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martedì 26 maggio 2020

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MOSTRE - Imran Qureshi. Deutsche Bank’s Artist of the Year 2013

30.10.2013 - Rita Proto



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Miniature con fiori delicati, su foglia d'oro e grandi ovali con fiori rosso sangue. Un continuo alternarsi di violenza e speranza, distruzione e creazione, tradizione e innovazione. Questo il fascino dell'arte di Imran Qureshi, in mostra al Macro di Roma, dal 25 settembre al 17 novembre, a cura di Friedhelm Hütte e Bartolomeo Pietromarchi.

E' la prima mostra in Italia di questo pittore, nominato Artist of the year 2013 dalla Deutsche Bank's, che ogni anno premia un giovane artista già affermato per incisività e  originalità del suo lavoro, "che si ispiri a tematiche di tipo sociale".

Imran Qureshi, nato a Hyderabad nel 1972 è considerato tra i più importanti esponenti dell'arte pakistana contemporanea. Vive e lavora a Lahore dove insegna pittura miniaturistica presso il National College of Art ed ha partecipato quest'anno alla Biennale di Venezia.

E proprio una miniatura da inizio al percorso della sua mostra, un autoritratto dell'artista su foglia d'oro. La sua ricerca parte dalla pratica della miniatura moghul (XVI-XVII secolo nel sub- continente indiano), da ricercati ornamenti floreali che convivono con una pittura astratta contemporanea. Tutta la sua pittura include riflessioni sulla realtà del Pakistan di oggi e sul rapporto tra occidente e mondo islamico.

"Qureshi - spiega Bartolomeo Pietromarchi  del Macro - indaga le possibilità espressive dell'antica miniatura moghul, affiancando ai motivi tradizionali di questa tecnica immagini simboliche del Pakistan contemporaneo". Apre dunque un confronto "sulle contraddizioni interne e i mutamenti culturali del Pakistan, invitando a una riflessione più generale sulla forza e l'impatto dei sistemi politici e religiosi, sugli stereotipi, le convenzioni e le forme di corruzione culturale della società moderna". 

Osservate da vicino, le sue miniature rivelano fiori delicatissimi, alberi eterei, scritte, linee che sembrano delimitare: da una parte la vita, con le sue creazioni, dall'altra missili, dipinti in una serie che trattava della corsa agli armamenti indo-pachistana.

Le "colature" di colore rosso, realizzate in una sala, qualche giorno prima della mostra dall'artista, ricordano i "dripping" dell'action painting degli espressionisti astratti. Un fiore rosso, sospeso su un foglio... lascia   tracce di sangue che poi si diffondono ovunque, anche sui muri, per terra, vicino a chi passa. Il desiderio di coinvolgere il pubblico si esprime anche nella installazione and theystill seek the traces of blood, in cui cumuli di fogli di giornali accartocciati e insanguinati sfiorano i visitatori, come se fossero portatori di storie, di corpi, di orrori da raccontare.

Forte, molto forte, è l'impatto con le sue opere di grandi dimensioni. Sullo sfondo della prima sala, Bleed, un grande dipinto in cui un rosso scarlatto, a volte rappreso in grumi, cola su una piccola porzione di foglia d'oro. 

Nell'ultima sala, grandi ovali , due color oro, con macchie rosse e poi altri in cui il sangue scorre, si rapprende e assume varie colorazioni, delineando misteriosi fiori, di un rosso cupo, ma anche più chiaro, come in un disegno batik. Un contrasto tra vita e morte, l'orrore di scene di violenza vissute ma trasformate poeticamente in speranza di vita. 

In una lunga intervista  con Amna Tirmizi Naqvi, Qureshi rivela, tra l'altro, di essere stato molto influenzato da Frieda Kalo: "Trattava le emozioni profonde e il dolore straziante delle sue opere con una sincerità brutale e nei suoi dipinti c'è una teatralità e un forte carattere narrativo che legano il suo lavoro al mio".

"L'artista- spiega Friedhelm Hütte, Global head of art Deutsche Bank-  descrive più ampiamente la costante alternanza tra distruzione e bellezza come un ciclo esistenziale fatto di disperazione ma anche di speranza. Le sue opere sono ricche di 'germi di speranza', che Qureshi chiama fiori. I fiori di filigrana hanno il potere di spazzare via asfalto e cemento. Lo stesso vale per il linguaggio visivo di Qureshi che è universale, assolutamente contemporaneo e sensualmente sperimentabile come una linea di pensiero".

INFO PUBBLICO

MACRO, via Nizza 138, Roma

Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.

 

 

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