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giovedì 01 ottobre 2020

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La guerra dei mercenari

Gli Stati Uniti si affidano sempre più a compagnie private per condurre operazioni di guerra

27.10.2008 - Alessandro Ricci



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Rinascono i mercenari. Dagli eserciti di massa, introdotti con le riforme di Napoleone nel grande scenario delle guerre post-rivoluzionarie, passando per le due guerre mondiali e "totali" - che, secondo le parole di Carl Schmitt, sono quelle che superano la distinzione tra combattenti e non-combattenti - si sta tornando ad eserciti di specialisti, che offrono servizi più rapidi ed efficienti. Gli Stati, insomma, sempre più si affidano a compagnie private per fare guerra.

 

Il tema è stato abbondantemente trattato dal brillante libro di Salvatore Santangelo, Le lance spezzate (ed. Nuove idee, 2007). L'esigenza di una specializzazione e di una professionalità non sempre riscontrabili negli eserciti regolari ha fatto sì che gli Stati Uniti impegnassero sempre più soldati privati in teatri di crisi importanti. Alcuni tra i migliori specialisti di intelligence e agenti dell'esercito sono stati arruolati in gran numero dalle compagnie private, anche dietro l'offerta di più vantaggiose condizioni economiche. Vengono chiamate Pmc (Private Military Company) e stanno avendo un ruolo fondamentale in Iraq e in Afghanistan, ma agiscono anche, come in Africa, in quei Paesi ricchi di risorse naturali in cui sono stanziate compagnie americane. Si parla di percentuali di soldati "privati" altissime: il Washington Post stima che ci siano almeno 20mila soldati di compagnie private impegnati in Iraq, ma il numero effettivo potrebbe essere in realtà di 50mila.

 

La più importante delle Pmc è la Blackwater, una compagnia nata solo nel 1997 e che oggi ha appalti statali per 750 milioni di dollari. La protezione degli ambasciatori e delle personalità americane in Iraq è affidata alla Blackwater e lo stesso Petraeus, comandante delle truppe Usa in Iraq, ha riconosciuto l'importanza della presenza dei privati nella lotta agli insorti in Iraq.

 

Il fondatore della Blackwater è Erich Prince, un ex agente delle Seal (le forze speciali della Marina americana impegnate in conflitti non-convenzionali) che ha ereditato dalla famiglia una ricca fortuna. La sua intuizione è stata previdente e lungimirante, basata su un semplice calcolo efficientistico: a chi affideresti un pacco importante? Alle poste nazionali o a corrieri privati? Prince non ha dubbi in merito: ai secondi, più veloci e puntuali, anche se più costosi. E ha trasposto lo stesso discorso nel contesto della guerra. I risultati gli hanno dato ragione: la Blackwater è presente in nove paesi e ha il più importante centro d'addestramento privato, in North Carolina, oltre ad un campo nella giungla delle Filippine. L'ex incursore della Marina dice in tono orgoglioso: "dall'inizio dell'anno [2007] abbiamo fatto 1873 servizi di scorta fuori dalla green zone di Bagdad e solo 56 volte, meno del tre per cento dei casi, è stato aperto il fuoco". Ma nonostante le affermazioni di fiducia da parte del fondatore, e la stima riposta nella professionalità degli agenti privati, non sono mancate le polemiche e le accuse di uccisioni inutili, soprattutto in Iraq. Lo scorso anno infatti furono uccise a Bagdad 17 persone, tra cui 14 civili iracheni. Il fatto scatenò un polverone di critiche sulla metodologia tattica applicata nei teatri di crisi e portò il Congresso ad avviare inchieste e procedure di controllo. Alla fine fu sancita l'immunità per gli agenti della compagnia privata, con l'irritazione di membri del Senato che avevano parlato di scarsa credibilità dell'amministrazione guidata da Bush.

 

C'è chi già pensa di affidare alle compagnie private le operazioni di pace, anche per conto delle Nazioni Unite. È una delle questioni affrontate dal politologo Alvin Toffler che, in War and Anti-war (Little, Brown and Company, 1993), parla di vere e proprie "società di pace", superando in qualche modo un approccio politicamente corretto sulla guerra.

 

I motivi della fiducia nelle compagnie private sono molteplici: le guerre attuali si basano molto sulla rapidità d'azione e la Blackwater offre, tra le altre cose, massima velocità e segretezza. Come le compagnie private di spedizioni. Il proliferare delle Pmc sembra riportare la guerra nelle mani dei mercenari, uomini pagati per combattere. Killer di professione, per conto di Stati. Come nota Santangelo, sono civili, perciò "indipendenti dalle rigide e gerarchiche catene di comando". Quindi più efficaci in determinati contesti, perché liberi di agire in un teatro internazionale che non ha ancora precise regole in merito. Gli "effetti collaterali" di simile libertà non regolamentata, però, si contano in termini di vittime innocenti.

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