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domenica 19 gennaio 2020

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Pablo Echaurren al ritmo di baroque’n’roll

Come far dialogare la musica rock e l’estetica barocca.

05.03.2011 - Flavia Sorato



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Pablo Echaurren, artista romano, classe 1951, è un ascoltatore insaziabile dei Ramones. Una devozione, si può dire, che lo accompagna fin da giovane e che si riversa anche nelle sue opere, diventandone nutrimento. Echaurren ascolta costantemente questa musica, anche quando lavora, lo dichiara lui stesso: "Io ascolto i Ramones 24 ore su 24 in loop, praticamente. Anche se ho una certa età. Per me sono al numero uno e quando lo professo in pubblico pensano che sia una provocazione, così tanto per dire. Ma non lo è. E' purissima verità".

La passione per la musica, quella dai ritmi aggressivi, che scatena movimento, la ritroviamo nella mostra che il MACRO, fino al 13 Marzo 2011, ospita nei propri spazi. Baroque'n'roll, questo il nome dell'esposizione, non è solo un riferimento, un omaggio al genere musicale prediletto dall'artista, ma è principalmente un raffronto tra il lessico dello stile artistico del barocco e quello del rock 'n roll.

Il rimando tra i due termini non si riduce solo ad una questione di assonanza, ma è dato da elementi espressivi comuni: la linea mossa, vertiginosa della poetica formale barocca è associata ai suoni e ai movimenti agitati del rock. L'artista crea una rappresentazione che lega queste due realtà, inserendo l'immagine del basso elettrico nell'edicola barocca, piccolo elemento architettonico che punteggia le strade dell'Urbe. Le sei grandi sculture in ceramica, realizzate dalla Bottega Gatti di Faenza, sono difatti appese alla pareti della hall del museo in modo che lo spettatore possa osservarle come se stesse camminando per una via o una piazza di Roma, pensando alle edicole che in realtà contengono immagini di santi. "Le mie edicole - dichiara l'artista - sacralizzano uno strumento che è cuore pulsante, cuore elettrico, cuore collettivo. Lo raccontano in maniera plastica e lo offrono al passante. Nei diversi tipi di basso ciascuno può ritrovare la propria musica, ricostruire una colonna sonora, scaricare una playlist totale mentale".

Echaurren ha proposto una lettura moderna dell'arte barocca, riattualizzando uno stile del passato attraverso forme contemporanee come quelle della musica rock. Riprende ed utilizza gli elementi che caratterizzano lo stile barocco per dare forma al proprio lavoro e, attraverso l'idea di dinamismo, fonde due realtà sconvolgenti sia sul piano estetico che emotivo. Ne consegue un vero e proprio dialogo tra due termini che danno vita ad una nuova unità, provocatoria, sensazionale.

L'artista oltre ad aver studiato in modo approfondito il barocco, deve molto anche alla conoscenza delle avanguardie storiche e, in particolare, al futurismo, il cui lessico ha avuto decisiva importanza nella formazione del suo immaginario. Le opere in mostra ricevono molto da questa fonte artistica d'ispirazione, basti pensare al fatto che nella stessa rappresentazione convivono immagini di strumenti musicali, cornici con putti e teschi, raggi di luce dorata, cieli stellati. Echaurren mostra davvero di aver compreso in profondità il senso della provocazione e del paradosso promossi dal movimento futurista.

Ma un rimando è forse da scovare anche nella ricerca pittorica che l'artista estende al campo del fumetto ed alla realizzazione di manifesti e copertine. La sensazione che si prova dinanzi a queste opere può essere, in effetti, quella di osservare delle copertine di album musicali: le immagini hanno un carattere iconico e d'effetto e l'impatto è sorprendente per l'associazione contrastante tra sacro e profano: la figura di un basso che si inserisce in un contesto architettonico votato a contenere quella di un santo. È dissacrante. E' la rivoluzione del rock.  

 

 

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