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domenica 09 agosto 2020

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RECENSIONE - "Pornografia"

Al Teatro Argentina di Roma è andato in scena il romanzo di Witold Gobmrowick per la regia di Luca Ronconi

28.04.2014 - Francesca Marchionne



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Pornografia

Dopo il laboratorio di Santa Cristina nell'Agosto - Settembre 2012 e il debutto prima a Torino e poi al Piccolo di Milano, Ronconi ha portato in scena al Teatro Argentina di Roma dal 9 al 17 aprile 2014 il Romanzo di Witold Gobmrowick "Pornografia". Spettacolo molto discusso e che ha diviso gli animi tra i ronconiani che ne hanno apprezzato il minimalismo contrario allo sfarzo scenografico proprio del regista e gli anti-ronconiani che lo hanno definito un vero e proprio sequestro di persona e che hanno risposto all'invito svuotando la sala già da metà spettacolo.

SINOSSI - La storia racconta di due amici di mezza età Federico e Witold che, per sfuggire all'occupazione nazista in Polonia, si rifugiano in una casa di campagna e per passare il tempo provano a far innamorare due giovani: Enrichetta, figlia del padrone di casa e Carlo, il loro garzone. I due anziani si meravigliano della giovinezza e bellezza inespressa tra i ragazzi e dell'erotismo non portato a compimento in quanto si dimostrano indifferenti l'un l'altro. Enrichetta è fidanzata con Venceslao, belloccio trentenne meno svezzato della giovinetta. Forse per la presenza dominante della madre Amelia credente praticante che si scontrerà con Federico sulla fede e Carlo cresciuto in casa e attirato da altre carnalità esterne. I due signori, in un giro di promiscuità e pulsioni sessuali, omosessuali cercano un ménage à quatre che sfocerà in un omicidio.

COMMENTO - Una reazione inaspettata da parte del pubblico dell'ultima replica all'Argentina di Roma nonostante il problema tecnico, a soli 15 minuti dall'inizio dello spettacolo, che ha interrotto bruscamente la narrazione del viaggio dei due protagonisti. Gli spettatori hanno reagito con partecipazione ed empatia nei confronti dei due personaggi e si sono resi complici alla dinamica dello sguardo su cui si basa l'intero testo. Le dualità vecchiaia-giovinezza, bellezza-bruttezza, sensualità-frigidezza adolescenziale, noia-angoscia vengono trattate in prima e terza persona e lo spettacolo offre emanazioni di erotismo ed energia soprattutto da parte dei due giovani attori prestandosi al gioco del regista-attore Federico in quadri ipnotici. Ci si concentra sull'ossessione e dipendenza sessuale come stimolo alla noia non utilizzando nudi, ma la bellezza e la quantità delle parole per cercare di liberare il sentimento dell'amore. Nonostante la difficile digeribilità data dalla durata (tre ore) e la struttura, la bravura degli attori permette di reggere e venire avviluppati in un turbine morboso ed estraniato di corpi e calore. Anche se non ci sono dinamiche sessuali, il nome Pornografia non è così discorde dal testo: si tratta di un vero e proprio rito d'iniziazione alla sessualità da parte di figure guida, coloro che sono prossimi alla morte e quindi più vicini al piacere inteso come annullamento di sé.

 

 

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