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domenica 20 settembre 2020

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Franz West - Roman Room

Le sculture di Franz West scardinano il mito dell’opera d’arte “sacra e intoccabile”

27.09.2010 - Irene Roberti Vittory



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"Credo che il mio lavoro sia vicino alla filosofia dell'art pour l'art. Si potrebbe pensare che io cerchi di portare l'oggetto d'arte nel mondo, dato che le mie opere a volte sembrano avere una funzione pratica, ma in realtà è il contrario: le cose nel mondo possono in alcuni casi particolari entrare nel reame dell'arte."

Sono parole di Franz West, discusso artista viennese - classe 1947 - le cui opere attualmente esposte a Roma (come quelle a cielo aperto in Piazza di Pietra) hanno fatto storcere il naso a molti visitatori. Questo è ciò che si presenta agli occhi dell'osservatore alla Gagosian Gallery: enormi macigni, su cui sono stati versati colori dalle gioiose tonalità pastello, stazionano al centro delle sale (quella all'ingresso e quella più ampia al piano superiore). Sembrano in bilico su secchi, valigie, barattoli di vernice. E invece no, ovviamente, sono decisamente stabili, pur nella loro forma che va ampliandosi verso l'alto. Sono fatti di cartapesta, gommapiuma, garza, cartone, legno, acciaio. Una gamma variegatissima di materiali; opere ben studiate, un equilibrio precario solo in apparenza. C'è di più. Franz West ci chiede di toccarli questi "giganti buoni". E invita a fare lo stesso con un'altra opera, piccola e maneggevole a differenza delle altre. Così, fra il timore di un trabocchetto -o un allarme improvviso - e la soggezione suscitata dal "tète-à-tète" con l'opera, si accarezzano (o schiaffeggiano, o rivoltano, decidete voi cosa farne) questi corpi multimaterici, la loro pelle di resina e acciaio resa ruvida dalla garza, attraversata da rughe scavate dalle pitture acriliche. Perché l'opera d'arte è, per Franz West, realtà attiva: esiste nella sua interazione con il pubblico; l'interazione è a sua volta possibile perché l'oggetto artistico non è situato su un particolare livello ontologico e gnoseologico, non è fatto per mantenere le distanze da chi lo guarda. Evaporata l'aura sacrale da cui è circondata, la scultura - nel caso di West - è arte proprio perché fruibile quotidianamente. Ricorda le sovversioni di Duchamp e Piero Manzoni, quel loro battezzare - provocatoriamente - latrine ed escrementi vere opere d'arte. L'intento di West appare invece più serio e serioso, la materia è scomposta e ricomposta, la scultura non è di fatto un oggetto d'arredamento o un qualcosa che vagamente gli somigli. È una "non-forma" che, scardinata da ogni valenza utilitaristica diviene compagna di giochi, e percezioni, del visitatore. Ma poi, superato l'imbarazzo e toccata la scultura, viene da chiedersi cosa rimanga di quell'incontro, di quel contatto. Forse poco, forse niente.

 

Franz West - "Roman room"

Dal 16 Settembre al 30 Ottobre 2010

Gagosian Gallery - Via Francesco Crispi 16

Orario: da martedì a sabato dalle 10,30 alle 19

Ingresso libero

 

 


Franz West - Roman Room



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