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lunedì 06 aprile 2020

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- EUROPUNK -

L’Accademia di Francia – Villa Medici ospita, fino al prossimo 20 marzo, ‘Europunk – La cultura visiva punk in Europa, 1976-1980”

05.03.2011 - Simone Di Tommaso



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Un evento davvero sensazionale. Per la prima volta Roma ospita una mostra dedicata al punk, movimento che, a distanza di oltre trentacinque anni dalla sua nascita, continua ad influenzare tutte le forme d'arte, dalla musica alla letteratura, dalle arti visive alla moda e che ha stupito, scandalizzato e travolto milioni di giovani.

Quale location per una mostra del genere? Naturalmente l'Accademia di Francia di Villa Medici, da anni centro, a Roma, dell'arte contemporanea ed alternativa e luogo votato da sempre, per sua stessa natura, a rivisitare il passato misurandolo con le creazioni più attuali.

Per l'occasione sono stati riuniti più di 550 manufatti, alcuni celebri, altri poco conosciuti o addirittura inediti, provenienti da collezioni pubbliche come da collezioni private: abiti, fanzine, poster, ritratti, disegni e collage, copertine di album, film.

I punk rifiutarono l'arte ma volevano cambiare il mondo attraverso alcune icone da loro create. Ponendo l'accento sull'incredibile qualità e sulla vitalità di questi metodi alternativi di produzioni artistiche, la mostra invita a scoprire come la contro-cultura punk ha potuto incarnare contemporaneamente il desiderio di fare tabula rasa del passato e la voglia di un profondo rinnovamento culturale.

"Europunk - spiega il direttore dell'Accademia e curatore della mostra Éric de Chassey - parte dal presupposto certo che la dimensione artistica di questo movimento, da un punto di vista visivo, non ha bisogno d'essere legittimata dall'esterno o dalla ricerca di oggetti che corrispondano ai criteri tradizionali della storia dell'arte: originali autografi, unici e sin dall'inizio destinati a essere esposti e a penetrare le sale dei musei. I creatori punk d'Europa si sono da sempre definiti in opposizione all'arte, almeno per quanto riguarda i primi anni, gli unici che corrispondano appieno allo spirito del movimento. Bisogna rispettare tale convinzione. Eppure, ognuna o quasi delle immagini prodotte in quel periodo porta in sé l'ambizione di voler cambiare il mondo."

La mostra si apre con il primo passaggio televisivo dei Sex Pistols, mitica band londinese, nel 1976 - data ufficiale di apparizione del movimento punk - nel programma "So It Goes", per la Granada Television di Manchester, e si chiude con il primo passaggio dei Joy Division sulla BBC nel 1979.

E proprio ai Sex Pistols è dedicata la prima delle otto sezioni tematiche in cui è suddivisa la mostra. Le loro immagini provocatorie, create con una notevole inventiva, colpirono gli occhi e le menti delle persone, dandolo alla band una fama impensabile. Mitica è tuttora la realizzazione di Jamie Reid, ovvero il celebre volto della Regina Elisabetta con gli occhi e la bocca coperti dal titolo della canzone God Save the Queen. Particolare era anche il loro modo di vestire, frutto delle creazioni di Malcolm McLaren, ideatore, manager e deus ex machina della band, e di Vivienne Westwood.

Una sezione è dedicata al gruppo francese dei Bazooka, formato da un gruppo di studenti della Scuola di Belle Arti di Parigi. In loro la rottura dai codici tradizionali si fa più forte: le loro pubblicazioni appaiono in formato di magazine, di fanzine fotocopiate per assicurarne una maggiore diffusione, di vignette, a volte a tutta pagina altre volte miste a testi.

"I creatori punk sviluppano le proprie creazioni senza mai preoccuparsi di sapere se esse possano o meno rientrare in alcun canone prestabilito - spiega mirabilmente de Chassey - poiché sono contro qualunque tipo di canone, né se esse possano corrispondere a competenze specifiche o a una tecnica, e neppure se possano raggiungere in qualche modo un genere tradizionale di pubblico, perché bisognava crearlo. L'importante è quel bisogno urgente di produrre, senza stabilire alcuna distanza, tramite il metodo di diffusione più semplice ma anche potenzialmente il più ampio, privilegiando la molteplicità anziché valorizzare la rarità, a seconda dei mezzi a disposizione."

Si può quindi ben dire che quella del movimento punk sia stata una vera e propria rivoluzione culturale, fonte di continue provocazioni e di una libertà assoluta di espressione. Il punk è stata una forza artistica radicale, che si è approcciata alle immagini in modo totalmente nuovo, quasi sempre in preda ad un impeto creativo.

La mostra è estremamente interessante. Se ne consiglia la visita, senza ombra di dubbio.

 

dal 21 gennaio 2010 al 20 marzo 2011

Accademia di Francia a Roma - Villa Medici

Aperto dal martedì alla domenica dalle 10.45 alle 13 e dalle 14 alle 19. Giovedì fino alle 23.

Biglietto: intero € 6 - ridotto € 4,50 - giovani fino a 25 anni € 3

www.villamedici.it   

 

 




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