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Camminando tra Porta San Paolo e Testaccio

02.12.2007 - Silvia Magna



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Correndo nella caotiche vie di Roma, nel traffico, tra le buche e i sampietrini, troppo spesso non ci accorgiamo di luoghi sorprendenti e inaspettati.
Ed è proprio una storia come questa che vi voglio raccontare.
Ed è proprio la storia di una passeggiata, tra la Piramide Cestia, le Mura Aureliane, Il Cimitero Acattolico e il Monte dei Cocci.

Ma andiamo con ordine, partendo proprio da quest ultimo.
Eh si! Perché proprio accanto a Radio Londra, proprio dietro il Villaggio Globale, in quella Via Galvani che il Sabato sera diviene un groviglio caotico di automobili,si nasconde un monte di storia. Ma un monte, vero e proprio. Monte dei Cocci nasce infatti dalla sedimentazione dei resti delle anfore che in tempi antichi trasportavano cibo, vino e olio, e spesso arrivavano al Porto di Ostia rotti. I cocci, in latino Testa ( da qui Testaccio) accumulandosi hanno data vita a una enorme collinetta artificiale che ancora oggi, anni e anni e anni dopo, rimane a noi moderni, ignari di tanta storia.

Poco più avanti la Piramide, simbolo della bizzarria del pretore Caio Cestio e della sua voglia di riportare a Roma, le monumentali costruzioni sepolcrali viste in Egitto.
L’enorme costruzione, fu edificata, secondo le ultime volontà del defunto in poco meno di 300 giorni, ovvero meno di dieci mesi, tempo assolutamente sconvolgente se solo si pensa alle modalità di trasporto del 12 a.C.

Proprio attaccate all’enorme tomba le Mura Aureliane e Porta San Paolo, furono costruite dall’imperatore Aureliano per difendere Roma ai tempi delle incursioni barbariche, si estendono approssimativamente per 19 km, comprendendo la precedente fortificazione della cinta muraria, le Mura Serviane, del IV secolo a.C.
Soggette a numerose restauri e rinnovamenti sono giunte intatte fino al 1870, come ultimo baluardo nel conflitto tra l’esercito italiano e le truppe pontificie.

Infine la scoperta più inaspettata.
Il Cimitero Acattolico, anche detto “degli inglesi”, “degli artisti” o “dei protestanti” è da molti considerato uno dei più belli e suggestivi al mondo.
Il cimitero nasce alla fine del 1700 per soddisfare la crescente necessità di seppellire stranieri, protestanti e persone non cattoliche che vivevano a Roma, vista l’impossibilità (dovuta alle leggi papali) di seppellire i Protestanti nelle Chiese Cattoliche e nei territori consacrati.
Sono attualmente sepolti in questo luogo moltissimi poeti, pittori e scienziati,
Solo per fare alcuni nomi: Shelley, Keats e l’amico Gramsci.
Il luogo conserva un fascino e una magia assolutamente rari per un cimitero.

Quando Oscar Wilde venne a Roma nel 1877, visitò la tomba di Keats nello stesso giorno in cui fu ricevuto in udienza da Papa Pio IX.
Prostrandosi per mezz’ora sull’erba di fronte alla lapide dichiarò: “il più sacro posto a Roma”.
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