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mercoledì 16 ottobre 2019

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MOSTRE - Mimmo Centonze

Al Palazzo delle Espozioni una mostra curata da Vittorio Sgarbi

07.06.2012 - Valeria Arnaldi



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Gli occhi piccoli, lo sguardo vuoto, le labbra serrate a ribadire il silenzio come arma e filosofia. Esce per la prima volta dal museo della Mafia il ritratto di Totò Riina eseguito da Mimmo Centonze. L'occasione d'altronde è speciale: una personale dell'artista ospitata a Palazzo delle Esposizioni, con curatela di Vittorio Sgarbi, fino al 10 giugno, a chiudere un periodo luminoso per il giovane Centonze, classe '79. Alla sua prima personale, curata da Sgarbi nel 2009 alla galleria Il Mappamondo di Milano, è seguito l'ingresso nella collezione del museo di Salemi, il primo dedicato a Cosa Nostra in Italia, inaugurato nel 2010 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Poi Sgarbi ha voluto Centonze alla cinquantaquattresima Biennale di Venezia - non è stato indicato dai segnalatori, ma voluto proprio dal critico, direttore del Padiglione Italia - per arrivare ora a consacrarne il talento nella Capitale, lontano dai limiti della collettiva in un dialogo a tu per tu con il pubblico, vero e proprio racconto di una carriera iniziata a quattordici anni che ha visto le sue opere entrare in importanti collezioni pubbliche e private.

Proprio da molte delle collezioni provengono i lavori esposti, in una selezione dei pezzi più significativi per illustrare la sua crescita e la sua visione, affiancati da opere inedite, alcune delle quali appositamente realizzate per la mostra capitolina. Così i ritratti di impostazione più classica, a partire da quello di Totò Riina, sono a stretto contatto con l'intima visione di donne rilassate e "sole", raffigurate sdraiate su tappeti o pavimenti, a ribadire stanchezze e tacere - ma sospirare - possibilità voluttà. Così le immagini "ferme" dello studio, intensità di pelle e sguardo, convivono con le luci di spazi aperti che sembrano rivolgersi al divino. Fino ad arrivare ai grandi teleri dedicati ai Capannoni. L'idea è quella di comporre una vertigine di sguardi, occhi negli occhi, di tela in tela, in un percorso concentrico che trasforma la Sala Fontana in una sorta di maxi-installazione, ritratto, appunto, dell'Italia degli ultimi anni, tra volti noti e anonimi, vita pubblica e privata.

Alfa e omega del percorso circolare è il padre dell'artista, ritratto in ben quattro lavori quasi a scandire il passaggio del tempo, punto fermo nel quotidiano dunque, ma anche metro campione della tecnica, nei suoi cambiamenti e nelle sue prospettive. Il sentimento si fa motore e veste delle opere, lasciando che la materia imprigioni emozione per poi "rilasciarla", quasi rallentata, in piccole dosi di sguardi, capaci di essere percepiti, assimilati e riflettuti dall'animo, prima ancora che dalla mente. Perfettamente chiuse in se stesse, simboli e sintesi di storie e vite, in questo allestimento, le opere diventano tasselli di un più ampio mosaico di pensieri e proiezioni, vertigine di un'oratoria che prendendo le mosse dalla quotidianità del singolo finisce per comporre un discorso universale, atto a rappresentare esigenze, necessità e profondità dei tanti. È l'uomo, nella sua complessità e interezza, il protagonista del percorso. Uomo che racconta e si mette a nudo. Uomo che guarda, ascolta e trova nuove "pelli" con le quali coprire e scoprire la propria interiorità.

 

Mimmo Centonze

a cura di Vittorio Sgarbi

Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale n. 194 - Roma

Dal 29 maggio al 10 giugno 2012

www.palazzoesposizioni.it

 

Fonte: Exibart  On Paper, n. 79 

 

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