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Rivoluzione Guggenheim

25.12.2007 - Silvia Magna



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Nel 1997 Bilbao rinasce.
Dieci anni dopo sfoggia tutta la sua bellezza e la sua componente europea, divenendo una delle città spagnole più aperte agli influssi del resto del continente.
Al centro di grandi problematiche politiche il Pais Basco, ostenta il suo enorme distacco dalle altre città spagnole, mostrando però una grande vena di integrazione europea e una apprezzabile capacità di rinnovarsi e di aprirsi positivamente alla civiltà.
Prescindendo dagli eventi terroristici, che purtroppo sono spesso al centro della cronaca, gli abitanti si dimostrano assolutamente disponibili e consapevoli della loro situazione.

Ormai dieci anni fa, un progetto ha rivoluzionato la città e le ha donato un volto nuovo, assolutamente contemporaneo e sorprendente.
La fondazione Peggy Guggenheim, ha previsto la costruzione di un nuovo polo museale, in base al quale riplasmare gli spazi cittadini facendo convivere l’antico con il moderno, la tradizione con la realtà attuale.
Bilbao divenne così, dopo New York, Berlino, Venezia e Las Vegas, una delle poche città ad avere l’onore di accogliere, non solo le ultime novità in fatto di arte contemporanea, ma soprattutto un elemento architettonico rivoluzionario.

Il progetto realizzato da Frank Gehry fu portato a termine nel 1999, ed è una struttura che toglie il fiato. Il museo e il paesaggio interagiscono e cooperano creando un continuum unico. Il museo non è solo la collezione interna, ma è prima di tutto un’innovazione architettonica, che genera integrazione. Totalmente costruito in titanio, vetro e pietra calcarea è un elemento di comunicazione con il mondo esterno. La città vive intorno a lui, e il polo, basato principalmente sul concetto di trasparenza, non si isola ma piuttosto esterna la bellezza e la capacità espressiva dell’arte che vive al suo interno.
Bilbao si sviluppa intorno alle rive del fiume Nervion, e la trasparenza delle sue acque rispecchia il grigio titanio del museo; inoltre un laghetto artificiale, creato intorno all’enorme struttura e leggermente rialzato rispetto agli argini del fiume, crea dei notevoli giochi di riflessi. Il museo occupa complessivamente 24.000 mq. e per la sua imponenza, quasi mette in secondo piano la collezione che è ben disposta al suo interno. Il contenitore supera il contenuto con giochi di luce, di acqua, fumo e fuoco, partecipando letteralmente alla vita cittadina, come un elemento vivo.

Nei tre piani di esposizione viene messa a disposizione degli utenti una collezione permanente, non solo pittorica, ma anche scultorea; l’opera di Serra è protagonista.
Coinvolge lo spettatore fisicamente, spiazzandolo e facendogli perdere le coordinate spaziali. Una serie di sculture da vivere e da provare, sono solo una piccola parte di ciò che si può vedere. La struttura è molto ben organizzata e con il biglietto di ingresso offre gratuitamente le autoguide, anche in italiano. Il biglietto è valido per un intero giorno con la possibilità di uscire e rientrare, per poter vedere con i tempi desiderati tutte le opere.

La città di Bilbao da Roma è raggiungibile economicamente con Ryanair fino alla vicina Zaragoza, con tariffe a 0,01 centisimi di euro.
Al centro di grandi polemiche, il Peggy Guggenheim, come ogni opera rivoluzionaria che si rispetti, è stato soggetto a pareri differenti: non è percepibile con un’idea intermedia.
O si ama o si odia.
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