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martedì 26 maggio 2020

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IL VIAGGIO DI NICOLA CALIPARI AL TEATRO QUIRINO

16.06.2011 - Laura Khasiev



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Il palcoscenico del teatro Quirino, in occasione del festival autogestito Rassegna di Teatro Indipendente Giovane Curioso Civile (24 maggio-1 giugno) la sera del 26 maggio 2011 ha cambiato veste, facendosi spazio per uno spettacolo particolare su una storia dal risvolto tragico, che ha coinvolto il nostro Paese, dividendolo e alla fine lasciandolo senza una risposta. Si tratta della vicenda inerente al rapimento di Giuliana Sgrena, cronista del Manifesto, rapita in Iraq liberata grazie all'intervento dell'agente italiano Nicola Calipari, che in questo frangente perse la vita, ucciso dai colpi del soldato statunitense Mario Lozano. Lo spettacolo è nato da un'idea di Fabrizio Coniglio, che si è occupato assieme ad Alessia Giuliani di costruire il testo drammaturgico partendo dal libro Fuoco amico, testo reportage di cui è autrice la Sgrena. Il lavoro è stato affrontato con grande cura e supervisionato da colei che ha vissuto in prima persona il dramma della vicenda. A fornire informazioni è intervenuto anche il prezioso contributo della moglie della vittima, Rosa Calipari. Tutti i punti di vista sono stati sfoderati attraverso la rappresentazione e la costruzione di scene, che hanno dapprima riguardato la visione di coloro che hanno visto nella Sgrena "una comunista senza scrupoli", che ha voluto speculare sull'accaduto e che è stata la causa vera della morte del poliziotto, per poi procedere con la simulazione dell'accaduto a partire dal rapimento, ossia la reclusione della donna, fino al momento della liberazione di lei, passando per il tragico incidente e concludere con la seduta di tribunale. L'obiettività che ne è conseguita ha permesso al pubblico di non essere ulteriormente ingannato rispetto a tale storia  rendendogli quella funzione, negata sino ad oggi. Si può dunque decretare anche un fine sociale di questo spettacolo, che ha dato la possibilità di avere un quadro più ampio, non trascurando i contenuti da una parte o dall'altra e conferendo proprio così il preciso taglio di un'analisi imparziale su fatti che non hanno mai goduto di tale privilegio e che paradossalmente è stato il teatro a donare. Gli sketch simulati dall'estenuante rapimento della giornalista, affrontato tra paure, angosce, tanti pensieri e una sola speranza, quella di uscire viva da un incubo che aveva preso tutte le sembianze concrete della vita reale, alla liberazione e infine al processo, nel quale sono stati interrogati la Sgrena, l'autista della macchina Andrea Carpani e il soldato che ha sparato, sono stati i tasselli per costruire questo spettacolo in maniera toccante e tale da trascinare il pubblico dentro ai luoghi, raffigurati sulla scena attraverso le poliedriche capacità interpretative dei due attori. Questi hanno suggestivamente ricreato il momento della salvezza da parte dell'agente di polizia Calipari e il tragitto in macchina dal luogo del rapimento sino all'aeroporto, frangente in cui lo scambio di chiacchiere e l'euforia di una vicenda che stava per concludersi nel lieto fine sono confluiti nel tragico epilogo di quello che è stato lasciato passare come un incidente... Infine sulla scena è stato "allestito" il processo in cui molti sono stati gli equivoci e le dichiarazioni poco chiare, che hanno colorato di dubbio e incertezza un fatto che sin dall'inizio ha mostrato ambiguità, che si è concluso con l'amara sentenza di delitto di guerra e per questo non condannabile. Dalla profondità con cui sono stati trattati gli eventi e dalla complicità che ne è nata con il pubblico ne è scaturita un'inevitabile riflessione, che stavolta è potuta andare più a fondo grazie alla visualizzazione di notizie, che probabilmente i media hanno voluto impedire, mettendo da parte questa vicenda, che dopo il clamore iniziale è scivolata nell'oblio collettivo.

Una rappresentazione dal contenuto intenso, soprattutto perché ciò che si è raccontato riguarda una storia vera, che tinge di drammaticità anche quei pensieri che ricorrono spesso quando le luci della scena sono spente e gli attori son tornati nella loro identità. Il regista/attore ha dichiarato in un intervista che questo progetto si è generato dalla necessità di raccontare i fatti per ridonargli interesse da un punto di vista differente rispetto a quello che fino ad allora si era posto, questo lo ha spinto a fare in modo che tale tragedia fosse riesumata dal dimenticatoio nel quale era scivolata e fosse vista attraverso delle sfaccettature nuove che avrebbero messo in luce ciò che le fredde e talvolta equivoche notizie dei telegiornali e della stampa hanno cercato di occultare. Così è stato! La serata al Quirino, oltre ad essere dedicata alla fruizione dello spettacolo, che si potrebbe definire "civile", cadendo nella tentazione di dover dare un'etichetta a ciò che entra nel nostro universo di conoscenze, e divenuta anche occasione di approfondimento della vicenda, tramite gli interventi dei due attori protagonisti, di Giuliana Sgrena, del Magistrato Vincenzo Macrì, intervistato dal giornalista Andrea Purgatori. Così come il pubblico si ritrova sin dall'antichità combattuto di fronte a tragedie come l'Antigone, in cui il giudizio morale prende le distanze da quello civile, anche qui la realtà dei fatti e le sentenze che hanno indirizzato la soluzione nella via più semplice, ma di certo non in quella più giusta, si pone agli antipodi rispetto alla coscienza di ogni persona che ha assistito alla messa in scena e alle diverse dichiarazioni di chi è stato coinvolto e di chi ha collaborato a questo lavoro. Dunque gli spettatori non hanno potuto fare a meno di sentirsi complici con quel bambino di una scuola calabrese, di cui è stato raccontato che alla fine della visione pose questa domanda: " ma come fa qualcuno da fuori a stabilire la velocità di una macchina, se il contachilometri si trova all'interno di essa?"

 

cast&credit

Autore: Fabrizio Coniglio
Regia: Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Tangram Teatro Torino
Cast: Fabrizio Coniglio, Alessia Giuliani

 

 

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