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lunedì 16 dicembre 2019

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RECENSIONE - Pappano e Kissin inaugurano la stagione sinfonica di Santa Cecilia

Un programma straordinario per una serata che rimarrà memorabile

30.10.2014 - Simone Di Tommaso



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La stagione sinfonica dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è finalmente iniziata.

Il concerto inaugurale, nei tre classici appuntamenti del sabato, della domenica e del martedì, verrà ricordato per anni negli ambienti musicali romani, dato un programma eccezionale e l'accoglienza ad un interprete di assoluto spessore internazionale.

Tutto esaurito. Così recitava il cartello della prima di sabato pomeriggio, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano: la Santa Cecilia dell'Auditorium di Roma, la più grande sala da concerto d'Europa, non aveva un posto vuoto. E così è stato per le due repliche successive. Un successo senza precedenti, che non si ricordava da tempo. Le polemiche che hanno accompagnato, negli ultimi mesi, il panorama culturale italiano, prima tra tutte la decisione di licenziare in blocco il Coro e l'Orchestra stabile del Teatro dell'Opera, sembrano momentaneamente lontani problemi. Qui, a Santa Cecilia, è la musica, l'arte per eccellenza, a parlare. Il resto rimane fuori.

Antonio Pappano e l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia confermano, ancora una volta se mai ce ne fosse bisogno, quanto già decantato più volte: ad ogni concerto salgono, insieme, un gradino verso l'eccellenza. Sono lontani i momenti in cui si parlava dell'orchestra ceciliana in termini riduttivi. Ora l'intero complesso è lodato internazionalmente e invitato nei migliori palcoscenici del mondo. Come non parlare, poi, dell'imminente tournée in Oriente e della fresca uscita del cd dedicato alle Ouvertures di Rossini? Successi strepitosi già annunciati, ne siamo certi e che racconteremo ai posteri.

Nei tre giorni di inaugurazione, il solista al pianoforte è Evgeny Kissin, un artista che non ha bisogno di presentazioni, dal momento che calca le scene da più di trent'anni. Il suo virtuosismo e l'immensa classe hanno ammaliato persino il più glaciale direttore d'orchestra di tutti i tempi, Herbert von Karajan. La leggenda narra che, al termine del concerto di Capodanno del 1988, dopo l'esecuzione magistrale del Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Tchaikovskij, il direttore aveva le lacrime agli occhi, tanto era impressionato dallo stile di un artista che allora aveva solo sedici anni. L'epiteto con cui lo ringraziava per l'esecuzione diceva tutto: "Genius!". Kissin tale è rimasto. Un genio del pianoforte, un artista che combina passione e precisione, impeto e apparente calma. Inaugurare una stagione sinfonica con artisti di tale calibro non è da tutti. Se poi a Kissin si affianca l'eccezionale qualità della migliore orchestra sinfonica italiana, diretta magistralmente da Antonio Pappano, il risultato è quasi scontato: due ore e mezza di pura passione e melodie trascinanti.

Il primo pezzo in programma è il celebre "Una notte sul monte Calvo" di Musorgskij, ripresa dall'opera lirica "La fiera di Sorocinski". La partitura, che prevede l'aggiunta di una voce solista e del coro, è diversa da quella rivista da Rimskij-Korsakov, presa in prestito da Walt Disney nel film animato "Fantasia". La versione ascoltata di Shebalin cerca di far emergere lo stile del compositore russo, scevro da qualsiasi intervento posticcio successivo. L'interpretazione dell'orchestra e del direttore esaltano, senza dubbio, il carattere scenografico della composizione. Da non sottovalutare, poi, l'ottima prestazione del basso Deyan Vatchov, sempre a suo agio, del Coro e, soprattutto, delle Voci Bianche dell'Accademia.

