Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


martedì 26 maggio 2020

  • MP News
  • Cultura

Roma e l'Antico, prorogata fino all'8 maggio

Realtà e visione nella Roma del ‘700

29.11.2010 - Flaminia Franco



Il principe della danza conquista Roma

Lo scorso tre dicembre al Teatro dell’Opera di Roma c’è stato un evento che farà parlare di...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Torna 'Ville di Roma a porte aperte'

Un'occasione per ammirare le più affascinanti ville romane e dell'hinterland.
Leggi l'articolo

Il teatro equestre. Tra arte e fiera

Un connubio inedito nella manifestazione "Cavalli a Roma"
Leggi l'articolo

"Posso dire che solo a Roma ho sentito cosa voglia dire essere un uomo, non sono mai più ritornato ad uno stato d'animo così elevato né ad una tale felicità".

È con la celebre frase di Goethe che ci caliamo nella realtà della Roma settecentesca, oggetto indagato nella mostra a cura di Carolina Brook e Valter Curzi presso la nuova sede della Fondazione Roma Museo a Palazzo Sciarra. L'esposizione, nata in collaborazione con i Musei Capitolini, i Musei Vaticani e l'Accademia Nazionale di San Luca, ci presenta un nucleo di 140 testimonianze tra reperti archeologici e opere d'arte di vario tipo per raccontare la fama internazionale di Roma nel Settecento.

Il secolo si era aperto con due sensazionali eventi, nel 1738 gli scavi di Ercolano e dieci anni più tardi quelli di Pompei che diedero una concreta spinta agli studi e alla lezione dell'Antico. Roma, ovviamente, non tardò a porsi come la guida di una fervida stagione culturale, culminante nel cosiddetto stile neoclassico che tanti importanti committenti renderanno celebre. Roma è il luogo mitico in cui è ora possibile far rivivere l'antico nel presente, tramite anche la precedente mediazione cinque-seicentesca di Raffaello e Poussin. L'Italia diventa meta ideale ed ambita per i viaggi formativi di intellettuali ed artisti che con il Grand Tour sanciscono la nuova consapevolezza del ruolo sociale dell'arte e dell'antichità.

Il percorso espositivo, diviso in sette sezioni, inizia con Il gran teatro delle rovine e il fascino della statuaria antica che presenta una selezione di vedute realistiche di Roma, come le due chiare Vedute del Colosseo di Vanvitelli con vari 'capricci' che, con un impianto scenografico, combinano elementi tratti liberamente dalla realtà (due Capricci con predica di Panini). Accanto ai dipinti, varie copie settecentesche di celebri sculture antiche, quali la Flora Farnese o il Laocoonte di Chinard, testimoniano la grande passione antiquaria degli artisti e committenti dell'epoca. La seconda sezione, La 'resurrezione' dell'Antico: scavare e conservare, sancisce la nascita di un nuovo atteggiamento nei confronti dell'Antico che inizia ora ad essere tutelato con una serie di decreti e provvedimenti che vedono tra l'altro Winckelmann, il massimo rappresentante di questa nuova sensibilità, diventare dapprima bibliotecario del cardinale Albani e poi nel 1763 Sovrintendente alle Antichità Romane. Le testimonianze, riportate alla luce dalle prime esperienze archeologiche, necessitano di sedi espositive sia pubbliche, come i Musei Capitolini e Vaticani (Flora e Eros Capitolini provenienti da Tivoli) che private come Villa Albani, la residenza-cenacolo del cardinale Alessandro che commissionò il celebre affresco con il Parnaso all'artista boemo Mengs che ne eseguì la copia, qui presente da San Pietroburgo, dopo il 1761. La successiva Restaurare, reinventare, falsificare e vendere l'Antico mostra la febbrile attenzione sui pezzi antichi- con spesso un negativo risvolto nel saccheggio e nella vendita illegale- che, alla luce delle teorie del restauro settecentesco, vengono reintegrati spesso in maniera fantasiosa come la Statua di Pothos restaurata come Apollo Citaredo dei Musei Vaticani o che diventano elemento decorativo di manufatti di diversa funzione (Vaso con Apollo e le Muse di Wedgwood).

La vendita dei pezzi antichi è ancora oggetto della sezione successiva Il mercato dell'Antico: le botteghe di Bartolomeo Cavaceppi e Giovanni Battista Piranesi, dove ci accoglie l'immagine simbolo dell'esposizione, la Minerva d'Orsay dal Louvre, raffinato esempio d'integrazione settecentesca che presenta il corpo di età adrianea (117-138 d.C.) di onice dorato e agata accostato al marmo bianco di restauro per il viso, le mani ed i piedi.

Il Formarsi sull'Antico: il magistero delle Accademie illustra il tipo di formazione, basata sul disegno, che ricevevano gli artisti, con Il Disegno di Angelica Kauffmann, l'Accademia maschile, detta Ettore di Jacques-Louis David e i gessi di note statue antiche donati dal pittore Mengs all'Accademia Reale San Fernando di Madrid.

Con l'Abitare l'Antico: il gusto e la decorazione degli interni visualizziamo il culto dell'Antico nella ricca e ridondante decorazione delle abitazioni ed, infine, abbiamo le prove de Gli artisti nella sfida con l'Antico con, tra dipinti di Pompeo Batoni Angelica Kauffmann e altri, Venere e Adone e Amore Alato di Antonio Canova.

In questo percorso circolare, chiudo e invito a guardare la mostra con altre parole di Goethe: "L'arte è fatta perché noi la vediamo, non perché ne parliamo, a meno che non sia in sua presenza".

 

Museo Fondazione Roma- Palazzo Sciarra dal 29 Novembre 2010 all'8 maggio 2011

Via Marco Minghetti 22- Roma, 06-697645599

Aperto da Martedì a Domenica ore 10-20

Biglietti: Intero 10, ridotto 8.

 

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.