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martedì 26 maggio 2020

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CALCIO - Lazio, settima sconfitta consecutiva con il Genoa

La Lazio più bella e convincente degli ultimi anni subisce la beffa di Pinilla e il grave infortunio di Gentiletti

22.09.2014 - Simone Di Tommaso



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Gentiletti lotta con Matri

BEFFA - Vera e propria. Come è possibile definire altrimenti una partita dominata per almeno 70 minuti, con dieci nitide occasioni da gol, una traversa su colpo di testa, e poi persa malamente allo scadere del 90'? Come se non bastasse, alla sconfitta rimediata si aggiunge anche una lunga lista di gravi infortuni e la squalifica di De Vrij, espulso per un'ingenua doppia ammonizione. Peggio di così non poteva andare. La più bella Lazio degli ultimi dieci anni, con un gioco spumeggiante e arrembante soprattutto nel primo tempo, non è riuscita a portare a casa dalla trasferta di Genova nemmeno un misero punticino. Grande rammarico. Le basi per fare bene ci sono tutte. Serve però cinismo sotto porta e, soprattutto, una mentalità più votata alla cattiveria per fare in modo che le partite si incanalino nel giusto binario. Non è possibile passare tre quarti della partita nella metà campo avversaria e non riuscire a segnare nemmeno un gol. Serve una vera svolta, a partire dal match infrasettimanale di giovedì in casa contro l'Udinese. A una sconfitta amara come quella contro il Genoa non può che conseguire una vittoria che possa tirare su il morale e possa spazzare via le recriminazioni. Assenze permettendo.

TABÙ E OSSA ROTTE - Come accade ormai da anni, la trasferta contro i rossoblu è uno di quei tabù che non si riescono ad infrangere. Per trovare una vittoria bisogna sfogliare ormai gli annali. Sembra che non sia possibile invertire la rotta, neppure giocando a viso aperto e con tutte le carte in regola per conquistare i tre punti. Tra l'altro, è la seconda volta che da Genova si torna pesantemente infortunati: qualche anno fa toccò al povero Brocchi, costretto a fine carriera da un brutto intervento di Matuzalem, e nella stessa partita anche a Klose, tre mesi di stop. Questa volta, come ha poi detto Pioli in conferenza stampa, la Lazio ne esce letteralmente "con le ossa rotte". Gentiletti, che ha dimostrato di essere un ottimo difensore e il partner ideale di De Vrij, ha subito "la lesione completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Nei prossimi giorni l'atleta sarà sottoposto a intervento chirurgico. La prognosi è stimata intorno ai sei mesi" - (comunicato ufficiale della società) - "Lucas Biglia ha riportato un trauma contusivo capsulare del primo dito del piede destro con infrazione ossea dell'osso sesamoide e della testa metatarsale" Per il nazionale argentino si parla di un paio di mesi di stop, ma si vedrà in seguito grazie a ulteriori esami diagnostici. Per l'ottimo Dusan Basta solo un trauma contusivo alla mano destra, potrebbe anche tornare dal prossimo turno infrasettimanale contro l'Udinese all'occorrenza.

SCHIERAMENTI - Pioli, reduce dalla bella vittoria in casa contro il Cesena, decide di confermare la squadra e di mandare in campo tutti gli acquisti del mercato estivo. A differenza della scorsa partita, Felipe Anderson è schierato dal primo tempo in sostituzione di Keita, apparso nelle ultime uscite un po' sottotono. In porta spazio ancora una volta a Berisha che sostituisce Marchetti fino al suo definitivo recupero. La linea difensiva è composta dai centrali De Vrij e Gentiletti e, sulle fasce, da Basta e da Braafheid. Biglia è il regista del centrocampo a tre. Ai suoi lati, Lulic e Parolo. Il tridente offensivo è composto da Djordjevic, che ha vinto il ballottaggio con Klose, supportato da Felipe Anderson e da Candreva. Gasperini risponde con un 4-3-3 a specchio. In attacco spazio al redivivo Matri con Perotti e Kucka ai lati.

