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lunedì 10 agosto 2020

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EUROPA - Anche la Croazia entra a far parte dell’Unione Europea

L'allargamento a Est continua, al via anche i negoziati con la Serbia

03.07.2013 - Luca Mershed



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Da lunedì è ufficiale l'entrata della Croazia nell'Unione Europea. Dopo venti anni dall'inizio della guerra dei Balcani, Zagabria entra a tutti gli effetti a far parte del progetto comunitario. Questo evento è la prova più palpabile che l'Unione Europea vuole costruire uno scenario di pace e stabilità e sembra essere una conferma al recente premio nobel per la pace assegnato proprio al vecchio continente per un periodo di relativa stabilità equiparabile alla pax augustae. Però l'attuale debolezza economica pone un velo di preoccupazione anche sulle celebrazioni.

In qualsiasi caso, vista in prospettiva storica, l'entrata della Croazia come ventottesimo membro dell'Unione Europea risulta un successo. Maggiormente se si sommano le aspettative che anche la Serbia, con la quale ha diviso il tavolo delle trattative per diventare membro comunitario, possa entrare a far parte dell'Unione. Ma i dirigenti comunitari sono coscienti che l'euro-entusiasmo, come in altre occasioni, si è poco a poco affievolito. Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, dopo aver riconosciuto il valore della riconciliazione, ha ricordato ieri in un comunicato: "La recessione ha colpito duramente la Croazia, così come altri paesi europei. L'appartenenza alla UE non suppone una soluzione magica alla crisi, però aiuterà senz'altro a tirar fuori molta gente dalla povertà e a modernizzare l'economia".

"Bisogna mettere in evidenza il potere trasformatore del processo di adesione. Già dal 2003, quando ha chiesto di entrar a far parte della UE, la Croazia ha cambiato notevolmente", afferma il portavoce della Commissione Europea. Nonostante tutto questo, proprio l'Esecutivo Comunitario riconosce che questo territorio di 4,4 milioni di abitanti deve fare molto nella lotta contro la corruzione e il miglioramento dello stato in senso più democratico.

Credits: WikipediaNel dibattito sull'ampliamento europeo, l'entrata della Croazia è servita per rompere alcuni tabù: quelli che negli ultimi anni hanno visto l'entrata di alcuni Paesi come Romania e Bulgaria in modo troppo frettoloso portando risultati inaspettatamente negativi. Anche il processo che nel 2004 ha visto l'entrata dell'Ungheria e di Cipro suscita tutt'oggi molte preoccupazioni per le situazioni interne di questi paesi (deriva autoritaria in Ungheria e tendenza a diventare un nuovo paradiso fiscale da parte di Cipro). A proposito, Tanja Fajon (parlamentare slovena del gruppo dei socialdemocratici) spiega con franchezza: "La Bulgaria è un buon esempio. Già abbiamo visto le difficoltà delle recenti annessioni che si adottarono per motivi politici; Romania e Bulgaria non erano ancora pronte. Proprio per gli errori fatti adesso siamo molto più attenti ed abbiamo analizzato a fondo il caso croato". L'ingresso dei due paesi sopraccitati fu troppo rapido: i negoziati si aprirono nel 2000 e già nel 2007 entrarono nella UE anche se avevano standard molto distanti da quelli della media comunitaria.

La Croazia oltre ad aver rivisto e migliorato la propria situazione interna, sembra aver iniziato un percorso per una concreta riconciliazione con la Serbia. Proprio alla luce di una maggiore stabilità del continente europeo, i leader politici sono stati d'accordo sull'inizio dei negoziati per far entrare anche la Serbia nell'Unione (anche se molti pensano che ciò non possa avvenire prima del 2020). I più scettici sono i tedeschi anche se alla fine hanno dato il loro assenso affinché si avviassero i negoziati con i serbi.

Ci sono molti aspetti positivi che portano a pensare che una maggiore integrazione (fatta sempre in modo razionale e non frettoloso) possa portare una stabilità economica e politica più forte; però dall'altra parte, soprattutto alla luce delle ultime annessioni, ci sono molti paesi che prendono la situazione con cautela. Gli esperti mettono in evidenza l'importanza di chiudere le ferite e integrare i Balcani in modo da poter assicurare un futuro più brillante. Vorrei riprendere la frase di Shada Islam  che condivido appieno: "A volte ci si dimentica del successo vero dell'Unione Europea: aver innescato un processo di pace e riconciliazione tra nemici".

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