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giovedì 22 agosto 2019

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LIBRI – Pino Wilson vero capitano d’altri tempi

La biografia ufficiale dello storico capitano del primo scudetto della Lazio

10.05.2013 - Alessandro Staiti



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Pino Wilson

Forse ci voleva uno storico come Vincenzo Di Michele, già autore di best seller come "Io prigioniero in Russia" e "La famiglia di fatto", per convincere Giuseppe Wilson a raccontarsi per la prima volta, rivisitando un passato poi non tanto lontano con il rigore dello studioso alla ricerca della verità di una di quelle vicende che prima o poi dovevano essere assolutamente raccontate. Di Michele, con il suo stile sobrio, articolato e scorrevole, attento ai dettagli e sempre capace di coinvolgere il lettore, ha vinto le resistenze di Wilson nel rievocare un passato glorioso e per certi versi atipico per la carriera di un calciatore. Ne vien fuori un libro da leggere tutto d'un fiato, ricco di aneddoti narrati dalla viva voce del Capitano, ricco di particolari che per anni e anni erano rimasti soltanto nella memoria personale.

Su quella squadra che rimarrà per sempre negli annali della storia del calcio e non solo per i meriti sportivi, la Lazio del primo scudetto nel 1974, la Lazio di Tommaso Maestrelli, si è scritto molto, incentrando però inevitabilmente l'attenzione sul suo simbolo indiscusso capace di far innamorare intere generazioni di tifosi, Giorgio Chinaglia. Non poteva che essere così, considerata la personalità impulsiva e provocatoria del bomber biancoceleste scomparso il primo aprile 2012. Ma quella squadra di campioni scalmanati, tanto divisa nello spogliatoio quanto sempre unita in campo, era anche e soprattutto la Lazio di Pino Wilson, il suo capitano indiscusso: quasi quattrocento presenze con la maglia biancoceleste. Non sarà stato certamente un caso se un certo Silvio Piola si espresse così nei suoi confronti: "Certo che il segreto della Lazio è proprio in quell'omino con la fascia che gioca lì dietro!". Non sarà stato un caso la convocazione in Nazionale e neanche il convinto rifiuto di vestire un'altra maglia, anche quando il Cosmos di Chinaglia stese molto più che tappeti rossi dinanzi ai suoi piedi. Calciatore di alto rendimento tecnico, desiderato e corteggiato da molte squadre importanti dell'epoca, Wilson fu uno dei pochi a conseguire brillantemente la laurea quando era ancora nel pieno dell'attività sportiva, per di più sposato e con due figli.

La vita di Wilson viene setacciata a partire dalle origini: la nascita a Darlington in Inghilterra e il trasferimento a Napoli fin dall'infanzia; la militanza nell'Internapoli dell'allenatore Vinicio, l'esordio in Serie A con il pittoresco mister Lorenzo, il periodo della Nazionale italiana e gli aneddoti sui Mondiali del 1974 in Germania. Un lungo excursus è dedicato anche ai pochi mesi in prestito al Cosmos di Chinaglia assieme a campioni come Pelè e Beckenbauer e alla coraggiosa e difficile decisione di rifiutare ingaggi ultra miliardari pur di tornare, come promesso, alla sua Lazio dove lo attendeva un contratto da direttore generale. Decisione che creò un forte dissapore con l'amico Chinaglia, incomprensione che durò per diversi anni finché non si ricompose come se nulla fosse accaduto.

Nella bella e completa biografia di Wilson - presentata di fronte a un folto pubblico di giornalisti e autorità dello sport come il Presidente della Polisportiva Antonio Buccioni, il delegato alle politiche sportive di Roma Capitale Alessandro Cochi, ex compagni di squadra quali Bruno Giordano, Antonio Lopez, Giancarlo Oddi, Felice Pulici, Michelangelo Sulfaro e appassionati al Circolo sportivo Due Ponti di Roma - non poteva mancare la rivisitazione storica del capitolo calcioscommesse. Per chi conosceva Pino, cresciuto in una famiglia benestante e signorile, lui stesso calciatore laureato, di grande dignità, educazione e stile personale, mai sopra le righe e di profondo rispetto perfino nei confronti dei rivali cittadini, sia calciatori che tifosi, il suo coinvolgimento nell'affare calcioscommesse è sempre apparso molto strano. Bene fa Di Michele a separare le effettive responsabilità del Capitano della Lazio dal clamore mediatico della vicenda. Clamore che portò a provvedimenti non adeguati e sproporzionati nei suoi confronti. Una cosa emerge a chiare lettere: che Pino Wilson fu assolto con formula piena dalla giustizia ordinaria per non aver commesso il fatto: "dagli atti risulta che non percepì mai alcuna somma di denaro né mai intrattenne alcun rapporto con gli scommettitori che non conosceva nemmeno di persona". Fu un triste addio quello di Pino al calcio: con la dignità che lo ha sempre contraddistinto stracciò il contratto da direttore generale della Lazio e rimase in silenzio per tanti, troppi anni.

Fino a quando dopo trent'anni di silenzio, grazie a un'emittente storica come RadioSei, è tornato a parlare di Lazio, diventando un affermato e seguito commentatore oltre che conduttore di trasmissioni che sono il punto di riferimento per tanti tifosi della Lazio, dai suoi coetanei fino ai più giovani che ritrovano in lui un vero e proprio simbolo di Lazialità.

Vincenzo Di Michele
Pino Wilson vero capitano d'altri tempi
Fernandel Editore
Pagg. 174 Euro 12.00

 

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