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mercoledì 08 luglio 2020

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SCUOLA e GIOVANI - Che fine ha fatto il diritto allo studio?

Studenti infuriati contro i ritardi, i disagi, i tagli e le promesse non mantenute da parte di Laziodisu e della regione.

12.10.2011 - Francesco Rotolo



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    Ormai da anni Laziodisu, l'ente regionale per il Diritto agli Studi Universitari, indice bandi e concorsi affinché sostentare studenti che provengono da difficili contesti familiari o da nuclei a basso reddito, affinché tutelare studenti stranieri, disabili o semplicemente studenti meritevoli. Da anni Laziodisu, stilata una graduatoria tra i richiedenti, in base a requisiti di merito e, soprattutto, di reddito (e ci tendo a sottolinearlo!), stilata tale graduatoria, si diceva, l'ente eroga benefici in diverse borse di studio e mette a disposizione vari posti alloggio. Inoltre, apparecchia molte mense in edifici appositi vicini alle università e gestisce alcuni studentati, dei quali garantisce la pulizia, la sicurezza e nei quali s'impegna ad intervenire in caso d'eventuali malfunzionamenti o malaccorgimenti.

    Bene, fino ad ora nulla di strano, anzi plausi per tale organo amministrativo che dovrebbe verosimilmente garantire lo studio come diritto fondamentale e come opportunità vera, e che dovrebbe impedire che lo stesso si trasformi in mero privilegio di alcuni. Fino ad ora, quindi, nulla di strano, se non fosse per quel verosimilmente che la penna ha più sopra partorito, quel verosimilmente che vorrebbe, verosimilmente, significare trasparenza, effettiva adempienza ai propri doveri, reale mantenimento delle promesse, che insomma vorrebbe tale putativa garanzia allo studio effettivamente garantita e rispettata.

    Ma andiamo con ordine.

    Torniamo indi, per chiarire al meglio la situazione, al passato: agli inizi di luglio precisamente.

    Il bando di Laziodisu comunicava e comunica che “la seconda rata della borsa di studio verrà erogata, di massima, entro la fine di giugno”. Secondo canti la carta, a questa data a cui siamo virtualmente tornati, gli studenti avrebbero già dovuto e potuto usufruire dei benefici a loro spettanti di diritto. Eppure nessuno ha neanche lontanamente mirato un soldo della fantomatica seconda rata e sembra che Laziodisu non abbia alcuna intenzione di fornire chiarimenti. Alla succitata frase del bando si aggiungeva, infatti, una clausola che così recitava: “fermo restando che si verifichi il trasferimento dei fondi necessari da parte della regione”. E il salvagente è pronto: i dirigenti di Laziodisu vi s'aggrappano e vi s'arpionano in risposta alle infuriate e più che giustificate proteste degli studenti.

    La situazione si protrae per tutto agosto, finchè i sindacati studenteschi non decidono d'intervenire duramente. Stanchi di logorate giustificazioni e promesse bucate, i gruppi di Link Roma, Link Tuscia e Studenti Indipendenti Roma Tre cominciano ad apparecchiare flash mob e assemblee, tentando di riunire quante più teste possibili sotto una causa comune. Viene aperta un pagina facebook che urla a gran voce 'Dov'è la mia seconda rata?', tramite internet la protesta s'espande a macchia d'olio, acquista una forte risonanza mediatica. Così, nel mese di settembre, i sindacati ottengono di poter incontrare prima il direttore generale di Laziodisu, Pierluigi Mazzella, e poi la Sentinelli, assessore regionale per il diritto allo studio. Da loro ottengono promesse che questa volta, ovviamente non senza fastidiosi ritardi, vengono mantenute.

    E riveniamo al presente, allora.

    Ad oggi, 12 Ottobre 2011, due importantissimi risultati sono stati ottenuti dai sindacati studenteschi. Il primo conseguito è la proroga per la presentazione del contratto d'affitto al 10 Ottobre, laonde la precedente scadenza era fissata, inopinatamente, per il 23 Settembre. Capirete benissimo che chiedere che il contratto fosse presentato prima della fine di settembre avrebbe significato escludere automaticamente dalla possibilità di partecipare al bando come 'studenti fuorisede' tutte le matricole. Dacché tutte le matricole, o se non proprio tutte la maggior parte, nel suddetto mese, stanno ancora sostenendo i test e di conseguenza ancora non sanno, di fatto, se potranno o meno iscriversi a determinate facoltà. Sovviene lecito il dubbio su come abbia potuto, la troica 'laziodisuana', non     prendere in considerazione tale evidente eventualità. Ma conviene passar oltre.