A seguire, entra in scena il pianoforte con Kissin che esegue, con rara maestria, accompagnato dall'orchestra, il celeberrimo Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninoff. L'attacco del primo movimento, ripreso in tanti film, è da brividi, con il pianoforte che esordisce con drammatici accordi, seguiti a ruota da temi enfatici dell'orchestra. Il pianista e il complesso orchestrale dialogano tra loro con assoluta armonia. Il secondo e il terzo movimento nascondono un clima festoso e trascinante. L'esecuzione data è tecnicamente perfetta, non ci sono dubbi.

Chiamato a più riprese dal pubblico, Kissin ha ringraziato con due bis di puro virtuosismo, il primo dello stesso Rachmaninoff e il secondo dell'amato Chopin.

La seconda parte del concerto è tutta dedicata a Richard Strauss nel 150° anniversario della nascita con l'esecuzione del maestoso poema sinfonico "Eine Alpensinfonie", vero e proprio capolavoro. Creata nei primi mesi del 1915, la sinfonia è sviluppata in unico movimento che si svolge tra un preludio e un postludio speculari. Nel mezzo, emergono le immagini più contrastanti di una passeggiata di 24 ore nel cuore delle Alpi bavaresi. Le dimensioni del lavoro tradiscono una grandiosità smisurata. L'orchestra è composta da un grande numero di elementi, poco più di un centinaio, che usano i più vari strumenti del repertorio classico affiancati a strumenti dal suono onomatopeico e suggestivo. Il risultato è straordinario, con un impatto quasi inenarrabile. Il ritmo è incalzante e suggestivo. Gli episodi evocati con la melodia descrivono, con precisione e con realismo, l'atmosfera alpina. "Notte" è il preludio e il postludio. Al centro, si susseguono scene come "il sorgere del sole, l'ascesa, l'ingresso nella foresta, il cammino lungo il ruscello, presso la cascata, apparizione, su prati fioriti, sui pascoli alpestri, attraverso la boscaglia e le fratte per sentieri impervi, sul ghiacciaio, momenti di pericolo, sulla cima, visione, si alza la nebbia, il sole a poco a poco si oscura, elegia, quiete prima della tempesta, uragano e tempesta, discesa, tramonto, ultime risonanze".

Eseguita a Santa Cecilia per la prima volta nel 1920, con la direzione dell'indimenticato Bernardino Molinari, la sinfonia è stata diretta per ben due volte dal suo autore: Strauss era molto legato all'Accademia e alla sua orchestra. Memorabile, e ancora oggi ricordata, fu la prima direzione del 1924 all'Augusteo. La stampa dell'epoca ne fu entusiasta, il pubblico letteralmente smarrito di fronte a tale bellezza sinfonica.

Ebbene, a distanza di quasi novanta anni, le sensazioni rimangono le stesse, con l'Orchestra che ha straordinariamente interpretato il capolavoro di Strauss.

Da non dimenticare le eccellenti interpretazioni di Andrea Oliva al flauto, di Alessandro Carbonare al clarinetto e di Guglielmo Pellarin al corno: sono solisti che tutto il mondo sinfonico ci invidia. Ottima esecuzione anche del primo violinista Roberto Gonzalez, giovane solo anagraficamente.

Da ultimo, si sottolinea, ancora una volta, la straordinaria direzione di Pappano che conferma, senza mezzi termini, l'inscindibile legame che lo stringe alla sua orchestra. Tutto è perfetto, gli attacchi e le sospensioni. Complimenti Maestro!

 

Concerto di inaugurazione della stagione sinfonica 2014/2015

Martedì 28 ottobre 2014, ore 19.30

Sala Santa Cecilia - Auditorium di Roma Parco della Musica

Orchestra, Coro e Voci Bianche dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Antonio Pappano - direttore

Evgeny Kissin - pianoforte

Deyan Vatchkov - basso

Ciro Visco - maestro del coro

 

Programma:

Modest Mussorgskij - Una notte sul monte Calvo

Sergej Rachmaninoff - Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra op. 18

Richard Strauss - Eine Alpensinfonie (Sinfonia delle Alpi) op. 64

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