana precarizzazione delle esistenze in una città dove la rendita immobiliare non guarda in faccia nemmeno chi, dopo una vita, non trova riconosciuto nemmeno il diritto a vivere nella propria casa. Qui dentro ci sono le storie di Pino e Marisa, di Roberta e di Giulia, di Mario e Roberto.

Questi racconti sono stati abbinati all'editoriale di Paolo Di Vetta di Asia RdB, sindacato di base degli inquilini.

Il libro continua con la vertenza del Coordinamento Territoriale XI Stop I 60, un progetto di un mega quartiere da 400mila metri cubi di cemento da realizzare nell'XI Municipio tra via di Grottaperfetta e via Ballarin. Il racconto di una città che soffoca sempre di più sotto uno strato di cemento e sotto i colpi di una politica cittadina che si è dimenticata il significato di una pianificazione sostenibile. Li chiamano quartieri dormitorio, senza spazi pubblici e per la socialità, senza una memoria comune, case e strade che si ripetono uguali a se stesse. E centri commerciali. Eppure anche qui qualcuno è stato capace di ribellarsi. A questo capitolo è stato affiancato un editoriale dell'urbanista Paolo Berdini sulla politica della compensazione, pratica politica spacciata per urbanistica, responsabile di uno sviluppo selvaggio e privo di qualsiasi pianificazione del tessuto urbano.

Da qui si passa al diritto alla salute e a quello di avere la possibilità di partecipare alla scelta di importanti decisioni per il proprio territorio. Qui si incontrano il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano, la Rete dei cittadini No Turbogas di Aprilia e il movimento No Coke dell'Alto Lazio. I primi due sono affiancati da un editoriale del Prof. Stefano Montanari che si concentra sul ruolo dello scienziato come colui che deve garantire la diffusione delle notizie e soprattutto di conoscenze che siano vere. Le vertenze dei due comitati sono riprese fin dalle primissime fasi della loro nascita, passando per tutti i momenti salienti della mobilitazione: cortei, sit in, leggi approvate o meno....

La vertenza del movimento No Coke Alto Lazio contro la conversione della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia è affiancata da un editoriale di Greenpeace, scritto da Francesco Tedesco che ha indetto una campagna clima contro l'impiego del carbone come combustibile per la produzione di energia.

Nel parlare di mobilità, abbiamo scelto di raccontare le vertenza dei No Corridoio Roma-Latina, dei No Fly di Ciampino e del Comitato contro il mega aeroporto di Viterbo. Autostrade e aeroporti. Facce della stessa medaglia che punta a uno sviluppo del trasporto merci essenzialmente su gomma, dei pendolari unicamente su automobile o su Alta Velocità e del turismo attraverso immensi scali aeroportuali. La decisione di unire, in un unico capitolo, le vertenze di Viterbo e di Ciampino non è stata presa da noi, ma dagli stessi protagonisti: sono diverse, ormai, le iniziative e i messaggi di solidarietà che dalla cittadina alle porte di Roma viaggiano verso la Tuscia e viceversa. Qualcuno vorrebbe mettere ciampinesi contro viterbesi in un terrificante gioco di scarica-aeroporto. Chi dice "Viterbo si prenderà i profitti di Ciampino". Chi risponde "Viterbo si prenderà l'inquinamento di Ciampino". Ma Ciampino e Viterbo sono uniti. E il perché lo dimostra il contributo proveniente dai Medici per l'Ambiente di Viterbo che, analizzando i dannosi effetti sulla salute di aeroporti e autostrade, spiega perché dire no a un aeroporto significa dire "riduzione del traffico aereo" e perché dire no a un'autostrada significa dire "mobilità sostenibile".

Una nota particolare necessita il capitolo relativo all'esperienza dell'associazione Popica Onlus e dei rom che abitavano nel campo di Centocelle introdotta da Stefano Galieni, giornalista e attivista antirazzista. Abbiamo deciso di inserire la storia dei rom di Centocelle accanto alle vertenze territoriali di Roma e del Lazio per prima cosa perché cittadini di questa città. Quindi perché la loro vita è significativa di quanti diritti le nostre amministrazioni e la nostra "civiltà" sia in grado negare: non hanno casa, acqua potabile, elettricità. I continui sgomberi non permettono ai bambini di seguire costantemente la scuola. Spesso non trovano nessuno disposto a curarli. Grazie all'associazione Popica Onlus i rom di Centocelle hanno iniziato un percorso di autonomia che li ha portati a riconoscere i propri diritti e ad avere il coraggio di lottare per ottenerli.

Nel libro troverete due contributi molto significativi di quello che è, oggi, Roma.

Un capitolo scritto da Manuele Bonaccorsi, giornalista del settimanale Left, sul Comitato di Quartiere Pigneto Prenestino: un laboratorio. Vigile sulle speculazioni edilizie, attento al fenomeno dell'espulsione dal centro dei ceti popolari, volto all'integrazione in un quartiere multirazziale.

Quindi un capitolo delle Madri per Roma città aperta in cui sono proprio "le madri" a raccontarsi. Questo comitato, nato da un tragico evento, la morte di Renato Biagetti colpito dalle lame di due giovanissimi ragazzi dell'estrema destra, è oggi, a nostro avviso, una delle realtà più significative di Roma. Nella Roma delle aggressioni e delle violenze ai danni del "diverso", nella città che scambia razzismo e omofobia per semplice "bullismo", un gruppo di donne, tra le quali Stefania, la mamma di Renato, sta mostrando la vera faccia della città. Una città "aperta", come insegna la sua storia. Una città in cui lo straniero è sempre ben accolto. In cui il diverso è una risorsa. E il grande merito delle "madri" è di fare tutto ciò non fra i "grandi", ma fra i piccoli, nelle scuole medie di Torbellamonaca. Con un progetto chiamato "L'albero di Renato".

 

IN PRIMA PERSONA

Lotte e vertenze dei comitati territoriali nel Lazio

Di Daniele Nalbone e Ylenia Sina

Prefazione: Don Roberto Sardelli

Introduzione: Checchino Antonini

Con contributi di Paolo Berdini (urbanista), Manuele Bonaccorsi (giornalista), Paolo Di Vetta (sindacalista Asia Rdb), Stefano Galieni (giornalista), Stefano Montanari (ricercatore), Francesco Tedesco (Greenpeace), Isde - Medici per l'ambiente, Madri per Roma Città Aperta

Edizioni Allegre 2010

pp. 128

€ 12.00

Prima presentazione

Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma

In occasione della Manifestazione Unitaria dei Movimenti Contro le Nocività e le Devastazioni Ambientali del Lazio, indetta dai Comitati uniti del Lazio per la Difesa della Salute, dell'Ambiente e l'Autogoverno dei nostri territori

Dall' 8 marzo in libreria

inprimapersona.wordpress.com

 

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