    Sicché la seconda conquista riguarda la fatidica e ormai plurifamigerata questione della seconda rata. Il 30 settembre i fondi sono stati sbloccati dalla regione e Laziodisu comunica che, a partire dal 10 Ottobre, i soldi verranno distribuiti nelle varie borse di studio. Con fragoroso giubilo gli studenti accolgono l'annuncio e ringraziano con calorosa riconoscenza i gruppi studenteschi, tirando nel mezzo un sospiro di sollievo.

    Ma attenzione a non dormire sugli allori, avvertono i sindacati. Si sono ottenuti risultati alquanto rimarchevoli, è vero, ma non bisogna fermarsi a questi: i problemi sono ancora tanti e la minaccia d'un futuro tutt'altro che roseo incombe, un nero fortunale s'intravede già all'orizzonte.

    Da borsista, personalmente peroro ed appoggio in toto le cause dei sindacati e non posso fare a meno di riconoscere come abbiano infinitamente ragione. I problemi sono ancora tanti, fin troppi, come è fattivamente risultato dall'assemblea sul diritto allo studio svoltasi il 5 Ottobre allo studentato 'A. Ruberti' di Via De Lollis; pochi tuttavia, e mi rincresce dirlo, sembrano coloro che vi s'interessano e, purtroppo, va ormai sempre più consolidandosi, nei giovani, la convinzione che si possa partecipare alle proteste con un semplice e facile click da casa.

    Comunque sia di ciò, si diceva più su, i problemi sono ancora tanti e sembra se ne aggiungano di nuovi a quelli che ormai si protraggono senza soluzione. All'assemblea parla una ragazza del conservatorio e lamenta di come da anni debba lottare per aver diritto allo studio del proprio strumento, sotto le minacce dei dirigenti dello studentato in cui alloggia che promettono sfrattarla qualora sovvengano lamentele o disturbi causati dallo studio della prima.

    E si lamentano anche gli studenti disabili del De Lollis, degli eccessivi ritardi dei lavori nello studentato, degli alloggi non a norma di legge, delle preoccupanti voci che parlano di una privatizzazione della mensa.

    Viene distribuito, ai pochi presenti, una sintesi del piano triennale sul diritto allo studio approvato dalla Polverini. Le proposte spaventano a dir poco e allora si conclude con la volontà di formare una rete extraterritoriale affinché far emergere un problema comune e con la proposta di azioni vertenziali, conflittuali e mediatiche che possano scuotere l'opinione pubblica. Si potrebbe, ad esempio, tantare d'organizzare, entro la fine del mese, un tavolo in cui chiamare sia la Sentinelli che Mazzella e in cui presentare un piano alternativo nel quale segnalare le proposte della regione che vanno deliberatamente contro il diritto allo studio ed offrirne delle nuove che non vadano ad influire sulla situazione già alquanto precaria degli studenti.

    L'assemblea così si chiude e se ne convoca un'altra per il 13, in vista dell'imminente manifestazione internazionale del 15 Ottobre.

    Cosa fare a questo punto? Spetta a noi agire...

    Alla luce del forte decremento del Fondo Integrativo Statale, appare difficilmente sostenibile un'uscita finanziaria di circa 60 milioni di euro l'anno, la somma necessaria per coprire le oltre 21.000 domande presentate dagli studenti. E la regione sarà così costretta, inutile dirlo, a 'razionalizzare' il numero dei vincitori, revisionare perciò le soglie di ISEE e ISPE, aumentare le quote relative al merito... Il progetto di scuola meritocratica ed elitaria della Gelmini prende sempre più forma e sempre più disgusta, almeno personalmente, e sempre più va a cozzare contro i diritti degli studenti e li calpesta indicibilmente. Studenti che da anni sguazzano e cercano di rimanere a galla nel loro percorso universitario, che da anni sono costretti a sobbarcarsi spese universitarie e non, a barcamenarsi tra lavori part-time e speranze di borse di studio, tra contratti d'affitto e promesse non mantenute. E si vocifera, infausta ed infame nuova, che l'anno prossimo, per tutt'Italia, dovrebbero essere sbloccati 12 milioni di euro da distribuire agli studenti 'meritevoli', la stessa somma erogata il 30 settembre soltanto per la fantomatica seconda rata di cui più sopra...

    Cosa fare a questo punto?

    Essere o non essere?   

 

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