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L'ESPRESSIONISMO DI PHILIP GUSTON A ROMA

10.06.2010 - Simone Di Tommaso



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PHILIP GUSTON

 

Tra i principali esponenti dell'espressionismo astratto e della famosa Scuola di New York, Philip Guston, è considerato, insieme a Jackson Pollock, Mark Rothko e Willem de Kooning, uno degli artisti più interessanti del panorama culturale americano del dopoguerra e un personaggio che sarà alla base della successiva esplosione dell'arte contemporanea e concettuale.

A questo 'mostro sacro' dell'arte il Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese dedica una bella mostra che si concentra sul soggiorno romano dei primi anni Settanta, un periodo piuttosto importante per l'artista, in quanto immediatamente successivo alla esposizione tenutasi alla Galleria Malborough di New York. In quella famosa occasione, considerata uno spartiacque nella storia dell'arte del XX secolo, presenta nuovi lavori, caratterizzati da un sofisticato linguaggio allegorico basato sulla caricatura, che sancivano il passaggio dall'astrazione, di cui era uno dei maestri, al figurativo. Il passaggio è criticato da tutti e accolto con diffidenza e derisione da gran parte dei suoi colleghi. Ma nonostante tutto, Guston andò avanti. Dopo essere arrivato a Roma, l'artista si immerge nello spirito cittadino e passa giornate indimenticabili, accompagnato dalla moglie e dagli amici, vecchi e nuovi. Ogni giorno visita un posto nuovo e rimane letteralmente estasiato dalla storia e dalla bellezza immortale dei monumenti e dei siti archeologici della città e dei centri vicini. E' ospitato nella sede dell'American Accademy in una villa favolosa, sul Gianicolo, da cui gode una vista mozzafiato. Ama passeggiare nelle ville storiche romane, come Villa Doria Pamhilij, Villa Sciarra, la Farnesina, dove è colpito dall'eleganza del cosiddetto 'giardino all'italiana', costituito da siepi squadrate, da alberi potati in modo sapiente per ottenere forme regolari, e da alti e ombrosi pini. Da questi momenti nasce una serie di quarantadue dipinti, intitolata 'Roma' e dedicata proprio al rapporto con la Città Eterna e con le sue innumerevoli meraviglie. La collezione risente dei temi e dei soggetti dell'arte figurativa di Guston, da poco tempo abbracciata, costituiti perlopiù da grandi figure incappucciate che, nel soggiorno romano, prendono dapprima la forma di alberi regolari e di siepi triangolari e, in seguito, quella di veri e propri soggetti nelle situazioni più disparate. Le opere esposte rappresentano, nel migliore dei modi, l'arte di Guston e le sue ispirazioni.

La più caratteristica è 'Pantheon', in cui l'artista scrive a chiare lettere i nomi dei pittori che ossessionavano la sua immaginazione mentre dipingeva nel suo studio, come  Masaccio, Piero della Francesca, Giotto, Giovanni Battista Tiepolo e Giorgio de Chirico. "Questi nomi fluttuano nell'aria - afferma il bravo curatore della mostra Peter Benson Miller - intorno a una lampadina appesa a un filo e a una tela su un cavalletto, invocando come talismani maestri le cui opere affascinarono l'artista nel corso dell'antica carriera". Un altro lavoro da ricordare è 'Untitled (To Harold Rosenberg)', chiaramente ispirato alla 'Vocazione di San Matteo' del Caravaggio.

La mostra è estremamente interessante. Se ne consiglia, quindi, la visita.

 

Dal 26 maggio al 5 settembre 2010

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, viale Fiorello La Guardia, Roma

Aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Lunedì chiuso.

Biglietto: intero € 6 - ridotto € 4

 

 

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