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martedì 31 marzo 2020

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La forma del Rinascimento

Donatello, Andrea Bregno, Michelangelo: Palazzo Venezia celebra i maestri della scultura in età umanistica

04.09.2010 - Irene Roberti Vittory



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LA FORMA DEL RINASCIMENTO

 

Rinascimento: un termine che evoca splendore, massimamente dell'arte, potere, luce. In realtà non fu l' "aetas aurea" che qualcuno immaginava e sognava, fu anzi un periodo storico ricco di contraddizioni, guerre, prevaricazioni, delusioni. Ma quando si parla di letteratura, pittura e scultura allora sì, ecco che il termine Rinascimento acquista vigore, poiché incommensurabile fu la vitalità intellettuale che animava i grandi centri di Roma, Milano, Napoli, Venezia, Ferrara, Padova, solo per citarne alcune.  E la vitalità gli artisti la trasposero in tutte le loro creazioni inanimate, statue comprese. Donatello, Andrea Bregno, Michelangelo: ecco i tre grandi maestri della bellezza vigorosa, del plasticismo perfetto, dell'euritmia dei corpi. I soggetti appartengono alla dimensione sacra o a quella politica, inscritti in un quadro di strategiche committenze e celebrazioni. Di Michelangelo spicca l'"Eolo", altorilievo in marmo conservato a Capranica Prenestina - nella chiesa di Santa Maria Maddalena, da cui proviene anche il "Leone reggistemma" - e finora poco studiato perché dubbia la sua paternità. Imponente la donatelliana "Protome equina", cui si affianca la delicata formella che ritrae angeli musicanti. E poi il "San Girolamo", e la "testa del Gattamelata". Dai padri ai "figli", dai maestri agli eredi: Bartolomeo Bellano, Jacopo Sansovino, Michelozzo, Andrea Briosco, Mino da Fiesole (di cui vengono esposti uno Stemma, un san Giovanni e un san Luca, dal monumento funebre di Papa II Barbo, conservato dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano), Giovanni Dalmata, Silvestro Aquilano più diversi artisti anonimi, talentuosi allievi cresciuti nelle botteghe dei grandi.

Nonostante la varietà e la grandezza dei nomi presenti, la pecca sta nell'aver organizzato una mostra che sa di ammucchiata: non ordinato, il percorso espositivo risulta vagamente confusionario - nonostante le opere si trovino tutte in un'unica sala, eccezion fatta per il michelangiolesco "Eolo", cui è dedicato un intero, gigantesco salone. L'utile e originale idea di un'esposizione che valorizzi una forma artistica (la scultura) e un periodo storico (l'umanesimo) molto spesso trascurati, perde così il suo vigore. Quello stesso vigore che invece urla dagli immobili, ma eternamente vivi, rilievi dei geni rinascimentali.

 

"La forma del Rinascimento"

Dal 16 Giugno al 5 Settembre 2010

Museo Nazionale del Palazzo Venezia

Orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 19; chiuso lunedì

Biglietti: 4 euro

 

 

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