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mercoledì 27 maggio 2020

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“Codice 01”, rapporto confidenziale con l’arte contemporanea

31.01.2008 - Luigia Bersani



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Alcuni dei mille volti dell’arte contemporanea vengono esposti fino al 10 febbraio 2008 presso il Chiostro del Bramante. “Un progetto giovane, nuovo”, sostengono i curatori Natalia de Marco e Stefano Elena.
Logo dell’esposizione è un codice a barre colorato, mobile, contorto, “Codice 01”, multidimensionale come il progetto che dietro tale nome si nasconde.
Un codice a barre anomalo che vuole superare l’idea di staticità, di annichilimento di un mondo che troppo spesso si dimentica di lasciar spazio alla fantasia.
È attraverso lo schieramento di dieci artisti che nella Sala delle Capriate si affronta uno studio dettagliato delle forme e dei colori, strumenti attraverso i quali i messaggi degli autori vengono alla luce, seppur tramite un’attenta interpretazione della simbologia di ogni opera.

Tele raffiguranti occhi, chiusi, aperti, scrutatori e dormienti diventano lo specchio di coloro i quali cercano di capire lo sguardo e di chi allo stesso tempo quello sguardo prova a celare.
Personaggi non ben identificati si immergono in un mare violaceo, mare i cui frutti sono simboli che richiamano culture antiche che si incontrano e si allontanano tra il frastagliarsi delle onde. Uomini in plastica giallastra, meglio conosciuti da tutti noi come “Lego”, vengono ritratti, per quanto assurdo, nella loro quotidianità, quasi a voler ricondurre nella realtà di ogni giorno le reminescenze di un’infanzia che nell’immaginaria quotidianità di quei buffi ominidi riponeva tutta la sua fantasia; una fessura aperta sul mondo da cui spia l’occhio di un bambino che bambino non è più.
Arte dal forte impatto visivo provocato proprio dall’esuberanza dei colori accesi, arte che si propone all’osservatore in modo diretto, immediato, ma non è con la stessa immediatezza che tale arte si può comprendere, la chiave di lettura è diversa per ogni autore, per ogni opera e probabilmente per ogni persona che si accinge a cercarla.

Peculiarità della mostra è la possibilità dell’acquisto in loco delle opere, stratagemma economicamente di certo ben pensato, ma che non mira solo al guadagno.
Tramite tale possibilità di compravendita, entrando nella sala espositiva, si crea una sorta di confidenza con le opere, si riducono le distanze che spesso esistono di fronte a pezzi d’arte contemporanea inaccessibili per l’alto prezzo, magari gonfiato a causa dei numerosi passamano che l’opera subisce dal momento in cui nasce al momento in cui viene venduta.
Innovativa, quindi, l’idea alla base dell’esposizione, una mostra “per un nuovo pensare l’arte contemporanea; per rivoluzionare l’idea di collezionare l’arte; per l’arte”

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