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giovedì 09 aprile 2020

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100 capolavori dallo Städel Museum di Francoforte

Impressionismo, Espressionismo, Avanguardia

30.06.2011 - Simone Di Tommaso



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W. Altheim, Studio di ragazza che dorme

Il Palazzo delle Esposizioni ospita, fino al prossimo 17 luglio, una straordinaria mostra dedicata ai capolavori dello Städel Museum di Francoforte, una delle più ricche e prestigiose raccolte europee d'arte antica e moderna, creata con un legato post mortem dal mercante e banchiere Johann Friedrich Städel. Quest'ultimo, vissuto a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento, decise di donare alla collettività il suo consistente patrimonio, formato da circa un milione di fiorini, da una maestosa collezione d'arte e da una sontuosa dimora.

Come afferma il curatore della mostra Felix Krämer "Städel, in linea con il mecenatismo borghese e influenzato dallo spirito dell'Illuminismo, voleva offrire, come risulta dal suo testamento, il meglio per la cittadinanza locale. Lo Städel Museum è nato così, fondato da un privato cittadino di Francoforte dotato di sensibilità artistica, che intendeva contribuire alla promozione dell'arte offrendo pubblico accesso alla sua collezione e biblioteca, nonché creando una scuola d'arte. Il Museo non si fonda dunque su una collezione di una famiglia aristocratica né su una galleria pubblica, ma è stato istituito grazie all'impegno di un privato cittadino. Un istituto di questo tipo, a quel tempo, era un'assoluta novità."

Dal legato di Städel è nato un grande Museo che custodisce, nella monumentale sede edificata sulla riva del fiume Meno, al giorno d'oggi più di centomila opere d'arte in grado di documentare l'intero svolgimento dell'arte europea, dal Rinascimento ai giorni nostri.

Il percorso espositivo si articola nei sette ambienti situati al piano terra del PalaExpo.

La rassegna, ordinata cronologicamente, si apre, quindi, sullo scenario del classicismo tedesco di primo Ottocento, introdotto dal celeberrimo ritratto di Goethe in riposo sullo sfondo della campagna romana, realizzato nel 1787 da Tischbein e diventato assoluto simbolo del mito italico del Grand Tour. Vi è poi un'ampia rappresentanza di pittori tedeschi attivi in Italia all'inizio del secolo, come Pforr, Fohr, Blechen, Kock.

Il secondo ambiente, dedicato alla pittura realista della metà dell'Ottocento, presenta gli esiti della cultura romantica, e le reazioni alla stessa, nell'interpretazione classicistica e italianizzante di Corot, da un lato, e in quella descrittiva e più decisamente realista di Courbet, dall'altro. Il grande 'Frutteto' dipinto da Daubigny, collocato nella parete di fondo, costituisce uno degli esempi più evocativi della pittura en plein air del periodo, mentre 'Casa di campagna presso Nuenen', attesta la complessità e la ricchezza della posizione assunta da Van Gogh nel contesto dei movimenti pittorici europei, tra Realismo, Simbolismo e Impressionismo.

La sala successiva è dedicata al movimento simbolista, rappresentato dai suoi assoluti protagonisti, come Böcklin, Moreau, Redon, Munch ed Ensor, i quali evocano, nei loro dipinti, mondi immaginari e inquietanti. A tali opere si contrappongono quelle con atmosfere più intime e sospese, tra le quali spicca 'Ritratto di donna su un tetto di Roma', dipinto da Max Klinger.

La sala 4 è il vero punto centrale della mostra. In essa sono contenuti veri e propri capolavori, come 'Musicisti d'orchestra' di Degas, 'La colazione' di Monet, 'Dopo la colazione' di Renoir, accompagnati da un gruppo di raffinate opere postimpressioniste e nabis.

Proseguendo nel percorso, ci si imbatte nella sala 5, interamente dedicata all'Espressionismo di marca tedesca, rappresentato da un gruppo di opere la cui formula pittorica drammatica e radicale afferisce alle idee maturate all'interno del gruppo Die Brücke.

A Max Beckmann e al suo stile potente ed incisivo, che riflette la complessità della cultura europea tra le due guerre, è dedicata un'intera sezione. La sua poetica, drammatica e dai toni cupi e duri, si congiunge, alla metà degli anni Venti, con l'estetica cruda e oscura della Nuova Oggettività tedesca.

La mostra si conclude con una sala in cui sono presentate le opere afferenti alle avanguardie della prima metà del secolo: Cubismo e Astrattismo. Il celebre 'Ritratto di Fernande Olivier' di Pablo Picasso, che occupa la parete di fondo, rappresenta, nella sua paradossale semplificazione formale, tutta la poternza che la rivoluzione cubista dimostrerà nello svolgimento dell'arte del ventesimo secolo. Tale opera è accompagnata dai lavori di Klee, di Javlensky, di Marc, di Macke, di Schlemmer e di Ernst.

La mostra è letteralmente straordinaria. Se ne consiglia vivamente la visita.

 

dal 1° aprile al 17 luglio 2011

Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale, n. 194 - Roma

Aperto domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 20; venerdì e sabato dalle 10 alle 22.30; lunedì chiuso

Biglietto intero € 12,50 - ridotto € 10 (dal 3 maggio al 29 maggio intero € 10 - ridotto € 7,50). Permette di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni.

www.palazzoesposizioni.it

 

 

 


100 capolavori
Foto di Arianna Visani


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