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sabato 08 agosto 2020

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LIBRI – “Confessioni di una giovane eretica” di Antonella Rizzo

Intervista con l’autrice, al suo secondo libro di poesie: “L'eresia è una condizione di vita che si apre alla conoscenza attraverso il dubbio”

05.11.2013 - Alessandro Staiti



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Antonella Rizzo

- Antonella, dopo Il sonno di Salomè la tua poetica è in continua evoluzione... Cosa è maturato nel tuo percorso artistico?
"Dicono che ci sia stata una maturazione...io ne sono inconsapevole. Il primo lavoro indaga un archetipo femminile abbastanza complesso e contraddittorio, il secondo invece, sebbene animato da una grande pulsione di destrutturazione, ha una spinta vitale diversa e più integra".

- Quanto influiscono le tue origini arbëreshe nel tuo sentire poetico?
"Gli Arbëreshe sono un gruppo di albanesi che nel 1400 guidati dal patriota Skanderberg fuggirono dagli Ottomani e si stabilirono in alcune zone della nostra penisola. Sembra assurdo che alcune caratteristiche possano essere rimaste invariate nei secoli ma credo che l'impronta fiera e il senso melanconico della diaspora sia rimasta impressa nei nostri geni dopo così tanto tempo".

- "Quello che l'essere umano tarda ad imparare è che la parole sconfitta è solo una proiezione del proprio orgoglio. In realtà esiste l'evoluzione, il cambiamento, mai la sconfitta". Una citazione importante, una dichiarazione d'intenti apre la tua ultima raccolta di poesie Confessioni di una giovane eretica...
"L'eresia è una condizione di vita che si apre alla conoscenza attraverso il dubbio. Si può cadere un'infinità di volte e trovare nauseante la propria debolezza bloccando il proprio cammino. Questo è il rischio più grosso per la crescita di un essere umano".

- Ripartiamo dal titolo: Confessioni di una giovane eretica. La poesia come eresia in una realtà che non sa neanche fare più prosa?
"Purtroppo è anche questo... il linguaggio letterario aulico non esiste più come realtà culturale ma c'è un sottobosco in fermento che lavora in direzione ostinata e contraria! Bisogna avere pazienza...".

Libro A. Rizzo

- Parafrasiamo leggermente il titolo... e se sostituissimo la seconda "e" di eretica con una "o"? Eros, nel senso più forte e alto del termine, come traspare nella splendida poesia che dà titolo alla raccolta... o nell'evocativa "Malinconia", nella sensuale "Vorrei", e che entra prepotente in ogni verso...
"Innegabile che l'Eros pervada le mie liriche. Esso è la forza vitale e creatrice che muove il mondo, il motore delle azioni di volontà e di dinamismo".

- "La strada di Diana", una forte dichiarazione di femminilità... La cacciatrice che tra odori di spezie si sente preda tra sassi di lava... O cruda e potente "La vestale cieca". La tua poesia diventa tanto più sublime quanto più incorpora immagini vivide di una disarmante concretezza...
"La spiritualità deve partire dalla riappropriazione della materia. Viceversa non convincerebbe fino in fondo".

- Sembra che rispetto a Salomè la tua ricerca metrica sia giunta a una sorta di armonioso e naturale salmodiare... mi viene in mente la musicalità di "Anima antica", de "Il mio mare", de "L'arte del tè"...
"Questo mi fa piacere perché la poesia costruita non produrrebbe mai questo tipo di impatto emotivo. L'arte è trance e divinazione e l'artista è un medium al servizio degli altri".

- Quanto c'è di autobiografico nella confessione di una giovane eretica? Mi riferisco in particolare a "Il fuoco addosso", quel troppa vita in poca carne/poco tempo, troppo sangue è un'immagine travolgente. Come lapidari sono gli ultimi versi della splendida "Eresia dell'amore": Ti distruggo, freddo dogma/voglio liberi gli amanti...
- Dunque, di autobiografico non c'è niente nel senso comune del termine. Sono mie le pulsioni, le percezioni, il sentire che può essere condiviso universalmente da ognuno in determinati momenti della vita".

- Antonella, quali sono i tuoi prossimi progetti? Immagino starai già raccogliendo le poesie per il prossimo libro...
"Questo è un periodo fecondo... il prossimo lavoro è un prosimetro già in fase di impaginazione che uscirà prestissimo! Tratteggerà il profilo di un'altra donna controversa della storia, Cleopatra, cercando di restituirle quei tratti di umanità e vulnerabilità che le sono stati negati. Avevo finito di scrivere quando ho letto dell'inaugurazione di una mostra a lei dedicata al Chiostro del Bramante a Roma che si concluderà a febbraio 2014. Curiosa coincidenza questa, visto che l'argomento della mostra tratta proprio il contributo che la Regina ha dato a Roma durante la sua permanenza e la mia narrazione considera centrale nella vita della donna il suo amore per Cesare.... Spero sia di buon auspicio!".


Antonella Rizzo è nata a Roma il 17/1/1967 e vive nella zona dei Castelli Romani. Insegnante e poeta ha pubblicato "Il sonno di Salomè" (Tracce), "Confessioni di una giovane eretica" (Lepisma). Ha collaborato a diverse Antologie Poetiche tra cui "Haiku, tra meridiani e paralleli", "I poeti contemporanei" a cura di Elio Pecora e altre. È di prossima pubblicazione un lavoro su Cleopatra per Fusibilia.
Ha al suo attivo numerosi Premi nazionali e internazionali tra i quali '"Histonium", "Voci", "Gaetano Cingari", "Albero Andronico", "Scrivere Donna".
Ha scritto testi teatrali, che ha anche interpretato, e partecipa a eventi culturali di prestigio.
Di lei hanno scritto critici e accademici italiani come Plinio Perilli, Rocco Paternostro, Claudio Giovanardi e Andrea Mariotti.

 

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