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mercoledì 23 settembre 2020

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TEATRO - "Medea"

Maria Paiato in scena, fino al 17 aprile 2014, al Teatro Eliseo di Roma

07.04.2014 - Alessandra Lorenzo



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Un personaggio dalle sfumature variegate che affascina e commuove. Malvagia e implacabile omicida, vittima di insopprimibili passioni e di incontrollabili spinte emotive, al contempo personalità indebolita nella sua rabbia di moglie affranta per l'abbandono del marito. Una disumanità che conquista quella di Medea, e che permette di individuare, nella straordinaria interpretazione della sublime Maria Paiato, l'essenza di una tragedia impregnata di incredibile modernità. Ambientato, nel riadattamento, in una sorta di fabbrica dismessa, con costumi che non evocano uno spazio e un tempo ben definiti, l'antico dramma si focalizza sul voler mettere in risalto la polarità ratio-furor, l'emblematico scontro che lacera il personaggio di Seneca in una vera e propria tragedia dell'ira. Guidata dal furor e, dunque, inerme davanti ad ogni istinto razionale, Medea rappresenta, da un lato, l'evidenza del devastante effetto di quella violenta passione dal potenziale distruttivo che è l'ira, dall'altro, l'immagine della solitudine, del senso di non appartenenza e dello smarrimento. Un personaggio su cui si sono confrontati innumerevoli autori e che si discosta dalla forse più conosciuta versione greca, versione in cui Euripide vuole più che altro denunciare la condizione di "esclusa" in una Medea che appare, alla fine, paradossalmente migliore del cinico Giasone.
Siamo a Corinto e la temibile maga Medea, dopo aver aiutato Giasone e gli Argonauti nella ricerca del vello d'oro, viene ripudiata dall'amato che sposa Creusa, figlia del re Creonte. Medea medita vendetta nei confronti di Giasone e, chiedendo di poter abbracciare di nuovo i figli prima dell'esilio, compie il tremendo delitto vincendo il suo senso umano di maternità. Maria Paiato interpreta magistralmente il complesso ruolo di protagonista, riuscendo a tenere alta l'attenzione degli spettatori per l'intera durata dello spettacolo e restituendo agli stessi spettatori l'enorme carico emozionale che un personaggio complesso e articolato, quale è appunto Medea, porta con sé.
Impossibile poi tralasciare l'ottimo riadattamento che, pur non cadendo nello snaturare la stessa opera, introduce elementi inequivocabilmente moderni: l'aggiunta di alcune poesie dei prigionieri di Guantanamo o l'inserimento di una battuta intensa e breve che rimanda, parallelamente al crollo della reggia di Creonte, all'episodio delle Torri Gemelle, bastano per sottolineare l'inconciliabilità delle visioni occidentali e mediorientali del Mondo.
Scrivono Francesca Manieri e Pierpaolo Sepe: «È la storia del divenire di un mostro morale, ma è anche la storia di una mostruosità più nascosta e profonda che immischia nella colpa anche l'azione del giusto. Nessuno è scevro dall'atto di questo supremo contemporaneo egoismo, la solitudine costringe gli uomini a una salvezza furiosa, ognuno persegue un bene colpevole, tutti siamo preda del male, "omnes mali sumus". È una tragedia che mostra le ragioni irragionevoli di una donna che "non sa frenare né l'ira né l'amore" che non accetta le leggi del tempo e degli altrui desideri e le ragioni colpevoli di un uomo che oblia in una azione pietosa il suo delitto primario: Giasone ha infranto i sacrosanti limiti del mondo alla ricerca del vello, Medea infrange i sacrosanti legami della maternità. Nell'impeto di un desiderio che strumentalizza l'altro in un atto permanentemente oltre natura si spalanca il mondo contemporaneo del disumano».
Maria Paiato, Medea.
Di Seneca, traduzione e adattamento Francesca Manieri. Con Max Malatesta, Orlando Cinque, Giulia Galiani, Diego Sepe. Scene Francesco Ghisu. Costumi Annapaola Brancia d'Apricena. Luci Pasquale Mari. Regia Pierpaolo Sepe. Produzione Fondazione Salerno Contemporanea - Teatro stabile d'innovazione.
Teatro Eliseo, via Nazionale 183, Roma.
Orari recite: martedì, giovedì, venerdì, ore 20.45 - mercoledì, domenica, ore 17.00 - sabato ore 16.30 e 20.45
Durata spettacolo: 90 minuti, senza intervallo.
Informazioni: www.teatroeliseo.it

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