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sabato 04 aprile 2020

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ARTE - Un nuovo monumento a Roma, all'insaputa di tutti

L'opera è stata collocata oltre due mesi fa da Francesco Visalli senza chiedere alcuna autorizzazione

29.01.2014 - Simone Di Tommaso



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Si intitola "Place de la Concorde" il monolite bifronte alto oltre tre metri e del peso di oltre due tonnellate, parte del più ampio progetto "Inside Mondriaan", che da circa due mesi è stato collocato tra il monumento a Giuseppe Mazzini e il Circo Massimo, all'Aventino. Opera dell'artista Francesco Visalli, il monolite è stato posizionato nell'area verde antistante il belvedere Romolo e Remo, il 24 novembre scorso, senza autorizzazioni. Non una trovata pubblicitaria ma un vero e proprio esperimento e, soprattutto, una denuncia.

Obiettivo, testare l'attenzione dell'Amministrazione sulla città in generale e sull'arte, in particolare. A due mesi di distanza, il bilancio è decisamente drammatico: nessuna notifica all'artista, nessuna domanda, nessuna verifica sull'opera e neppure alcun controllo in termini di sicurezza. Ciò, nonostante le dimensioni decisamente evidenti, i colori accesi, la posizione centralissima e poco distante dagli uffici stessi del Comune, e l'evento straordinario del concerto di Capodanno che proprio al Circo Massimo si è tenuto. Il monolite ha "visto" crescere palco e allestimento senza che nessuno si premurasse di verificare l'area.

Quello che potrebbe sembrare un corto circuito burocratico denuncia un ben più ampio problema di disattenzione verso la città, verso l'arte e in particolare verso quella contemporanea. In un momento difficile come quello che la scena contemporanea a Roma sta vivendo, a partire dalle situazioni museali da definire per arrivare alle domande inevase sui progetti espositivi, il monumento "abusivo" sembra l'unica soluzione per l'arte contemporanea e in particolare italiana per dire basta a stasi e disattenzione per la cultura. Non solo. L'esperimento del monolite dovrebbe mettere in allarme anche sulla sicurezza della città e dei suoi tesori, vista l'assenza di verifiche, peraltro per ben due mesi, tempo più che adeguato per accorgersi di un monumento non autorizzato anche in una città grande come Roma.

"Il monolite - dice l'artista Francesco Visalli - è un monito per l'amministrazione comunale e per quella nazionale perché recuperi il principio fondatore del paese più bello del mondo, cioè l'arte. Arte che ha segnato la storia di millenni, arte che se fosse valorizzata, basterebbe da sola a sanare definitivamente il deficit pubblico! E tutto questo non ha colori di partito
politico, è universale, vale per tutti. E se proprio deve avere un'appartenenza politica, allora le ha entrambe, ha la destra e la sinistra, è un monolite bifronte, ognuno scelga il lato che più gli è gradito ma faccia qualcosa di concreto, per amore dell'arte e di questo popolo".

"Il monolite è un'opera d'arte - dice Valeria Arnaldi, curatrice del progetto "Inside Mondriaan" - ma anche e soprattutto una piattaforma attorno alla quale speriamo si riunisca virtualmente il mondo della cultura per chiedere la dovuta attenzione. Va considerato un intervento di street art a tre dimensioni, in una originale visione romana e italiana che vuole rispettare storia, architettura e contesto, portando il suo valore aggiunto senza vandalismi. Una grande performance che ha visto partecipare l'intera città, da romani e turisti che si facevano foto sotto il monumento, fino all'amministrazione che non ha neppure notato l'intervento".

L'artista ha effettuato sopralluoghi nelle principali piazze romane, anche con presidi notturni per circa due settimane prima di individuare l'area dove posizionare il monolite. I criteri sui quali si è basata la selezione sono stati: centralità, visibilità, legame con la storia e operatività tecnica. Il monolite infatti pesa oltre due tonnellate. Necessita dunque di un camion con braccio e carrello per il trasporto e la collocazione.

"L'artista ha posizionato l'opera la notte tra il 24 e il 25 novembre - afferma Valeria Arnaldi - andando con un camion con braccio e carrello, oltre a una squadra di operai. Io non ero presente, mi ha raccontato l'atmosfera di quei momenti quasi come una scena di Amici Miei, con tanto di segnaletica per regolare la circolazione e non creare disagi alla città. Un'operazione attenta che ha mandato un segnale forte, senza creare danni ma sottolineando un problema".
"Place de la Concorde", come monumento e operazione, è stato economicamente sostenuto interamente dall'artista senza aiuti economici pubblici o privati.

