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venerdì 17 gennaio 2020

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CALCIO – George Chinaglia: “Ricorderò sempre mio padre come un gigante”

Intervista esclusiva al figlio dell’indimenticato bomber della Lazio

30.03.2013 - Alessandro Staiti



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Georgio Chinaglia Junior, il primogenito del più amato centravanti della Lazio del primo scudetto. Fin dalla notte speciale di Lazio-Napoli dello scorso campionato, quando fu ospite della Lazio allo stato Olimpico proprio come accade oggi 30 marzo 2013 per Lazio-Catania, siamo rimasti in contatto con il figlio di un vero e proprio mito della gente biancoceleste. George ci ha rilasciato questa breve intervista mentre faceva i bagagli poco prima di partire alla volta di Roma per partecipare alla presentazione del bellissimo libro "Io sono Giorgio Chinaglia" di Franco Recanatesi (Alberto Gremese Editore) che abbiamo intervistato sulle pagine di MP News.

Giorgio Junior oppure George, cittadino americano. Persona di cultura e appassionato di musica (al college suonava il basso con una band di cover fusion e rock), persona di grande cuore e rispetto, dai modi educati e gentili, dalle parole sempre affettuose e cordiali. Si direbbe che abbia ereditato dal papà il lato nascosto, quello più intimo e dolce che il condottiero laziale nascondeva alle folle. Ne parliamo assieme a George per ricordare la scomparsa di Giorgio Chinaglia, all'improvviso un anno fa.

 

George, il 1° aprile 2012 tuo padre Giorgio Chinaglia lasciava questo mondo. Il 2 aprile qui a Roma verrà celebrata una Messa in ricordo suo e di Bob Lovati. Come ricordi papà?

Ricorderò sempre mio padre come un gigante. Ogni cosa che faceva era grandiosa. Non temeva nulla, era duro come una roccia, ma aveva anche un lato gentile e delicato che teneva nascosto dalla maggior parte delle persone. Posso ancora vedere il suo viso illuminarsi quando era contento, e ricordo il suono della sua voce cambiare appena dicevo ciao! al telefono. Quelle piccole cose che la maggior parte delle persone dà per scontate sono davvero quelle cose che io ancora apprezzo maggiormente, anche se ora sono soltanto ricordi.

 

Quando avevo dieci anni andavo spesso nei pressi del negozio di abbigliamento di tua mamma Connie alla Balduina e una volta mi capitò di vedere attraverso le vetrine tuo padre. Ero così timido che non riuscii a entrare per conoscere di persona quello che per me era già un mito. Ricordi qualcosa di quei tempi a Roma, anche se avevi pochi anni?

Ho raccontato a mia madre questo tuo ricordo e lei si è fermata improvvisamente e ha sorriso. Posso solo immaginare quanto questi ricordi siano ancora pieni di tenerezza per lei, un'epoca così diversa... Per quanto mi riguarda avevo soltanto tre anni e i miei ricordi sono vaghi. Quando guardo le fotografie però giù nel profondo del mio cuore mi sembra come fosse ieri.

 

Eri a Roma lo scorso anno a Lazio-Napoli: una notte speciale dedicata a tuo padre appena scomparso...

Quella notte è stata davvero speciale anche se avevo il cuore spezzato per la perdita di mio padre. L'inondazione di amore che ho visto allo stadio Olimpico mi ha letteralmente sbalordito. Era molto difficile sorridere a così tanta bella gente in quello stato emotivo, ma credo che in quel momento mio padre fosse davvero lì al mio fianco. Mi ha aiutato a trascorrere quella serata e solo ora comprendo davvero come potesse sentirsi sul campo di fronte a tutta quella gente per cui amava giocare (e vincere). Non dimenticherò mai quella sera, mai.

 

Giancarlo Oddi e Pino Wilson hanno fatto il possibile per riportare la salma di tuo padre a Roma per poterla seppellire nella cappella della famiglia Maestrelli...

Non so davvero come ringraziare Giancarlo e Pino per tutto quello che hanno fatto. Loro erano due dei compagni di squadra più vicini a mio padre. La verità è che quando mio padre è scomparso, noi - la sua famiglia - avremmo dovuto essere responsabili per il funerale. Invece è stato fatto un funerale veloce e senza messa dai figli della sua seconda ex-moglie. Questo è stato assolutamente illegale. Secondo le leggi della Florida, chiunque firmi le carte per il seppellimento del corpo deve poi firmare anche per il suo rilascio. Ora siamo finiti in tribunale perché non otteniamo alcuna collaborazione da queste persone in Florida. Noi siamo la famiglia legittima di Giorgio Chinaglia, non importa cosa possano affermare altri, e abbiamo la legge dalla nostra parte. È una vergogna che si stia facendo passare tanto tempo e che ancora dobbiamo combattere per qualcosa che non dovrebbe neanche essere in dubbio. Se fosse stata applicata la legge, mio padre non avrebbe mai dovuto essere seppellito lì. Papà diceva sempre che avrebbe voluto tornare in Italia se gli fosse successo qualcosa. Lo so perché ho sentito pronunciare queste parole da lui stesso. Ma non ci fermeremo finché la giustizia non trionferà, non importa quanto tempo questo potrà richiedere. Farò di tutto perché mio padre possa alla fine riposare in pace dove avrebbe voluto. Questa è una promessa.

 

 

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