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martedì 07 aprile 2020

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Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939

fino al 2 maggio 2010

31.03.2010 - Simone Di Tommaso



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Siccità (1936-1937), olio su tavola, Roma, Galleria nazionale d'Arte Moderna
  

Il carattere inquieto, la propensione al verismo, il peso della personalità paterna - Luigi, il grande drammaturgo e premio Nobel - la vita nelle campagne, il gusto per i paesaggi desolati e carichi di malinconia: sono questi gli aspetti fondamentali della personalità umana e artistica di Fausto Pirandello, uno dei più grandi artisti italiani del Novecento, cui è dedicata la mostra ospitata nei saloni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Valle Giulia.

Il periodo analizzato è quello della partecipazione del pittore alle due Quadriennali di Roma del 1935 e del 1939, periodo che, come affermava la curatrice della mostra Claudia Gian Ferrari (recentemente scomparsa), "costituiva il nodo centrale della sua pienezza creativa". In queste due importanti rassegne furono esposte opere considerate oggi i capisaldi del lavoro di Pirandello, che lo resero famoso nel panorama artistico dell'epoca.

Pirandello può essere inserito nel gruppo dei tonalisti della Scuola Romana degli anni Trenta, poiché dipingeva ispirandosi alla realtà e alla vita quotidiana. I soggetti ritratti, tra cui contadini al lavoro, bagnanti, donne nude in atteggiamenti ambigui, sembrano voler inviare allo spettatore messaggi "subliminali" e profondi, che non possono essere colti da un primo fugace sguardo ma richiedono attenzione e ricerca del particolare.

Tra le opere della Quadriennale del 1935 'La pioggia d'oro', olio su tavola, rappresenta un caso di complicata decifrazione: una donna nuda distesa in un letto contornata dagli oggetti più vari (una tavola da stiro e una gamba di gesso di una statua maschile), anche se può essere intuito il tema letterario degli amori di Giove. 'Il bagno', dipinto che raffigura due donne, una vestita e una nuda, insieme ad un uomo e 'Tetti', caratterizzato dall'uso di colori caldi e da un paesaggio romano, sono alcune delle tele più importanti della mostra.

Per quanto attiene alla Quadriennale del 1939 fondamentale è 'Siccità', opera verista che racconta la piaga della siccità attraverso la raffigurazione di tre braccianti in un campo di granturco vestiti con una camicia così rossa da suscitare al tempo le critiche di Mussolini in visita alla rassegna. Poi 'Ranocchi', un quadro che sembra anticipare alcune atmosfere pasoliniane: alcuni ragazzi sporchi di fango sono intenti a catturare delle rane, viene per la prima volta ripresentato al pubblico dopo l'esposizione alla Quadriennale.

La mostra è completata dal famoso 'Ritratto di Luigi Pirandello', donato per l'occasione alla GNAM dal figlio di Fausto, l'avvocato Pierluigi Pirandello, che raffigura il grande scrittore in una posa autoritaria e autorevole. Il dipinto sembra testimoniare i tanti periodi di incomprensione intercorsi tra padre e figlio. Il padre, criticando l'arte contemporanea e amando l'arte classica ottocentesca, non era particolarmente attratto dall'attività artistica del figlio. Fausto visse la presenza del padre come opprimente e cercò in ogni modo di affrancarsene, tuttavia risentì sempre del peso di quel cognome così ingombrante, tanto da condizionarne fortemente lo stato d'animo, rendendolo vulnerabile alle delusioni, inquieto e depresso, ma geniale al tempo stesso.

 

Dal 18 marzo al 2 maggio 2010

Galleria Nazionale d'Arte Moderna - viale delle Belle Arti 131, Roma

Aperto dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso il lunedì

Biglietto: intero € 10 - ridotto € 8

www.gnam.beniculturali.it

 


Fausto Pirandello alle Quadriennali del 1935 e del 1939
Tutte le immagini sono state fornite da Claudia Gian Ferrari Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e Arte Contemporanea.


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