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mercoledì 16 ottobre 2019

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ARTE - Si è spento a Roma Gino Marotta

Lutto nel mondo dell'arte. Scompare uno dei migliori artisti contemporanei

19.11.2012 - Valeria Arnaldi



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Sperimentatore con il gusto del sogno e il bisogno della poesia. Si è spento così, nella notte, a Roma Gino Marotta, felice del successo - ultimo dei tanti - della mostra in corso alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, a Roma, concepita quasi a chiudere un circolo di carriera e ispirazione, dagli studi giovanili, che spesso alla Galleria lo avevano portato, all'omaggio a lui dedicato che gli aveva permesso di ripercorrere idealmente e concretamente, attraverso un percorso di sue opere all'interno di quello museale, la storia dell'arte degli ultimi due secoli.

Oggi che il mondo dell'arte, italiano e non solo, piange la scomparsa di uno dei suoi Maestri contemporanei, le sue sagome colorate, trasparenti, essenziali e al contempo "lussuose", materiche ma anche e forse soprattutto surreali, ancor di più sembrano testimoniare il gusto per il gioco dell'arte che lo ha accompagnato in tutta la sua vita. Gioco "alto", da artista appunto, figlio degli anni Sessanta che aveva vissuto a pieno e anche contribuito a "costruire".

Molisano per nascita, romano d'adozione, Marotta era nato nel 1935 a Campobasso, fiero della sua identità d'italiano ma aperto al nuovo e affascinato dalla scena internazionale, più che come curiosità per quell'anelito tipico della riflessione artistica che priva il bello di ogni confine per farlo "universale". Di tutti e per tutti. Dopo il debutto in galleria a Milano nel 1957, Marotta ha esposto nei principali musei e gallerie nazionali e internazionali, dal Musée des Arts Décoratifs a Parigi alla Kunststoffe di Dusseldorf, dalla Biennale di San Paolo del Brasile alla Biennale Middelheim di Anversa, dalla Biennale di Venezia all'Expo Universale di Siviglia'92, da Hannover al J.F.K. Airport di New York, da Seoul a New Delhi e, per tornare "a casa", dal Macro alla Gnam di Roma.

Marotta ha vissuto e alimentato la grande stagione dell'arte italiana, collaborando alla sua fortuna nel mondo, avvicinando l'arte ai più, raggiungendo grandi successi, mantenendo però quella gentilezza d'animo che lo ha portato fino all'ultimo a lavorare e far sentire la sua voce con generosità e modestia. Sempre pronto a chiamare per un articolo ben scritto, a lavorare su una nuova idea, a dire grazie per l'attenzione che riceveva a quello stesso pubblico di esperti e osservatori che lo ringraziava per il suo "dono" di saper dare corpo a sogno e fantasie

Fonte: www.leggo.it

 

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