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giovedì 24 settembre 2020

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TEATRO - Emma Dante: La Trilogia degli Occhiali

Fino al 23 dicembre al Teatro Palladium

17.12.2011 - Sara Benvenuto



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Torna in scena la regista contemporanea più innovativa e sperimentale degli ultimi anni al teatro Palladium di Roma per presentare il suo ultimo lavoro, una trilogia in tre atti autonomi, Acquasanta, Il castello della Zisa e Ballarini, intrinsecamente legati tra loro dal melanconico tema della solitudine, vinta dai protagonisti delle storie grazie alla strabiliante forza salvifica dell'immaginazione.

"È imbarcato dall'età di 15 anni e da allora non scende dalla nave. Non crede alla terraferma, per lui è 'n'illusione." O' spicchiato ha donato la vita al suo unico grande amore, il mare, i cui segni porta sul corpo, la saliva bianca che fuoriesce dalla bocca per lui è acquasanta, gli ricorda l'effetto spumeggiante che il mare crea quando incontra il bagno asciuga.  Lui non può dimenticarlo il mare nonostante si trovi abbandonato sulla terra ferma, 'n' illusione, e allora si inventa la vita, mette in scena una tempesta per ricordare,rievocare la sua storia da marinaio, là,appollaiato sulla poppa della nave, il punto più bello per stare, perché rivolto verso l'universo,verso l'infinito.Sdoppia la sua identità per reinterpretare la nave, il suo equipaggio, la figura del capitano, dei suoi compagni, dei soprusi subiti dagli stessi compagni che lo scherniscono per la passione che dona non ad una donna, ma all'infinito,'o spicchiato è fidanzato con l'infinito e dalla prima volta che ha visto il mare non ci ha  pensato più a tutte quelle zozzerie. Sulla poppa della nave  urla, canta, ride, soffre, balla per il mare. Inventa per non morire. Una straordinaria interpretazione di Carmine Maringola  che commuove per l'emozione che sprigiona.

Il castello della Zisa rappresenta ancora il simbolo della sconfinata immaginazione di Nicola che fin da piccolo passava le giornate a sorvegliare quell'enorme castello dalla finestra della sua camera, lui era il guardiano del mondo che aveva deciso di abitare, finche un giorno non viene spodestato. Costretto ad abbandonare la casa della zia,Nicola cade in uno stato catatonico,di lui si prendono cura due suore che con amorevole pazienza tentano con giochi circensi di risvegliarlo dal torpore fisico e mentale nel quale è confinato. Per un istante gli occhi di Antonio sembrano riacquistare luce, un istante troppo effimero e fugace, un istante, e il corpo cede nuovamente all'anima, riportandolo nell'incanto del torpore, stavolta per sempre.

Una donna sola sulla scena, gli anni sono passati, china su un baule aperto, dove è conservato il suo passato. Sullo sfondo un altro baule dal quale esce un uomo, il marito, si guardano, si rincontrano, si amano di nuovo e ballano,l'uno aggrappato all'altro, uniti ancora da un'ardente passione. In un misto tra spensierata commozione e felicità il passato è rivissuto, i due amanti rievocano ballando sulle note di un vecchio carillon i momenti salienti del loro amore, procedendo a ritroso dalla condivisione della vecchiaia fino al primo bacio. Finisce il ballo, l'uomo se ne va e la donna non può che continuare a ripetere gli stessi gesti che faceva con lui come se la reificazione delle stesse movenze potesse riempire il vuoto lasciato.

 Forse non siamo progettati per essere soli ma per condividere e laddove questo  dovesse manca re è là  che interviene l'immaginario a farci compagnia. Un teatro forte quello della Dante, che  non risponde a canoni precisi, che usa il linguaggio del corpo  e dell'emozione per comunicare, un teatro che può impressionare e stravolgere gli animi più sensibili.

 

Emma Dante - La Trilogia degli Occhiali

Fino al 23 dicembre 2011

Teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano, 8 - Roma

www.romaeuropa.net/palladium.html

 

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