Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 26 settembre 2020

  • MP News
  • Cultura

Primi Piani

Focus sul ritratto, eterna ispirazione degli artisti, in una mostra collettiva alla galleria RossoCinabro

15.09.2010 - Irene Roberti Vittory



LIBRI - "Nel corpo del mondo - La mia malattia e il dolore delle donne che ho incontrato"

Dopo i Monologhi della vagina, Eve Eisler racconta il Tumore e i suoi Sogni
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Al Festival di Urbano la star è Bach

Rese leggenda da Gleen Gould negli anni '50, le Variazioni Goldberg vengono riproposte nella loro versione originale...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Il Festival di Urbino si apre con le Tarantelle del Rimorso interpretate da Pino De Vittorio

Sabato 18 luglio, alle 21.30, si apre la 47a edizione del Festival di Musica Antica
Leggi l'articolo

 

Il volto di ognuno è unico e irripetibile, per quanti sosia possano esistere. Unica e irripetibile è pure l'identità che esso cela e svela anche se poi - ce lo insegna la vita, ce lo ricorda Pirandello - dietro una sola personalità ne giacciono miliardi. A fare la differenza è, ancora una volta, l'occhio dello scrutatore, che sceglie il suo punto di vista e si adagia su delle impressioni. E per quanto la conoscenza possa farsi approfondita, non esisterà mai un modo univoco di vedere gli altri e le cose. Per fortuna, viene da dire.

Gianpiero De Gruttola presenta l'opera intitolata "Circle line", doppio ritratto ad olio e smalto su tela. È un  Giano bifronte. Giano è una divinità classica il cui connotato principale consiste nelle due teste - da cui l'appellativo "bifronte" - tra loro attaccate ma che non si guardano mai. Un solo corpo ma due sguardi in direzioni opposte. Il passato e il futuro, il prima e il dopo. Non a caso è il dio degli inizi e delle fini, dei passaggi, dei cambiamenti. E cos'è l'uomo se non un Giano bifronte, mai presente ma sempre oscillante tra ciò che era fino a un attimo fa e ciò che sarà a partire dal prossimo istante? Non è un dio, ma è sempre in crisi, di fronte a un bivio che segna la nascita di qualcosa e la morte di qualcos'altro. Allo stesso tempo le teste di Giano sono identiche, perché parti di un solo corpo, una sola inscindibile natura; dunque l'identità non può che tornare a se stessa, al suo intimo mistero. Così come l'uomo non può che scegliere chi essere e chiudere la sua "Circle line", seppur sballottato dalle esigenze di un mondo manipolatore.  

Stilisticamente e concettualmente lontani fra loro sono Gianluca Mantovani e Américo Di Gregorio. Il primo ha trovato nella pittura realista il veicolo ideale per esprimere le sue idee. Tutto parte da una ricerca del vero, tanto più vicino e percettibile quanto più il tratto è definito, anche se il soggetto trattiene un'aura mitica. Sulla linea della tradizione si mantiene anche la marchigiana Angela Valentini. Ben altro discorso su Américo Di Gregorio, la cui priorità è cogliere la drammaticità del reale, dell'umanità. Il dramma vive in attimi sospesi, in tratti confusi, in sfumature indefinite. Nessun realismo formale per raccontare il mondo e il disordine delle identità, bensì colori sgocciolati su supporti di compensato, lavori "finiti ma non finiti", che non devono avere una fine netta, devono lasciare aperti degli interrogativi, dei rimandi mentali.

Anima introversa quella di Eva Pianfetti, classe 1980, che mediante la pittura (e la scrittura) libera il suo bisogno di comunicare: "Non si cresce - mentalmente, intellettualmente - da soli, ma attraverso il contatto con l'altro da noi, il diverso, l'indefinito che mai possiamo cogliere nella sua astratta interezza. Cercare di conoscere tutti gli aspetti del reale, attivare la mente per ottenere risposte non-usuali, creative, alle domande che ci poniamo ogni giorno, aprire gli occhi su quella che è la verità nascosta nella quale quotidianamente naufraghiamo. Questa la mia meta. Una delle tante.

Nei miei dipinti ombre e doppi si agitano e fuggono dalle individualità umane rappresentate. Segnali stradali intervengono talvolta per indicare limiti, blocchi, paure di un genere umano alterato nella sua naturalità, oltre che per creare un contatto diretto con la contemporaneità, favorendo l'identificazione dello spettatore nei soggetti rappresentati. Colori ora acquerellati, ora densi e corposi si alternano sulla tela solo parzialmente preparata con del gesso. La tela non trattata assorbe ed espande i colori, contrastando con la brillantezza e la stasi dei colori fissati sul gesso. Contorni realizzati a matita grassa creano arabeschi sulla tela, definendo le figure e giocando con le forme."

 

"Primi piani" - Dal 13 al 23 Settembre

Galleria RossoCinabro - Via Raffaele Cadorna 28

Orario: lunedì - venerdì, 11-19:30; chiuso sabato e domenica

Ingresso libero

 

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.