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domenica 26 gennaio 2020

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VINCENT VAN GOGH – CAMPAGNA SENZA TEMPO

L'arte del maestro olandese

08.10.2010 - Flaminia Franco



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Il complesso del Vittoriano ospita fino al 6 febbraio la mostra "Vincent Van Gogh. Campagna senza tempo-Città moderna", riportando a Roma, dopo ventidue anni, l'arte del maestro olandese tramite un'innovativa lettura binaria della sua opera che spazia cronologicamente e tematicamente dal primo periodo buio olandese a quello coloristico francese.

Van Gogh approderà tardi alla svolta artistica, quando già aveva ventotto anni e la sua parabola si chiuderà ben presto con la prematura morte a soli trentasette anni; nove anni, quindi, nei quali produrrà quasi novecento tele e più di mille disegni che rendono necessaria una selezione tematica per evitare di cadere in una secca celebrazione dei suoi capolavori più noti. Questa è l'intenzione della curatrice della mostra, Cornelia Homburg, che ha trovato appoggio e collaborazione dalle più grandi istituzioni museali internazionali, con importanti prestiti che ci consentono di conoscere le opere incentrate sui due temi opposti di campagna e città.

"Che piacere vedere di nuovo la città - tanto quanto amo i contadini e la campagna...Quanto l'unione degli estremi mi fa vedere nuove idee - estremi, la campagna nel suo insieme e il trambusto di qui. Ne avevo proprio bisogno", scriveva così Van Gogh al fratello Theo, sottolineando l'attaccamento alla città, centro della vita moderna e l'amore per la campagna, vista nei suoi valori fissi e immutabili, espressione di un mondo idealizzato e intriso di eticità, memore del realismo sociale di Millet. Van Gogh, a differenza di come si possa credere, fu un accanito lettore e un attento studioso delle opere non solo del passato ma anche del presente, con le quali entrò in contatto diretto dal 1886, anno in cui si recò a Parigi, dove non poté rimanere indifferente alle novità e alla brillante tavolozza dell'impressionisti e del post-impressionisti che trovano spazio anche in mostra con una selezione di circa quaranta opere di Millet, Daubigny, Pissarro, Gauguin, Signac, Seurat e Cézanne.

A Parigi avviene la scoperta della città che, con le sue industrie e ciminiere, lo attira per la sua modernità ma, allo stesso tempo, lo respinge nuovamente a rifugiarsi nella campagna, questa volta quella assolata e tranquilla del Sud della Francia, prima ad Arles, poi a Saint-Remy.

Tema nel mezzo è quello dei ritratti, di tutti coloro che abitano città e campagna, come lo stesso pittore che si auto ritrae sia in vesti contadine (Autoritratto su cartone del Rijksmuseum di Amsterdam) che in abiti borghesi (Autoritratto ad olio su tela della Collezione Gemeentemuseum Den Haag dell'Aia), dichiarando nelle sue lettere al fratello: "Vorrei fare dei ritratti che tra un secolo, alla gente di quel tempo, sembrassero delle apparizioni. Non cerco di raggiungere questo risultato attraverso la somiglianza fotografica ma attraverso un'espressione appassionata, impiegando come mezzo di espressione e di esaltazione del carattere la nostra conoscenza e il nostro gusto moderno del colore". Richiamo diretto a noi che siamo invitati ad una mostra, il cui convincente percorso, corroborato da chiari pannelli didattici, lascia comunque trapelare una maggiore insistenza sui temi campestri, nei quali i nostri occhi, non sempre pazienti e allenati, devono scovare i richiami cittadini, spesso sullo sfondo.

 

Dal 9 ottobre al 30 gennaio

Complesso del Vittoriano, via San Pietro in Carcere - Roma

Aperto dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30; venerdì e domenica fino alle 23.30; domenica fino alle 20.30

Biglietto: intero € 12 - ridotto € 8,50

 

 


Vincent Van Gogh - Campagna senza tempo



Presentazione della Mostra al Vittoriano
Foto di Arianna Visani


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