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fino al 25 aprile 2010

23.04.2010 - Tariq Malik Bashir



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Foto di Alessija Spagna

Sangue, violenza e abusi. Al teatro dell'Orologio di Roma rivive la tragedia della giovane nobildonna Beatrice Cenci. La ragazza era figlia del conte Francesco Cenci, uomo crudele e violento che oberato dai debiti, processato per delitti infamanti e condannato al versamento di ingenti somme, impedì il matrimonio della figlia, così da non doverle pagare la dote, e la rinchiuse insieme alla matrigna, Lucrezia Petroni, nel castello "La Rocca" di proprietà dei Colonna nel territorio del Regno di Napoli. Era il 1595.

Il volto, le vesti e i respiri dell'attrice Annalisa Picconi mostrano tutto il dolore e la sofferenza della giovane Beatrice, violentata, picchiata e segregata dal padre. Si accende una luce tenue sul piccolo palco e l'anima della protagonista si presenta come un corpo nudo al cospetto degli spettatori. Il riflesso quasi argenteo del tappeto chiodato completa la scenografia essenziale che ruota intorno all'abilità recitativa dell'attrice.

Una storia di violenza familiare che risale a quattrocento anni fa ma che dimostra molte analogie con alcuni attuali ed inquietanti fatti di cronaca. La condizione di isolamento di Beatrice Cenci diviene simbolo dell'incapacità di liberarsi da queste disperati condizioni di molte donne, che come Beatrice, non riescono a denunciare i loro aguzzini e ad ottenere giustizia. Beatrice Cenci quindi come donna contemporanea. La dimensione di claustrofobia è simbolo della costrizione anche psicologica delle donne intrappolare nella condizione di vittime: donne abusate e sottratte al mondo. Ma Beatrice, cui non manca certo il coraggio, decide di ottenere a qualsiasi costo la libertà, anche a costo di uccidere il padre.

Violenza fisica e violenza psicologica, tutto questo trapela dall'esile figura di Annalisa Picconi, la quale ripercorre in una dimensione onirica la cruda vicenda dell'omicidio con parole affilate come la lama della ghigliottina che la giustiziò.

L'uso particolare delle luci e della musica, che accompagnano la rappresentazione dell'eccellente interprete, contribuiscono a far apparire ancora più sottile il confine tra esistenza civile e dimensione dell'orrore.

Annalisa Picconi ripropone attraverso la contaminazione dell'antico con il moderno una storia drammatica e famosa che da sempre ispira artisti e scrittori, suscitando sentimenti di partecipazione e commozione.

 

L'associazione culturale Heliopolis

presenta

"SCARTI NOBILI"

Beatrice Cenci, donna contemporanea

Scritto e diretto da

ROBERTO AGOSTINI

con

ANNALISA PICCONI

TEATRO DELL'OROLOGIO - Sala Gassman

Via de' filippini, 17/a - Roma

tel. 06.6875550

Dal 7 al 25 aprile 2010

Tutte le sere ore 21,30 - domenica ore 18,00 - lunedì riposo

 

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