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sabato 19 settembre 2020

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Costruire il Partito, preparare l’alternativa

Nell’assemblea Nazionale del PD parla il neosegretario Pierluigi Bersani. Discorso ampio e propositi lodevoli. Elezione di Rosy Bindi alla carica di Presidente ed Enrico Letta a quella di vice segretario.

08.11.2009 - Daniele Maurizi



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Parla Bersani, che sale sul palco ricevendo l'investitura di Segretario del PD dopo una tornata di elezioni primarie che lo ha visto prevalere sugli altri due candidati Dario Franceschini e Ignazio Marino. Elezioni primarie che hanno costituito un grande risultato, date le previsioni. Più di tre milioni di persone hanno votato alle primarie e circa il 56% degli aventi diritto hanno partecipato ai congressi di circolo. Con questi numeri si può cominciare a realizzare una base solida, con la formulazione di obiettivi chiari. Questo è proprio il punto di partenza: immaginare il PD come un partito in cui "organizzazione ed apertura alla società" divengono due caratteristiche convergenti e non alternative, per suscitare l'interesse dei cittadini, rafforzare il radicamento nel territorio, confermare il patto di fedeltà e di solidarietà che implicitamente la massa di votanti ha chiesto al partito stesso recandosi volontariamente ai seggi. La costruzione di un partito in maniera completamente nuova, includendo "meccanismi di consapevole partecipazione", realizza in sé la Costituzione. Il primo passo consisterà senza dubbio nell'approvazione di una legge elettorale che possa riconsegnare ai cittadini la possibilità di scegliere autonomamente i propri parlamentari

Superamento del bicameralismo perfetto, Senato federale, riduzione del numero dei Parlamentari, rafforzamento delle funzioni reciproche di Governo e Parlamento, e ancora, attuazione dell'art. 49 della Costituzione (associazione nei partiti), parametrazione dei costi della politica a quelli dei principali Paesi europei. Queste sono le priorità del PD sul fronte istituzionale. Sul piano della giustizia, Bersani stigmatizza le recenti norme sulla giustizia civile come dei palliativi e denuncia come ancora allo stato attuale il diritto dei cittadini alla giustizia, come servizio che gli deve essere reso, spesso non può essere efficacemente esercitato.

L'economia e il lavoro sono l'argomento principale del suo discorso. La crisi finanziaria non mostra ancora le sue spalle. Lo scollamento esistente tra i detentori istituzionali di fondi non muovono passo rischioso verso l'economia reale. La domanda mondiale è sostanzialmente bassa e i Paesi esportatori (quelli che hanno un eccesso di scorte rispetto al fabbisogno e al mercato interno) soffrono. Gli Stati, per non far fallire le aziende interne, sono costrette a finanziare aiuti pubblici, gravando le future generazioni di debiti nuovi e ulteriori, senza contare l'imposizione di relazioni economiche "drogate" che possono sfuggire al controllo, come successo proprio in avvio di questa crisi economica mondiale. Immediatezza nella risoluzione della crisi di liquidità delle piccole e medie imprese, riforma degli ammortizzatori sociali, rianimazione dei consumi sono solo i primi e più urgenti interventi a cui è necessario porre mano per evitare in primo luogo il collasso del sistema economico italiano e per porre le basi necessarie per la ripresa. Il lavoro è il primo problema che il Paese deve affrontare, mettendo al centro: una politica dei redditi volta a garantire soglie minime di reddito, salario, pensione; l'allestimento di un percorso unificato e garantito per l'ingresso al lavoro dei giovani; la necessità di uno sguardo sull'impianto pensionistico ponendo riguardo sull'impatto per le future generazioni.

Il nuovo PD, anche prendendo l'eredità del "vecchio", vuole essere il partito dell'ammodernamento del Welfare, evitando che salute, istruzione e sicurezza vengano affidati al mercato. I tagli continui degradano la quantità e la qualità dell'offerta e lo stesso degrado ricade sulle famiglie, che si vedranno cariate di costi che non potranno sostenere completamente e che, dunque, rallenteranno la crescita anche culturale degli individui. In tema europeo, il PD opererà nella direzione delle politiche di integrazione governativa, per fare in modo che l'unione monetaria sia anche unità integrata politica e che l'Italia rimanga fedele alla sua ispirazione europeista.

Per realizzare questo programma, il PD dovrà uscire dalla sala congressuale, costruire e consegnare ai cittadini il partito che vogliono e di cui hanno bisogno per costituire l'alternativa, col sostegno del popolarismo, della sinistra di governo e del lavoro, del cattolicesimo sociale democratico e liberale, delle tradizioni civiche e della sensibilità ambientale. Il cambiamento dovrà esprimersi attraverso la libera espressione delle sensibilità, con l'idea che ciascuna espressione rinforzerà le fondamenta democratiche del partito e delle coscienze. In questo senso, non dovrà essere dimenticata la questione morale interna del PD. "Un partito, dice Bersani, pur non essendo un'autorità morale, deve essere garante della dignità nell'esercizio delle funzioni pubbliche...", come la Costituzione richiede. Ma l'esercizio di una valida "opposizione" non potrà che passare per un "posizionamento" definito del partito, che si presenta come aggregatore, appunto, di masse ideologiche diverse, con reciproco rispetto. Gli inciampi non mancheranno, ma il mandato popolare e il senso civico e democratico daranno corpo all'azione, cercando di rinverdire gli ideali di una politica che dovrà essere sempre più vicina ai cittadini e meno "residente" nel Palazzo.

 

  

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