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mercoledì 08 luglio 2020

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MOSTRE - "Elementi ad Arte, la Passione: Fuoco"

Al Sinergy Art Studio di San Lorenzo fino al 25 aprile.

17.04.2013 - Annalisa Civitelli



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Presso il Sinergy Art Studio Sabato 13 Aprile si è aperta la mostra "Elementi ad Arte, la Passione: Fuoco", chiusa il 25 Aprile 2013 e curata da Sara Pessato.

E' stata l'ultima collettiva basata sui quattro elementi della natura: Acqua, Terra, Aria, Fuoco.

Un bando di concorso internazionale indetto e direzionato ad artisti operanti in qualsiasi ambito artistico,  dai quali, poi, si sono distinte le scelte del loro lavoro in base alla qualità espressività ed originalità.

Le opere esposte sono state scelte in relazione al sentimento del "fuoco", la passione, esplosiva o meno, il rosso, l'istinto, l'azione, la forza e la determinazione, esplosione nel coraggio della fiamma che arde nell'espressione in maniere diverse, poliedriche vie di rappresentazioni pittoriche e scultoree, tra serigrafie, fotografie e ceramica.

L'idea di prendere spunto dai quattro elementi l'ho trovata geniale poiché ognuno di noi è collegato all'ambiente che lo circonda e nell'immaginifico interno cerchiamo di fare nostri concetti ricollegati all'aria, all'acqua, alla terra e al fuoco tramite figure che creiamo con il disegno, con la pittura, con la fotografia e chi, non si definisce artista o non lo è, magari racchiudendo dentro di se questi panorami immensi dell'ignoto, quasi come un prisma che proietta davanti a noi questi scorci fantastici.

I colori: dal rosso fuoco, al celeste di una fiamma, al seppia di un ceppo che arde nel camino.

Un nero di un volto che denota uno sguardo intenso; tutti i colori su un vaso, una ceramica con un profilo di donna.

Il rosso luccicante, un tessuto bianco, l'oro della Luna, l'incarnato di una figura femminile che sembra sorgere da una sconosciuta terra per raggiungere la sua passione, quella più profonda, quella che la farà nascere ancora una volta, nuova. Fonte di ispirazione il quadro di Nebel Eich, pittrice. Prende spunto dalla canzone dei Litfiba "Tziganata". La donna che seduce, balla a ritmo gitano. Stella del firmamento, regina che cerca l'amore, il fuoco della passione. Un ritmo che scatena, tra tentazioni da lasciar vivere o lasciar scatenare all'unisono. La figura femminile che emerge, vuole raggiungere il suo fiorire, la sua Luna.

E dal pensiero dell'artista emerge che: "Eva Ballava sul fuoco: Trovare un punto di fusione tra il materico e il pittorico. Uscire dalla tela come a prendere vita , un fuoco purificatore che arde le radici marce che non servono più. Farsi guidare dalla luna piena, lasciarla scorrere dentro di sé accogliendone l'energia. Ispirata alla canzone dei Litfiba "Tziganata", quest'opera mostra una donna incantatrice e di ghiaccio che abbandona la sua vecchia condizione per abbracciare un nuovo ciclo lunare, un nuovo ciclo di vita. Mentre danza leggera sulle fiamme ardenti , tiene tra le dita il velo delle illusioni che costantemente, come sogno allucinatorio, appanna il vero senso della realtà."

Dafne Lopiano, pittrice, ha lasciato la sua impronta. Una visione della Fenice, che rinasce Donna con le mani giunte.  Il rosso è un piccolo ramoscello di fiorellini che ancora devono sbocciare. Un'immagine candida, lo sguardo rivolto al cielo quasi a raffigurare l'immagine sacra di Maria.

Ed ancora linee di sabbia, colori mescolati dentro una forma quadrata ove si percepisce un ardere in movimento, tra il rosso, il nero ed il verde di Anna Valle, pittrice e artista poliedrica. Ha suscitato in me impeto e quelle fiamme in rilievo sembrano ardere veramente come in una scena di un film. Vive, le fiamme, sequenza di un loop orizzontale, quasi ipnotico, in un mare di fuoco leggero che trasporta l'ardore e gli da la pazienza di viaggiare nel suo percorso.

