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giovedì 24 settembre 2020

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M'P commenta: Papa, Sapienza, laicità/4

20.01.2008 - Redazione



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Contestare l'oscurantismo, non la presenza del Papa - di Dario Pasquini
Ecco uno dei pregi del dialogo: leggendo l'articolo di Ezio Mauro su Repubblica e alcuni dei vostri interventi ho riflettuto.
All'inizio ero contrario alla visita del Papa perché mi sembrava inopportuno mettere in cattedra (cioè attribuire un'idoneità di "docenza", modello di apprendimento) chi rifiuta alcuni postulati fondamentali della scienza. Mi dispiace che sui giornali, e in praticamente tutti gli interventi qui, ci sia una propensione manichea a vedere la questione alla maniera di vergini violate che si stracciano le vesti per la libertà calpestata, soprattutto in un Paese dove la laicità viene calpestata quotidianamente senza che spesso nessuno lanci un gridolino. Il problema deve secondo me essere visto nel suo contesto e nella sua complessità: è opportuno che venga invitato un uomo di fede a parlare all'inaugurazione dell'Università? Succede di solito? In che veste, in che modo il Papa sarebbe intervenuto?
Mi sono informato: succede spesso che uomini di fede vengano invitati a inaugurare l'anno accademico delle università. Possono farlo sia attraverso una lectio magistralis (io non sarei d'accordo in questo caso che a un uomo di fede sia attribuita la funzione di "docente", che è qualcosa di estremamente serio) sia attraverso un discorso inaugurale. In questo ultimo caso io non vedo per cui il Papa non sarebbe dovuto intervenire, e probabilmente si sarebbe potuto instaurare un dibattito critico immagino molto proficuo, nonostante quel che ho scritto in maniera provocatoria sulla sostanziale diversità "invalicabile" fra fede e ragione. Da rispettare e, dal mio punto di vista, da sostenere, sarebbero state dimostrazioni di protesta degli studenti, non contro la presenza del Papa, ma contro ciò che egli rappresenta, in termini di oscurantismo culturale. Manifestare le proprie idee, anche in maniera plateale contro persone che hanno il potere di apparire ogni giorno sui telegiornali, è un diritto fondamentale di tutti, se non lede la libertà delle altre persone.

Dov'è l'oscurantismo? - di Lorenzo Biondi
Caro Dario, torniamo ad uno dei punti di partenza. Dov’è il contrasto tra l’essere «docente» (una cosa «estremamente seria») e l’essere un «uomo di fede»? La laicità così intesa non è allora libertà per tutte le fedi di parlare (e libertà per noi di non ascoltare), ma che chi ha fede non parli. La docenza è libera solo per chi insegna determinati contenuti?
Oscurantismo culturale? Rifiuto dei postulati fondamentali della scienza? Non sarà certo un papa «progressista», ma il richiamo del Ratzinger professore e teologo all’uso costante e critico della ragione mi sembra tutt’altro che oscurantista.
Se qui qualcuno si è «stracciato le vesti», poi, mi pare siano stati i manifestanti; non certo il Vaticano, che mi pare abbia tenuto un comportamento più che sobrio.

Basta ingerenze della Chiesa - di Giuliana Caprioglio
Il papa può essere contestato come qualsiasi altro personaggio pubblico. La libertà d'espressione appartiene anche chi è contrario. Cosa diversa sarebbe stata se fosse stato invitato ad un dibattito. I professori che hanno contestato la sua presenza (trovando il consenso di più di mille colleghi e di metà dell'Accademia dei Lincei) hanno affermato l'inopportunità della sua presenza in un'occasione ben precisa: l'apertura dell'anno accademico. Paolo VI e Giovanni Paolo II furono ospiti della Sapienza, ma in altre occasioni. Per quanto mi riguarda poi sono sinceramente stufa di ascoltare le opinioni del papa e co. come se non sapessimo già cosa pensa. Non c'è occasione in cui non si intrometta nella vita del nostro paese: dico, ricerca scientifica, staminali... La Chiesa esprime quotidianamente le sue idee, condizionando la vita dei cittadini italiani (cattolici e NON), se fosse per lei non dovremmo avere neanche il divorzio e se davvero avesse a cuore le questioni importanti invece di ritirare fuori l'aborto si batterebbe contro la pena di morte e per altre nobili cause.

 

Una conclusione - di Lorenzo Biondi
Prendo ancora la parola solo per concludere. Il tema affrontato è caldo, e la discussione ha acceso gli animi nella nostra redazione. Trovare una soluzione probabilmente è impossibile. Discutere è necessario, e noi continueremo a farlo.

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