Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


venerdì 14 agosto 2020

  • MP News
  • Mondo

Recensione Libro: "Antigua, vita mia"

18.02.2008 - Cristina Petrachi



POPOLI- Cambiamenti climatici e immigrazione: cosa li lega?

Ecco perché i fenomeni migratori vengono causati sempre più da cambiamenti climatici che da guerre
Leggi l'articolo

MEDITERRANEO - Tunisia: un "Leone" come nuovo premier.

Chi è il nuovo Premier tunisino? Ce lo spiega Francesco Mangiola per MpNews
Leggi l'articolo

LATINAMERICANA - Rassegna Stampa

Nuovo appuntamento con la selezione delle notizie più importanti dal Sud America
Leggi l'articolo

EVENTI - Premio di ricerca “Scoprendo l’Azerbaigian”

Epoké Edizioni, in collaborazione con l’Associazione Italia-Azerbaigian, ha indetto il Premio di ricerca...
Leggi l'articolo

RECENSIONE LIBRO: ANTIGUA, VITA MIA
Titolo: Antigua, vita mia
Autore: Marcela Serrano
Editore: Feltrinelli
Pagine: 286
Prezzo: Euro 7,50


Ad essere protagoniste del romanzo della Serrano sono, ancora una volta, due donne, Violeta e Josefa.
L’autrice cilena, infatti, non si discosta da quel filone narrativo del tutto particolare che ormai padroneggia perfettamente e con delicata maestria, non si discosta, insomma, da quella narrazione femminile e al femminile, scritta da una donna, che riguarda delle donne e che forse, ad uno sguardo superficiale, si rivolge esclusivamente a delle donne; una narrativa che l’ha resa, nel giro di quindici anni, una delle più apprezzate scrittici contemporanee.
Sempre presente, quì come nelle altre opere, è una terza protagonista, la sua terra natale, quel Cile che con il suo passato buio e violento, è la terza “donna” del racconto costretta a portarsi addosso delle ferite difficilmente rimarginabili ma che, nonostante la sua triste Storia, sembra essersi incamminata lungo un sentiero più luminoso. Un paese amato e al contempo odiato dalla Serrano, così come da tanti altri autori cileni, e che suscita inevitabilmente in coloro che sono stati costretti a partire quella “nostalgia delle terre ferite e presentite” sentita anche dalle due protagoniste “serranesi”.
La storia, in breve, è quella di due amiche legate sin dall’infanzia e che a causa di scelte sbagliate, a causa di una Storia madre e matrigna che influenza e condiziona la loro vita, a causa del destino, del fato o in qualunque modo la si voglia chiamare quell’essenza intangibile e incommensurabile, si ritrovano a dover affrontare un presente difficile e apparentemente senza speranza. È la storia di un’amicizia, vera e profonda, che affronta le avversità e che sembra durare più di qualsiasi altro amore. Un ritratto ben strutturato ed estremamente delicato di un sentimento che attraversa gli anni, si rafforza e smentisce quel tacito ma diffuso luogo comune che vuole che l’amicizia tra donne sia più debole, meno sincera e meno leale di quella maschile. Dopo essersi apparentemente perse, le due donne si ritrovano ad Antigua, splendida città guatemalteca perché splendidamente sussurrata più che descritta, e che, presentandosi come un paradiso perduto libero dai condizionamenti della quotidianità da cui sembrava non esserci più scampo permetterà ad una di loro di riscoprire il passato e le proprie origini e ad entrambe l’amicizia e la speranza per il futuro. Antigua rappresenta il punto di ritrovo di sé stesse e della propria amicizia e, nonostante l’attaccamento della Serrano nei confronti del proprio paese, questa piccola e graziosa città del Guatemala va a supplire alla perdita di un altro luogo paradisiaco, questa volta cileno, la “casa del mulino” nel sud del paese, il “non luogo”, come lo chiama Violeta, “quello spazio per la solidarietà che si forma nella mente per il desiderio di non perdere i sogni” ma che, per colpa delle persone e dei ricordi che non permettono di cancellare quanto di brutto c’è stato nella propria vita passata, da luogo in cui rifugiarsi e rigenerarsi si trasforma a poco a poco nella summa di tutto ciò che è andato male e di tutto ciò che non sarebbe più dovuto accadere.
“Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e di disamori. (…) Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane; è la somma del non detto (…). Una donna è la storia del suo paese, della sua gente. Ed è la storia delle sue radici.”
Probabilmente il più bel libro della Serrano. Un libro che va sicuramente letto e gioiosamente regalato a chi ha la sensibilità per poter apprezzare le più intime, delicate e al contempo più dure sfumature dell’anima femminile.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.