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giovedì 23 gennaio 2020

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GLOBE THEATRE 2010: Approfondimento su Giorgio Albertazzi

Il più grande attore e regista del teatro italiano del ‘900

28.07.2010 - monica cavallin



Globe Theatre 2010: La tempesta di William Shakespeare

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FOTO DI FABIO GATTO

 

Da dove iniziare?? Concentrare in poche righe quella che è la figura di Giorgio Albertazzi è davvero un compito difficile!!

Giorgio Albertazzi, classe 1923, si laurea in architettura ma ben presto viene attratto dal fatato mondo del teatro, debuttando nel 1949 in Troilo e Cressida di William Shakespeare, con la regia del grande Luchino Visconti, dimostrando, da subito, di che pasta era fatto. Ha lavorato anche molto per il cinema (circa una trentina di film) e per la televisione con sceneggiati televisivi (le moderne fiction) molto in voga negli settanta (tra cui L'idiota e Jekyll), ma la sua vera natura è quella di calcare le scene di un teatro. Arrivando con un balzo temporale ai giorni nostri possiamo dire che nel 1994 fonda e dirige, insieme all'Associazione Progetto Città, il Laboratorio Arti Sceniche Città di Volterra, da cui usciranno molti giovani e talentuosi attori. Nel 2003 diventa direttore artistico del Teatro di Roma e l'anno successivo ottiene il Premio Gassman alla carriera e, proprio in quegli anni, porta in scena insieme a un altro grande del nostro teatro, Dario Fo, una serie di spettacoli che altro non sono che delle incredibili lezioni sulla storia del teatro in Italia. Per celebrare la sua incredibile bravura, il 10 febbraio 2006 viene chiamato a interpretare Il canto di Ulisse nella Cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino. Attualmente, dopo il debutto al Festival Shakespeariano al Teatro Romano di Verona, è in scena al Globe Theatre di Villa Borghese con La Tempesta di Shakespeare.

In quest'ultima opera davvero straordinaria, il Maestro Albertazzi nel ruolo di Prospero, l'indiscusso protagonista, esprime davvero il meglio di sé, avvolto nel suo grande mantello da mago, pronto a sfidare la sorte e ogni sua avversità pur di proteggere la figlia Miranda. In questo grande allestimento scenico, Albertazzi è stato diretto da Daniele Salvo, allievo e collaboratore di un altro grande del teatro italiano, Luca Ronconi, che dirige il maestro per la seconda volta dopo la fortunata esperienza  dell'Edipo a Colono (2009) al Teatro Greco di Siracusa. Salvi, con grande maestria, ha allestito per lui, ma soprattutto intorno a lui, tutta la struttura del Globe Theatre come se fosse un vecchio palcoscenico con foglie secche e sipari ingrigiti dal tempo per esaltare la maestria e la padronanza scenica di questo "Grande Vecchio". Albertazzi non perde una battuta, né tanto meno un colpo, sottolineando come sul palco ci si senta forti e vitali (malgrado i suoi 87 anni!!). La sua versione di Prospero lascia davvero a bocca aperta, recitazione incantevole e impeccabile, con uno sguardo languido e quasi profetico sulle sorti del mondo, proprio come il suo personaggio, ormai stanco di questa vita di sofferenza (Prospero e sua figlia Miranda sono stati esiliati dal fratello, il Duca di Milano su un'isola sperduta). Intorno al suo talento sembrano muoversi gli altri personaggi, come se fosse lui stesso a tirare le redini di questo carrozzone (tutti interpreti di spicco, nulla da dire!). Per la dodicesima volta sul palco si trova a recitare un personaggio partorito dalla mente del grande Shakespeare (come lui stesso ha commentato escludendo tutti i bis interpretativi degli stessi personaggi). Come in mille altre parti, è perfettamente a suo agio. Istrionico, poliedrico e mai ripetitivo, Albertazzi incanta davvero ogni tipo di pubblico, dal più colto al più curioso, soddisfacendo anche il palato più difficile ed esigente. Direi che qui, come altrove, Giorgio Albertazzi è il teatro.

 


Giorgio Albertazzi
Foto di FABIO GATTO. www.photarts.com


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