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martedì 22 settembre 2020

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Tutto su mia Madre al Teatro Eliseo

In scena fino al 28 Novembre 2010

27.11.2010 - Daniele Maurizi



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Spettacolo dall'andamento rapido e spesso spezzato, che condensa temi profondi, atavici, affascinanti. Al suo interno emerge la poesia di Almodóvar, che striscia e sussurra sul ciglio della strada, nei personaggi che possono apparire più bassi, più volgari, più abietti. Negli occhi dei singoli personaggi si incontra il male di vivere, la rabbia della solitudine e la voglia di non arrendersi alla morte, al pregiudizio, all'apparenza.

Esteban e Manuela, una famiglia. Esteban, diciassette anni e tanti dubbi, aveva il talento giusto per porsi delle domande ma non gli elementi sufficienti per scoprire l'unica risposta davvero importante per lui, l'identità di suo padre. Manuela, infermiera e mamma, mentre gira un video sulla donazione di organi piange e sfoga un dolore forte, personale, dovuto alla mancanza di un marito. Per il diciassettesimo compleanno di Esteban, Manuela aveva deciso di regalargli due biglietti per "Un tram chiamato Desiderio", interpretato da una delle sue attrici preferite, Huma Rojo. Alla fine dello spettacolo però il ragazzo, correndo dietro alla sua diva, viene investito da un'auto. Un tonfo, un attimo, e si spenge un ragazzo, insieme ai suoi sogni di scrittore e ai dubbi di figlio. Un tuffo al cuore, un istante, e si interrompe anche la vita di Manuela, madre rimasta orfana all'improvviso.

"Ti parlerò di tuo padre quando torneremo a casa", così aveva detto Manuela ad Esteban, mentre aspettavano l'attrice fuori dal camerino. Parole rimaste a mezz'aria, sospese nel vento.

E così Manuela parte e torna nei luoghi da dove era partita diciassette anni prima, forse per dimenticare, o per mantenere la promessa fatta a suo figlio, quella di parlargli di suo padre. Lo spettatore entra insieme a lei in un mondo dalle tinte forti, che diventa vero, fragile, umano, proprio quando sprofonda in basso, nel volgare, nel dissacrante. In quei luoghi Manuela incontra Agrado, non più uomo e non ancora donna, e conosce Suor Rosa, una religiosa che si dedica alla riabilitazione sociale delle prostitute. Una sera, Manuela torna a teatro a vedere l'ultimo spettacolo a cui era andata con suo figlio. Al termine della rappresentazione scende nel camerino di Huma Rojo per avere l'autografo che tanto voleva Esteban ma, al posto di una diva, vede una persona sola e tormentata da un amore scostante, insoddisfatto, drogato.

Manuela, in modo bizzarro e perfetto, fa la conoscenza di Huma Rojo, e approfondisce la conoscenza di Suor Rosa, o meglio, di Rosa, rimasta incinta di un trans chiamato Lola e sieropositiva. Proprio mentre Rosa chiude gli occhi dando alla luce un maschio, che si chiamerà anche lui Esteban, arriva Lola, zoppicante ed aggrappata ad un bastone pur di vedere suo figlio. Proprio Lola rappresenta la chiave del mistero, nel momento in cui si ricompongono tutti gli elementi della drammatica vicenda. E così Manuelita, madre e nonna di un Esteban che non è suo, torna a vivere e, un po' per caso e un po' per scelta, decide di avere una seconda possibilità, quella di dire ad Esteban tutto su suo padre.

Spettacolo che, pur mantenendo la sua natura di rappresentazione teatrale si serve di alcune suggestioni tipicamente cinematografiche, soprattutto nell'organizzazione delle scene. La velocità del cinema è però sostituita dai cambi di scena del teatro, che necessitano di frequenti sospensioni dell'illusione scenica. Lo spettatore ha da subito coscienza della mancata unità di tempo, di spazio e di luogo e, a livello letterario ed antropologico, del mondo frammentario ed asistematico di Almodóvar.

 

Personaggi e interpreti: 

Elisabetta Pozzi - Manuela; Alvia Reale - Huma Rojo; 
Eva Robin's - Agrado; 
Paola Di Meglio - Madre di Rosa, Alicia; 
Alberto Fasoli - Alex, Stanley, Dottori, Cliente; 
Silvia Giulia Mendola - Suor Rosa; 
Giovanna Mangiù - Nina Cruz; 
Alberto Onofrietti - Esteban, Lola

Scene: Antonio Panzuto

Costumi: Gianluca Falaschi

Luci: Alessandro Verazzi
 Suono: Daniele D'Angelo
 Assistente alla regia: Laura Cleri 
Regia: Leo Muscato

 Traduzione: Giovanni Lombardo Radice

Produzione: Fondazione Teatro Due - Teatro Stabile del Veneto

Orario spettacoli

Martedì, Giovedì, Venerdì - ore 20,45
Sabato - ore 16,30 e 20,45
Mercoledì e domenica - ore 17,00
Lunedì - riposo

Costo dei biglietti

platea I 32 € - platea II 30 - balconata 28 € I galleria 17 € - II galleria 11 €

Ridotto giovani e gruppi: fino al 36%
Ridotto over 65 (mercoledì e sabato pomeriggio): fino al 22%

Indirizzo evento: Via Nazionale, 183 - 00184 Roma

Telefono (centralino): 06 488721

Telefono (botteghino): 06 4882114 / 06 48872222

Mail: info@teatroeliseo.it 

 


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