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mercoledì 08 luglio 2020

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Live Report: Ocean Colour Scene @ Hard Rock Cafè, Roma

28.03.2010 - Carlo Guglielmo Vitale



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Se chiedete in giro chi sono gli Ocean Colour Scene sicuramente nessuno saprà chi siano o cosa siano, almeno in Italia. Questo gruppo britannico nasce nei primi anni ‘90 dalla fusione di due band di Birmingham e ha scelto questo nome sfogliando dei libri in biblioteca. Gli Ocean Colour Scene hanno uno stile che ricorda molto i gruppi anni ‘60, in particolare sono influenzati dai Beatles e dagli Who, ma possono essere anche classificati nel genere brit-pop che negli anni ‘90 ha avuto il suo apice. Il primo album viene pubblicato nel ‘92 ma viene remixato e registrato in un secondo momento su insistenza dell'etichetta, risultando, per così dire, annacquato. Nel ‘96 ottengono il grande successo con l’album “Moseley Shoals”, riconfermato l'anno successivo con “Marchin' Already”, raggiungendo rispettivamente il secondo e il primo posto nella classifica britannica, scalzando addirittura gli Oasis. Iniziano a produrre album ogni due anni e il successivo raggiunge il quarto posto; il nuovo millennio segna però alcuni cambiamenti e una progressivo calo di posizioni nelle chart. Durante la loro carriera hanno collaborato con gli Oasis e con Paul Weller e quasi tutti i membri hanno lavorato spesso insieme ad altri artisti. 

Unica tappa italiana del tour per promuovere il nuovo album “Saturday” è stata il 18 marzo scorso presso l'Hard Rock Cafe' di Roma. I ricavati del concerto sosterranno la campagna Street 2 Sanctuary, che ha come scopo quello di allontanare i bambini dai quartieri a luci rosse di Bombay. Naturalmente non poteva essere proprio in grande stile a causa degli spazi limitati: hanno partecipato all’evento circa duecento persone, evidentemente la scarsa notorietà di questo gruppo in Italia ha portato a questo risultato e a questa location. Gli Ocean Colour Scene hanno suonato diversi pezzi dell'ultimo album, come era logico, ma non hanno dimenticato il grandissimo successo che hanno avuto nel ‘96-’97, facendoci gustare frammenti notevoli di quegli anni. Possiamo ricordare brani tratti dall'ultimo album quali “Saturday”, la title track, dinamica e divertente, “Magic Carpet Days”, contrassegnata da un delizioso giro di chitarra elettrica, “Old Pair Of Jeans”, entusiasmante, “Sing Children Sing” e “Mrs. Maylie”. Dal primo album sono stati tratti “It’s my shadow”, abbastanza riflessivo, “Riverboat Song”, uno dei capolavori della band e “One For The Road”, dall’impatto live veramente notevole. Il concerto è durato meno di un'ora e mezza, avremmo desiderato che durasse più a lungo; seppur breve è stato magnifico, intenso, lasciandoci certamente soddisfatti. È un gruppo che dal vivo rende molto, peccato che gustarseli in concerto in Italia non sia poi così facile.

 

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