Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


domenica 20 ottobre 2019

  • MP News
  • Cultura

MOSTRE - L'Avanguardia americana del Guggenheim si mette in mostra a Roma

Fino al 6 maggio al Palazzo delle Esposizioni

16.03.2012 - Valeria Arnaldi



MOSTRE - "Il mio pianeta dallo spazio: Fragilità e bellezza"

L'Agenzia Spaziale Europea festeggia 50 anni con una mostra a Palazzo delle Esposizioni.
Leggi l'articolo

MOSTRE - "Meteoriti. Quando lo Spazio comincia."

Fino al 2 novembre, in mostra al Palazzo delle Esposizioni
Leggi l'articolo

MOSTRE - "Gli Etruschi e il Mediterraneo. La città di Cerveteri"

Fino al 20 luglio in mostra a Palazzo delle Esposizioni
Leggi l'articolo

MOSTRE - Pasolini Roma

Imperdibile mostra, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, sull'artista e intellettuale italiano
Leggi l'articolo

Una piccola costellazione di Alexander Calder, rete di pensieri in sospensione alla ricerca di un appiglio sicuro da cui partire o cui aggrapparsi. Il "Sacrificio" di Mark Rothko, crocifissione astratta ma mai priva di sangue e di dolore, spettacolo per un'umanità in eterna attesa. Le emozioni di Jackson Pollock, architetture di colorate lacrime o forse frecce di invenzioni che abbattono Babele e i suoi rigori. Ancora, "La Canzone di aprile", barriera di una primavera in fiore, di Kenneth Noland. E la concretezza disperata ed esasperata del "Disastro arancione" di Andy Warhol che restituisce carne e concretezza al mito di Caino e Abele, moltiplicandone immagine e conseguenze.

C'è tutta la storia dell'avanguardia americana - anzi le sue storie - nella mostra "Il Guggenheim. L'avanguardia americana 1945-1980", ospitata a Palazzo delle Esposizioni, a Roma, fino al 6 maggio. Un viaggio nel tempo che è anche è soprattutto viaggio negli spazi: della mente, del gusto, della conquista di un Bello capace di travalicare ogni confine culturale per imporsi come orizzonte ai più. C'è l'Espressionismo Astratto nelle sue molteplici correnti, ma ci sono anche le Hard Edge meno spontanee e più geometricamente innovative. C'è la Pop Art che tanto ha dominato il nostro orizzonte estetico e che ancora oggi fortemente lo influenza. Poi il minimalismo, il post-minimalismo, l'arte concettuale, la pittura foto realista e tutte quelle tendenze che, più o meno forti, comunque di impatto, hanno segnato i decenni dal dopoguerra agli anni Ottanta. C'è soprattutto la voglia di credere ed osare, al di qua e al di là della tela.

Qui non si tratta, infatti, "solo", se così si può dire, di descrivere un periodo e le correnti artistiche che lo hanno attraversato. No, ad essere sintetizzata in mostra è la visione che di quelle correnti e delle opere che le rappresentano fa un orizzonte "nuovo" da raccontare, promuovere e tutelare. Proprio "tutela" era la parola che più spesso Peggy Guggenheim utilizzava per descrivere se stessa e quella che sentiva come una missione nei confronti del tempo, prima ancora che della gente, nei confronti dell'Arte - con la maiuscola - prima ancora che dei suoi osservatori.
"Ho il dovere di proteggere l'arte del mio tempo", diceva a chi le chiedesse i perché della sua passione e del suo collezionismo, e su questo motto ha costruito il suo "impero" del contemporaneo, contribuendo a raccontare e poi a definire i moderni canoni della bellezza nella sua accezione più ampia.
Così l'esposizione romana dedicata al Guggenheim e alla sua visione delle avanguardie americane supera storia o storie che dir si voglia, optando per una riflessione più ampia e articolata che ha il suo centro nel concetto stesso di museo. Ricercando il Bello nelle sue diverse accezioni, ora per affinità ora per contrasto, ora per esaltazione ora invece per destrutturazione, Peggy Guggenheim ha monumentalizzato l'idea che è alla base del museo d'arte contemporanea. Non si tratta di inseguire il proprio passato o ricercare le proprie radici, ma al contrario di guardare avanti, di fissare punti e momenti, come gradini di un'ideale scalata al domani.

Raccontare un movimento attraverso le opere d'arte che lo rappresentano non significa solo valorizzare questo o quell'artista, questa o quella corrente, ma realmente tracciare il profilo della sensibilità estetica di un'intera epoca. In ogni scelta fatta, in ogni opera selezionata e collezionata, esposta in mostra, è racchiusa la visione di un preciso momento della storia, anche del gusto, dell'America e della scena internazionale. È il lavoro dei curatori che hanno selezionato ed è il plauso degli osservatori che si sono emozionati o riconosciuti in determinate opere.

È questa molteplicità di visioni che ha fatto del Guggenheim un'istituzione, trasformando quel primo centro dedicato all'espressionismo astratto in un punto di riferimento internazionale, allora come oggi, nelle sue diverse sedi di New York, Venezia, Bilbao, Berlino e presto Abu Dhabi. Ed è questa molteplicità di "sguardi" che fa della mostra capitolina un imperdibile spunto di riflessione, meravigliosa e concreta testimonianza della possanza del contemporaneo nelle infinite sfaccettature dei suoi linguaggi.

Fonte: Leggo, 7 febbraio 2012

 

Il Guggenheim. L'avanguardia americana 1945-1980

a cura di Lauren Hinkson

Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale, n. 194 - Roma

Dal 7 febbraio al 6 maggio 2012

Aperto dalla domenica al giovedì dalle ore 10 alle ore 20; venerdì e sabato fino alle ore 22.30. Lunedì chiuso

Biglietto: intero € 12,50 - ridotto € 10

www.palazzoesposizioni.it

 

 


Il Guggenheim. L'avanguardia americana 1945-1980



BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.