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sabato 04 aprile 2020

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TEATRO - La melodia del bardo : “Romeo e Giulietta”

Al Silvano Toti Globe Theatre con la regia di Gigi Proietti

23.07.2013 - Francesco Silella



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E' più reale il sogno o il sognatore ? La storia raccontata o chi la racconta ? A volte una storia reale si distanzia da una storia inventata se non per la capacità che ha l'oratore di raccontarla. Ed una volta iniziato, il racconto ti riporta nel tempo che sceglie e ti aiuta ad indossare gli abiti adatti per viverlo a pieno.

In una notte d'estate romana una candida luna piena illumina la magica cornice di Villa Borghese che si fa accarezzare dalla tiepida luce  sul suo corpo formato dai centenari platani che scortano ,nel loro migrare, gli ospiti del Silvano Toti Globe Theatre per lo spettacolo "Romeo e Giulietta" con la regia di Gigi Proietti.

Diversamente dalla favola del pifferaio di Hamelin, la melodia del bardo guida gli ospiti all'interno della "cittadella" dove si apre la scena. Una scenografia semplice, povera ma che sa presto arricchirsi dei ritmi della tragedia. Una volta aperte le "dighe" della fantasia il "fiume" della storia scorre in piena, aiutato dal prologo recitato da Gigi Proietti in persona che lo antepone ad un breve ringraziamento per il decennale del suo teatro che: "come un fungo, nel 2003 è nato per portare il mondo shakespeariano nella capitale".

Un cast di giovani in tutti i sensi. Chi non lo è nella forma lo recupera nello spirito e, grazie a quella forza, riesce a portare il pubblico verso uno spartito che tanto agogna  di sentire ma che non sempre le orecchie sanno ascoltare.

Matteo Vignati e Mimosa Campironi, nei ruoli dei rispettivi rampolli delle due casate nemiche protagonisti dell'amara vicenda, non occupano prepotentemente la scena , ma, si fondono sapientemente come colori ad olio delle correnti impressionistiche, in un chiaro scuro insieme di un cast d'eccezione di cui ci piace elogiare Fausto Cabra nel ruolo di Mercuzio, Loredana Piedimonte (donna capuleti)  Gianluigi Fogacci nei panni di un profondo e, a tratti "avvinazzato", frate Lorenzo e la straordinaria presenza di Francesca Ciocchetti nel ruolo della balia di casa Capuleti dipingendo un Monet dai colori sgargianti che tutti meritano di ammirare nei musei di tutto il mondo.

La scena, chiusasi con gli scroscianti applausi di un pubblico proveniente da tutta Italia, vede svuotarsi il tempio del bardo con un sospiro nostalgico di chi vuole presto tornare a riascoltare quella musica che, nata senza un tempo, senza tempo morirà.

 Tornando alle case, nella cornice stellata del cuore di Roma, si viene presi dall'irrefrenabile voglia di alzare gli occhi al cielo e sussurrare a se stessi : "che notte incantata".

 

 

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