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lunedì 19 agosto 2019

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MOSTRE - "BIZZARRO 2014 - Festival diffuso di arte ipercontemporanea"

Viaggio nel quartiere San Lorenzo per il Bizzarro...ma non troppo, Festival 2014

03.10.2014 - Sarah Colautti



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Bizzarro 2014

 

I situazionisti parlavano di dérive: una passeggiata per la città in cui si vaga senza meta, alla scoperta di luoghi, scorci, situazioni visivamente accattivanti. Un cammino non solo fisico ma anche mentale, un momento di pausa dalla quotidianità per meravigliarsi ancora di ciò che ci circonda. Il Bizzarro Festival che si è tenuto a Roma lo scorso 27 settembre, organizzato dall'associazione culturale e omonima galleria d'arte Mondo Bizzarro, sembra essere nato da questo presupposto psicogeografico. Perdersi per le vie del quartiere San Lorenzo in cerca d'arte, entrare in open house, negozi della zona e studi d'artisti come pirati alla ricerca di un tesoro con tanto di mappa dove magari la X non segna il luogo in cui scavare, ma serve a indicare i luoghi del quartiere in cui è possibile assistere a performance, vedere quadri d'autore, contemplare installazioni.

DOLORE INTIMO - Eccoci quindi, mappa in mano, pronti a perderci a San Lorenzo. Nessun ordine numerico o alfabetico: vai dove più ti aggrada. Una delle prime tappe in cui ci imbattiamo è un appartamento privato in via dei Salentini per la presentazione del nuovo numero di Fluffer Magazine. Un'abitazione così piccola e intima che dall'ingresso potevi vedere non solo il salotto con le foto dell'attrice Jane Alexander ritratta da Anita Calà, ma la stessa Jane Alexander, in carne e ossa e in camera da letto, intenta in una performance sul tema del dolore.

THE WHITE OPEN HOUSE - Altra performance: L'invenzione della S-Cultura, in cui Cristiano Quagliozzi si cimenta nel body painting oltre un telo bianco. Il body in questione è quello della performer Damiana Ardito la quale, in piedi e a braccia aperte, si lascia dipingere con infinita pazienza. Nello stesso contesto le foto di Yashima Mishto e la presentazione del suo ultimo libro, "Life of a Singularity". Un ambiente, quello dell'open house in via dei Campani, in cui a dominare è il bianco, delle pareti, del telo, delle foto di Mishto. Ora abbiamo bisogno di colore.

UN QUARTIERE COLORITO - Quale migliore fonte di colore se non lo stesso quartiere di San Lorenzo? Andiamo quindi alla ricerca di quadri e opere di artisti quali Mark Ryden e Takato Yamamoto in erboristeria, in negozi vintage, in botteghe artigianali, che poi magari ti viene anche voglia di comprare qualcosa ed è anche meglio. Inutile parlare dell'effetto di straniamento dato dal vedere in macelleria un bel quadro a pochi centimetri di distanza da tranci di carne varia. Ogni riferimento a "Carcassa di manzo" di Soutine è puramente casuale.

VOGLIA DI TATTOO - Dalle carne animale a quella umana, è difficile resistere alla tentazione di farsi tatuare da Cuns, Deborah Necci, Rife o un altro degli artisti di Santa Sangre Tattoo, soprattutto dopo aver visto i loro tatuaggi appesi alle pareti che sembrano catturare lo sguardo per poi lasciare che si perda tra linee tribali, rose rosse e le orbite di un teschio.

MANIFACTORY - Tanta carne al fuoco negli studi d'artista. Fare visita al Snubaddicted Studio di Alessandro Calizza e alla Factory 2.0 vuol dire entrare in due mondi paralleli: se il primo sembra una nuvola impalpabile, in cui domina ancora quel bianco di cui parlavo prima che sembra irraggiungibile agli occhi del pubblico, la Factory 2.0 ci mostra la bellezza delle mani, che creano e plasmano e fanno arte di ogni tipo, che sia fotografia, pittura o scultura.

BIZZARRO MA NON TROPPO - Il bello del Festival di arte ipercontemporanea è che bizzarro non lo è realmente, anzi, portando l'arte in strada permette a chiunque di approcciarvici, dagli appassionati agli addetti ai lavori, agli studenti, alle nonne che abitano a San Lorenzo da una vita.
Non c'è bisogno di andare in una galleria, non è necessario essere esperti conoscitori del settore e non bisogna pagare per immergersi in un mondo fatto d'arte. Ecco, forse è proprio quest'ultimo dettaglio a renderlo felicemente Bizzarro.

 

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