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giovedì 02 aprile 2020

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LIBRI - "La maestra di Kabul"

Una storia d'amore per i diritti delle donne, degli uomini, dei bambini e per un Paese martoriato dalla guerra

15.06.2014 - Rita Proto



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Una giovane donna con un grande sogno: una scuola per "cantastorie", a Kabul, dopo 35 anni di guerra. E "Qessa Academy", realizzata in tre anni con coraggio e passione, per preservare il patrimonio culturale dell'Afghanistan.

Di questa scuola parla il libro "Una maestra a Kabul" di Selene Biffi e Carlo Annese, appena pubblicato da Sperlig & Kupfler. E' una storia di amore per i diritti delle donne, degli uomini, dei bambini e per un Paese martoriato dalla guerra.

Un sogno diventato realtà grazie a Selene Biffi, che crea start-up, imprese con fini umanitari, superando ostacoli di ogni genere. Consulente dell'ONU, a soli 22 anni, riesce ad offrire corsi on line a ragazzi di 130 Paesi del mondo. Nel 2013 torna in Afganistan, dopo una prima esperienza con l'ONU e realizza, passo dopo passo, una scuola per "Story-tellers" in un Paese con un tasso di analfabetismo di circa l'80%.

Niente riesce a fermarla: tentativi di corruzione, ostilità delle istituzioni locali, defezione degli allievi, alternanza dei docenti. Selene supera tutto, seguendo un proverbio afgano:"Per quanto possa essere alta la montagna c'è sempre una strada per arrivare in cima".

E' una bella ragazza, capelli lunghi, neri e lisci, con due occhi grandi. Parla poco ma ha le idee molto chiare. Ha rinunciato a candidarsi in Parlamento, nel 2013, pur avendo ricevuto proposte da tre partiti: "Kabul è una città pericolosa-dice sorridendo- ma il Parlamento italiano lo è ancora di più".

Il suo posto è lì, con il suo velo azzurro, in un Paese in cui ogni insegnamento viene tramandato spesso solo con il racconto orale. Da qui l'idea di insegnare ai ragazzi a raccontare storie, per ricostruire una memoria collettiva. "I pochi cantastorie- racconta- hanno perso la possibilità di esprimersi con l'occupazione russa e poi con il regime dei talebani, in cui rischiavano addirittura la vita".

La scuola nasce in un edificio di fango e mattoni, per creare nuove opportunità : "In Afganistan- spiega- il 68% della popolazione ha meno di 25 anni, con una tasso di disoccupazione del 40%. Un chirurgo prende 80 dollari al mese, mentre i talebani ne offrono 300 a chi lavora per loro. Si vive tra gli attentati e la paura, che spesso è l'unica amica che hai".

Selene Biffi, insieme a un assistente e agli insegnanti, introduce l'uso di performances teatrali divertenti per portare messaggi, insegnare l'inglese e cosa fare per lo sviluppo locale e la salute. Le difficoltà sono enormi, sia per reperire i fondi che per ristrutturare la scuola. Supera l'ostilità e gli insulti nei ministeri, rifiuta di pagare 3 mila dollari sottobanco. Accetta, però, l'aiuto di una giovane parlamentare afgana che, in due mesi e mezzo, le fa avere il permesso di lavoro.

"E' stata dura - commenta Selene - arrivare a Kabul con una temperatura di -20 gradi, con la stufetta che a un certo punto si rompe, oppure con il caldo torrido. Ci sono però anche stati momenti divertenti, come quando abbiamo addobbato il palco per lo spettacolo di fine scuola. Non ho infatti voluto spendere 80 euro per dipingere le pareti".Senza contare la paura per gli attentati e la morte di amici e colleghi.

L'avventura degli allievi story-tellers è durata un anno, a Kabul. Ora vengono formati insegnanti per scuole elementari, per leggere, scrivere, fare di conto e fare le pulizie. Inizieranno scuole in lingua prima che le ONG e le forze dell'Isaf lasceranno l'Afghanistan, a dicembre.

La "maestra di Kabul" si è mossa con grande rispetto per la cultura e le usanze locali e ha trovato aiuti e appoggi anche nei momenti più critici. "La situazione delle donne- aggiunge- sta migliorando. Si vedono in giro almeno 60% di burqa in meno, un'industria fiorente che perde colpi. Ora si vedono donne col velo, soprattutto le giovani, alcune anche con le unghie dipinte di blu. Sarebbe stato impossibile durante il regime talebano. L'istruzione femminile è la madre di tutti i problemi: nove donne su dieci sono analfabete e anche dieci su dieci nelle aree rurali".

Selene Biffi incontra personaggi straordinari che sostengono la sua iniziativa. Nancy Dupree, 86 anni (il presidente Karzai la chiama "la nonna dell'Afganistan") che capisce l'importanza di costruire una nuova identità collettiva. "I racconti folcloristici- le scrive- rafforzano l'autostima degli individui attraverso la descrizione delle gesta eroiche di chi è appartenuto alla loro stirpe, rafforzano la coesione della comunità".

Farhad, un "project coordinator" affidabile, disponibile e paziente.

C'è poi Sulaiman, un attore di strada che interpreta un brano di Dario Fo, e diventa uno dei primi docenti di Qessa Academy, l'Accademia delle storie in lingua Dari.

Sei alunni( dei diciassette che avevano iniziato) restano fino all'esame conclusivo. Samim, 23 anni dice: "Questa Scuola mi ha dato fiducia in me stesso, mi ha insegnato a credere nelle mie capacità". Mahboba, l'unica ragazza rimasta a frequentare, dice di voler fare "il politico" e di non volere essere una casalinga.

C'era e non c'era. Così iniziano le favole afgane. E nel giorno finale del progetto, risuonano, tra le altre, le parole della "Capra di porcellana" e della favola del taglialegna e degli alberi della foresta. Le risate dei bambini presenti è il dono più bello per Selene Biffi che, nel suo libro, ci fa condividere anche gli odori, come "quel profumo del tè al cardamomo" così diffuso nelle case dell'Afghanistan. O la scoperta di un negozio di aquiloni di tutti i colori, simbolo dell'arrivo delle calde giornate di primavera. E anche della libertà, così difficile da raggiungere. 

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