La scultura trae origine dal grande progetto "Inside Mondriaan". Uno studio, una ricerca, che partendo dalla visione astratta di Mondrian, genera nuove matrici trasversalmente applicabili ad ogni campo artistico, dalla pittura fino all'architettura, passando per la scultura, il design, la scenografia, le installazioni, performance e così via. Riscoprendo ed attualizzando il principio che nei primi del '900 ha generato il movimento olandese di "De Stijl". Il monolite è solo una di queste applicazioni. Tra scultura e installazione, diventa monumento in virtù del luogo. Il monolite è un simbolo, una icona, che mostra le due facce della storia e di questo mondo. Contrapposte ma complementari. Non c'è un lato principale ed il suo retro. È bifronte proprio perché ognuno dei lati è principale ma complementare all'altro. Un lato non può esistere senza l'altro, così come ogni legge che regola l'equilibrio cosmico, non può esistere senza il suo opposto.

Francesco Visalli nasce a Roma nel 1960. Diplomatosi geometra, si iscrive ad Architettura e si trasferisce a Los Angeles. A 25 anni, torna in Italia laureato, sposato e già di successo. L'incontro con la pittura, avviene diversi anni dopo. Inizia a dipingere senza conoscere la tecnica, che impara di lavoro in lavoro, ma lo stile si rivela già ben definito. Pittore visionario, ama arricchire ogni rappresentazione di un arcano sapore esistenziale. Si muove con naturalezza tra piani e livelli diversi, universi rigidamente separati, e fino a un momento prima inconciliabili tra loro, facendoli incontrare e dialogare sulla tela. Visalli non propone un immaginario assurdo e irreale, bensì una realtà ben strutturata ed articolata, anche se è la realtà costruita dalla mente di un visionario. Ha esposto le sue opere di "Realtà Alternativa" a Londra, Berlino e Roma al Chiostro del Bramante e al Macro. L'ultimo importante lavoro, il progetto "Inside Mondriaan".

MP News ha contattato Francesco Visalli. Ci ha fornito delle interessanti note sull'opera esposta davanti al Circo Massimo.

"Il monolite è un simbolo come nel film "2001 Odissea nello Spazio", compare quando c'è un salto evolutivo dell'uomo. Vuole quindi essere monito in questo momento storico estremamente complesso e devastante perché possa esserci un nuovo salto evolutivo del genere umano e torni l'armonia, la pace, la concordia! Il titolo dell'opera, non a caso è il medesimo di quella originale di Mondrian, Place de la Concorde. La scelta del luogo è perfetta; è al centro di due opposte correnti di traffico; al centro di un piazzale intitolato ad Ugo la Malfa; al centro del belvedere del Circo Massimo intitolato a Romolo e Remo, un lato guarda all'antico, guarda alla Roma da loro fondata, alla storia ormai perduta di questa città. L'altro al contemporaneo, al monumento di Mazzini, padre fondatore dell'Unità d'Italia! I due lati del monolite sono proprio loro, Romolo e Remo (ma anche Caino e Abele per assurdo!) che hanno scelto un "belvedere" per non vedere e non essere partecipi di questo mondo aberrante e di questa città, culla di storia e civiltà, ormai abbandonata a se stessa, abbandonata al lassismo, al totale disinteresse per la storia e per l'arte. Il monolite, insieme al gesto di occupazione, è monito per la politica perché ritrovi se stessa, perché ritrovi interesse per l'arte, per il bello. Monito per l'amministrazione comunale e per quella nazionale, perché recuperi il principio fondatore del paese più bello del mondo, cioè l'arte. Arte che ha segnato la storia di millenni, arte che se fosse valorizzata, basterebbe da sola a sanare definitivamente il deficit pubblico! Roma è stanca di aspettare, il popolo è stanco di aspettare, l'arte è stanca di aspettare e quindi, non trovando spazio, lo occupa. E tutto questo non ha colori di partito politico, è universale, vale per tutti. E se proprio deve avere una appartenenza politica, allora le ha entrambe, ha la destra e la sinistra, è un monolite bifronte, ognuno scelga il lato che più gli è gradito e faccia qualcosa di concreto, per amore dell'arte e di questo popolo."

 

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