ALL'ATTACCO - La prima frazione è arrembante. Il termine non è esagerato. Ben nove le occasioni nitide da gol. In campo c'è solo una squadra e non è quella dei padroni di casa. La Lazio è determinata come non mai fin dall'inizio, con la voglia di imporre il proprio gioco e di non aspettare gli avversari. Felipe Anderson, ispiratissimo, e Candreva sono semplicemente straordinari: creano e danno superiorità numerica. Le occasioni si sprecano. Parte prima Lulic dopo appena quattro minuti dal via, poi è la volta di Parolo e dell'esterno di Tor de' Censi. Il portiere genoano Perin è in stato di grazia, riesce a parare sia il possibile che l'impossibile. Lulic ci riprova per due volte ma senza fortuna. Djordjevic impegna Perin per altre due volte. Al 36', su cross di Candreva, il centravanti serbo gira di testa da fermo e prende in pieno la traversa a portiere battuto. La prima occasione del Genoa è alla mezz'ora. Poi null'altro. Solo Lazio in campo. Quasi allo scadere, Pioli richiama in panchina l'infortunato Biglia e manda in campo Ledesma. Un peccato mortale non aver realizzato nessuna delle chiare occasioni da gol. Un peccato che condizionerà la seconda metà della gara.

CONTROMISURE - La seconda frazione di gioco inizia sulla falsariga della prima, ma Gasperini ha preso le dovute contromisure e il Genoa subisce di meno. La Lazio con l'entrata di Ledesma perde l'incisività che Biglia aveva dato al gioco propositivo della squadra. L'allenatore biancoceleste effettua il secondo cambio obbligato, anche stavolta dovuto ad un infortunio. Entra Konko per Basta, autore di un'ottima prestazione. Gasperini risponde, una decina di minuti più tardi, gettando nella mischia prima Lestienne per uno stanco Kucka e, poi, Bertolacci per Antonini. La Lazio domina fino al 60'. Poi rientra in partita il Genoa che comincia a creare qualcosa dalle parti di Berisha. Al 68' l'allenatore genoano azzecca la mossa che deciderà la partita, sostituendo Matri (qualche problema muscolare per lui) con Pinilla. Altra sostituzione per infortunio in casa Lazio, invece. Pioli è costretto a mettere in campo Cana per Gentiletti. Il centrale argentino, come verrà evidenziato, è destinato a sei mesi di stop. Che tegola! All'85', in una partita destinata ormai alla parità, De Vrij, per rimediare a un errore di Konko, tocca involontariamente il pallone con la mano, seconda ammonizione (forse un po' generosa) e rosso. L'espulsione cambia il volto ai minuti finali della partita. All'87' Perotti sfugge a Konko e indirizza la palla verso la porta, con Berisha battuto, proprio il subentrato Pinilla, lasciato solo da Cana, rifinisce con un potente colpo di testa e la mette dentro. E l'1-0 finale.


IL TABELLINO
GENOA-LAZIO 1-0

Marcatori: Pinilla 87' (G)

Genoa (4-3-3): Perin, Antonini (59 'Bertolacci), De Maio, Burdisso, Antonelli, Edenilson, Rincon, Sturaro, Perotti, Matri (68' Pinilla), Kucka (56' Lestienne). A disposizione Lamanna, Sommariva, Marchese, Izzo, Rosi, Bertolacci, Mussis, Greco, Iago Falquè, Lestienne, Pinilla. All: Gasperini.

Lazio (4-3-3): Berisha, Basta (46' Konko), De Vrij, Gentiletti (68'Cana), Braafheid, Parolo, Biglia (45'Ledesma), Lulic, Candreva, Djordjevic, Felipe Anderson. A disposizione: Marchetti, Strakosha, Konko, Novaretti, Cana, Pereirinha, Onazi, Mauri, Ledesma, Klose, Keita, Tounkara. All: Pioli.

Arbitro: Guida (sez. Torre Annunziata)
Assistenti: Meli, Paganessi
IV Uomo: Iori
ADD1:Giacomelli
ADD2:Manganiello

Note: Ammoniti Rincon (G), Ledesma (L), De Vrij (L) De Maio (G)
Espulsi: 85' De Vrij (L).
Recupero: 1' pt; 3' st

 

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