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venerdì 29 maggio 2020

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Il Roberto Gatto Quartet conclude la Montemartini Blue Note

Le aperture serali riprenderanno in autunno

10.06.2010 - Carlo Guglielmo Vitale



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La rivalutazione degli spazi inutilizzati o degradati permette al pubblico di usufruire di strutture altrimenti perdute e sprecate. La centrale Montemartini, inaugurata nel 1912, fu utilizzata per circa cinquant'anni prima come centrale elettrica a carbone e poi dal 1933 trasformata in diesel, durante gli anni '80 fu ristrutturata collocondasi come "Art Center". Oggi ospita diverse statue provenienti dai musei capitolini e da quest'anno, grazie una revisione degli spazi esistenti, una sala è dedicata alla fruizione della musica. In particolare, almeno quest'anno, ad essere protagonista è stata la musica jazz con la rassegna "Montemartini Blue Note": dal 9 aprile al 6 giugno ogni settimana, il venerdì e sabato in doppi appuntamenti alle 20 e alle 22, si sono susseguiti diversi gruppi jazz nella ex sala macchine della centrale in un'atmosfera dove nuovo e antico si mescolano sotto la luce dei riflettori. Due enormi motori diesel riempiono vistosamente la sala di fronte ai quali emergono parecchie statue romane. È in questo spazio che il pubblico può trovare posto per assistere a piacevoli momenti di jazz. Lo scorso weekend la rassegna è stata conclusa dal Roberto Gatto Quartet, che ha allietato gli spettatori con diverse composizioni tutte molto rilassanti, in particolare le ultime due tratte dal CD dell'anno scorso  "The Music Next Door" ovvero Satie's Mood, registrata in studio proprio dopo la morte di Alberto Sordi e per questo a lui dedicata e come dice il titolo ispirata dalla musica del compositore contemporaneo Erik Satie, e Le tue mani, una rielaborazione dell'accompagnamento dell'omonima canzone di Mina, non molto famosa, ma forse una delle sue migliori. Al termine una rapida degustazione di vini a cura dell'Enoteca Regionale Palatium. A settembre proseguiranno altri eventi in vista del grande successo ottenuto durante questi mesi.

 

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