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sabato 18 gennaio 2020

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PALAZZO FARNESE

Dalle collezioni rinascimentali all’Ambasciata di Francia

16.03.2011 - Simone Di Tommaso



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Finalmente il maestoso Palazzo Farnese, luogo da sempre inaccessibile, apre al pubblico. Fino al prossimo 27 aprile, si potrà, difatti, visitare uno dei gioielli più preziosi del Rinascimento italiano, un edificio progettato da Antonio Sangallo il Giovane per incarico del cardinale Alessandro Farnese - il futuro papa Paolo III - e ampliato da Michelangelo, Giacomo della Porta e Vignola, e dal 1874 sede dell'Ambasciata di Francia.

"Dietro la splendida facciata - scrive il curatore Francesco Buranelli - e il portone chiuso, oggi protetto dalla polizia italiana e dalla gendarmeria francese, si intravedono, all'ingresso degli ospiti, le sue nobilissime architetture e il famoso cortile; oppure, la sera, si intuiscono attraverso le finestre illuminate del piano nobile i vividi colori dei 'fasti farnesiani' che evocano gli splendori di una corte ricca e colta e i ricevimenti di pontefici, sovrani e ambasciatori che, oggi come allora destinati a pochi, avvengono in particolari ricorrenze ed occasioni."

I cinque secoli dell'affascinante storia di Palazzo Farnese sono raccontati da oltre 150 opere, tra cui dipinti, statue, disegni, sculture, monete, arazzi e ceramiche, provenienti, per la gran parte, da Napoli, città dove sono state portate, nel 1734, da Elisabetta, moglie di Carlo di Borbone e ultima rappresentante della Famiglia.

Alla mostra si accede dall'ingresso secondario di via Giulia. Tale soluzione permette di ammirare il giardino e la splendida facciata posteriore del Palazzo. Una volta entrati nel cortile si rimane estasiati dalla perfezione architettonica: l'impianto è quadrangolare, i piani sono tre, su ogni lato vi sono cinque arcate monumentali sovrastate da cinque finestre per piano. Tutto è studiato alla perfezione e adatto all'esposizione di sculture colossali disposte simmetricamente. Cosa difatti avvenuta. Le più belle statue, di epoca romana, di proprietà della famiglia Farnese trovavano posto sotto ogni arcata. Per l'occasione, si può ammirare la splendida statua di porfido dell'Apollo citaredo, proveniente dal Museo Archeologico di Napoli. Riproduzioni fotografiche, invece, indicano la presenza, in origine, delle statue dell'Ercole Farnese e dell'Ercole Latino.

Una volta lasciato il cortile si sale una maestosa scalinata che conduce al primo piano del Palazzo, dove si viene accolti dalla coppia dei famosi 'Daci Prigionieri', che sorvegliano l'ingresso alla Sala d'Ercole, progettata da Michelangelo, al cui interno vi sono raccolti i reperti che documentano la storia e la costruzione del palazzo. Degni di nota sono il bronzo in miniatura del celeberrimo Toro Farnese e il grandioso camino firmato da Vignola e della Porta.

Si passa, poi, ad ammirare la quadreria, tra cui risaltano 'Ritratto di papa Paolo III a capo scoperto' di Tiziano Vecellio e i ritratti degli esponenti di spicco della famiglia Farnese, come il cardinale Alessandro, il duca Ottavio, il duca Ranuccio II e l'ultima discendente la regina Elisabetta.

Nella galleria sud-ovest sono state ricomposte, con l'esposizione di una serie di busti di epoca romana, le cosiddette sale degli imperatori e dei filosofi. Nel mezzo si possono ammirare quelli che, senza dubbio, sono i pezzi forti della mostra: la famosa statua di Afrodite cosiddetta Callipige, ossia 'dalle belle natiche, la mastodontica statua di Atlante che tenta di sorreggere, con immane fatica, il globo terrestre e, infine, la deliziosa statua di Afrodite accovacciata con Eros.

A questo punto si entra nella 'Galleria dei Carracci', tra i maggiori capolavori della pittura rinascimentale, realizzata dai fratelli Annibale e Agostino, in cui sono narrati gli amori degli dei. Il quadro centrale, 'Trionfo di Bacco e Arianna', è di una bellezza sconvolgente.

Il percorso si snoda attraverso alcune stanze in cui sono ospitati, dapprima, lo studiolo del Museo di Ecouem, rarissimo mobile rinascimentale appositamente realizzato da maestranze romane per conservare la collezione di monete e di glittica dei Farnese, poi un servizio di maioliche rinascimentali e, infine, una collezione di cammei e di gioielli finemente realizzati.

Una coppia di arazzi provenienti dal palazzo del Quirinale e dal castello di Chambord sono il preludio alla visita del Salone di rappresentanza, attuale ufficio dell'ambasciatore di Francia, su cui sono dipinti i celebri 'Fasti farnesiani', ciclo pittorico volto ad esaltare le gesta pacificatrici di Paolo III e le imprese di Ranuccio Farnese attraverso riferimenti a fatti eroici e mitologici.

Due quadri di Domenico Theotokopoulos, detto El Greco ('Guarigione del cieco' e 'Ritratto di Giulio Clovio'), 'Cristo e la cananea', dipinto da Annibale Carracci per la cappella privata del cardinale Odoardo, e 'Il giudizio universale' di Marcello Venusti concludono il percorso espositivo.

La mostra, letteralmente sensazionale, rappresenta un'occasione unica per rievocare gli splendori di un palazzo che ha visto innumerevoli incontri di pontefici, cardinali, re, ambasciatori ed artisti e per celebrare la famiglia Farnese, amante dell'arte e del bello come poche altre. La visita è, senza dubbio, consigliata.

 

dal 17 dicembre 2010 al 27 aprile 2011

Palazzo Farnese - Ambasciata di Francia in Italia, via Giulia, n. 186, Roma

Aperto il lunedì e il mercoledì dalle 9 alle 19; dal giovedì alla domenica dalle 9 alle 21. Chiuso il martedì.

Biglietto. Giorni feriali: intero € 12, ridotto € 10, speciale € 5; Giorni festivi: intero € 15, ridotto € 12, speciale € 6.

www.mostrapalazzofarnese.it

www.civita.it

 

 

 




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