Un quadro generale di un insieme di vibrazioni, di emozioni e di sensazioni che scaturiscono dalla mente dell'osservatore, capace di farsi condurre dal filo che i dipinti suggeriscono.

Gli artisti presenti, Maurizio Pittiglio, Nebel Eich, Marco Cappellato, Nicoletta Spinelli, Dafne Lopiano, Alessandra Spina, Anna Valle, Nicola Bertoglio,  Olivia Pegoraro, Nino Evola, Maria Letizia Avato e Fausto Fiato, sono l'emblema di una minuziosa ricerca che, grazie a Sara Pessato, scava all'interno del panorama artistico emergente romano ed italiano con l'intento di conglomerare diversi linguaggi e metterli in comunicazione tra di loro.

Mi son lasciata coinvolgere dalla mia perdizione orientativa, scaturita dalla visione del primo quadro che "mi è caduto di fronte". Marco Cappellato e la sua "Confidenza col rosso", è quadrati, rettangoli, geometrie, spazi chiusi. Il rosso risalta sul nero, ma è costretto, non esce. L'istinto e la passione sono incatenati, non si lasciano sfuggire neanche davanti ad un panorama caldo ed emozionante.

Le sue parole a riguardo: "Una sorta d'esercizio cromatico intorno al colore rosso, in principio, e poi lungo la via, sempre più l'irretimento del colore sul fondo nero, la sua capacità ipnotica, ammaliante...".

Ciononostante l'artista riesce a distaccarsi da questo gioco seduttivo del rosso contenendolo, confinandolo, comprendendolo "per mezzo di moduli aperti, linee orizzontali e verticali, aree di intervento...".

Il rosso, per Marco Cappellato, è "l'Amore, l'ira,il sole, il centro della Terra, un incendio nella notte, forse domato...le regole della passione" dove "forse Icaro non brucia le sue ali".

La fiamma celeste, fotografia di Maurizio Pittiglio, in dissolvenza, pare creare una trasparenza tra il soggetto e ciò che esiste dietro di essa. Visione eterea di fumo, che porta e trascina pensieri all'aria, li lascia andare accompagnandoli come veli svolazzanti, salutandoli. Leggiadria. Ma non tutto è ciò che si vede e dalle parole di Maurizio scopriamo che: "Si tratta di una fotografia che è parte di una serie di 10 scatti. L'effetto è ottenuto muovendo la macchina fotografica durante lo scatto,utilizzando un diaframma molto chiuso ed un tempo d'esposizione abbastanza lungo. Ho cercato di muovere la macchina fotografica cercando di simulare

il movimento delle fiamme. Il soggetto ripreso, è nella realtà, un tavolo in cristallo a casa mia, ma il bello è che proprio la lunga esposizione ed il movimento, restituiscono un'immagine completamente diversa dalla realtà. Il colore azzurro è ottenuto con un opportuno bilanciamento del bianco. E, per citare Neil Leifer "La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha".

Ed ancora le ceramiche di Alessandra Spina che con le loro forme fiammeggianti e coloratissime, ci fanno entrare in un mondo ordinato e pulito, di calma, fatto di un tepore e di un candore di cui ognuno di noi necessita. Verso il quale dobbiamo ricondurci per non perderci nella discordia e nel caos generato dall'essere disorientati da paure che, inespresse, diventano prigioni. Invece, dentro quei vasi in fiamme, fiori possono essere rinfrescati ed ammirati.

Altri artisti hanno esposto miniature, serigrafie, piccole statuine sulle quali si è fatta nascere la propria visione, magari dissacrante, di un mondo adattato al proprio punto di vista quale il "fuoco" determina in ognuno di noi.

Questa è ciò che denomino "bellezza", rifugio dell'animo umano. Quell'angolo di cielo, come le giornate di primavera, quando si tira in su la testa e chiudendo gli occhi ci si rigenera di pura energia, scostandosi dal buio che non si conosce ancora e che ci spaventa.

Suggerisco, così, una passeggiata, un assaggio al nuovo e alla varietà delle letture "fuoco" che ammalia e brucia, che ci rapisce come musiche gitane che incantano l'anima.

 

Sinergy Art Studio

Via di Porta Labicana, 27 - San Lorenzo - Roma

Web: www.sinergyart.it

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