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Dall’economia all’ambiente: Le politiche dei due candidati in pillole

02.11.2008 - Luca Paccusse



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www.flickr.com/photos/perke/2942757050
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L'America di John McCain sarà diversa da quella di Barack Obama. Proviamo a vedere quali sono le idee e i programmi dei due candidati alla presidenza degli Stati Uniti sui punti di maggior interesse.

 

ECONOMIA - La sfida del 4 novembre si gioca ormai su questo punto data la situazione di crisi che sta attraversando il sistema economico americano ed internazionale. Una congiunzione che potrebbe favorire il candidato democratico visto l'arrancamento sul tema da parte di McCain.

Dal punto di vista della politica economica, la priorità per i due candidati che aspirano alla presidenza è controllare la spesa pubblica e ridurre le tasse, soprattutto alla classe media. La ricetta di Obama prevede di alzare le tasse solo a chi guadagna più di 250mila dollari all'anno (il 5% su scala nazionale) mentre per tutti gli altri, che sono la maggioranza del paese, l'intenzione è di abbassare le imposte. McCain si propone di ridurre le tasse a tutti ma con alcune differenze. Sull'onda degli sgravi fiscali operati da Bush, il candidato repubblicano ridurrebbe di oltre 23mila dollari le tasse a coloro che guadagnano più di 250mila dollari. Altri tagli significativi interesserebbero chi guadagna da 112mila a 250mila dollari (20% della popolazione). Tutti gli altri sarebbero interessati a tagli minori rispetto al piano di Obama. Insomma, a beneficiare maggiormente del piano McCain sarebbero gli americani più ricchi. Ad un'attenta analisi quindi, il candidato democratico dovrebbe trovare maggiori consensi presso working class, che negli ultimi anni ha appoggiato più frequentemente il partito dell'elefantino.

SANITA' - Obama ha definito l'assistenza sanitaria un diritto. McCain l'ha invece definita una responsabilità. Uno dei cavalli di battaglia dei democratici è la riforma del sistema sanitario con l'allargamento della copertura sanitaria ad ampie fasce della popolazione statunitense, rendendo obbligatoria quella per i bambini. Nonostante le ovvie differenze fra i programmi nessuno si sposterebbe comunque dall'insistenza sulle assicurazioni private. Fra le priorità del candidato democratico, un intervento costruito sull'attuale sistema di assicurazione fornito dai datori di lavoro: tutti, eccetto le piccole imprese, saranno infatti obbligati a offrire un'assicurazione sanitaria o a contribuire al costo della copertura. McCain offrirebbe invece una "tax deduction", uno sconto tributario di 5.000 dollari a famiglia o 2.500 per individui con cui acquistare l'assicurazione medica privata. I soldi risparmiati dalle tasse però non sarebbero sufficienti per un'assicurazione dato che ci vogliono 12.000 dollari per un'assicurazione privata per famiglia e 4.500 per un individuo. E naturalmente non tutti i 47 milioni di americani senza assicurazione potrebbero fare uso dello sconto tributario dato che guadagnano troppo poco. L'altro svantaggio del piano di McCain consiste dal fatto che coloro che attualmente ricevono l'assicurazione dai loro datori di lavoro dovrebbero pagare le tasse su questo beneficio mentre fino ad adesso ne sono esenti. Secondo uno studio del Commonwealth Fund il piano di Obama per riformare il sistema sanitario arriverà a coprire in 10 anni 34 milioni di americani attualmente non assicurati (rispetto ai 48 milioni attualmente senza assistenza sanitaria) mentre quello del suo rivale salverà dalla mancanza di assistenza sanitaria solamente due milioni di persone, nello stesso periodo.

MONDO - Partiamo dalle aree più calde: Iraq e Afghanistan. Obama, che si è sempre detto contrario all'intervento in Iraq, punta ad un ritiro graduale delle truppe nel giro di due anni. Il suo obiettivo è intensificare l'azione di lotta al terrorismo in Afghanistan e in Pakistan. McCain vuole invece mantenere a pieno regime sia lo sforzo in Afghanistan che in Iraq, a costo di rimanervi per anni e di inviare nuove truppe. Sull'Iran i due candidati sono fermi nel ribadire la loro contrarietà al programma nucleare di Teheran. L'ex veterano del Vietnam vuole più sanzioni e non esclude una soluzione militare contro il regime degli ayatollah, il senatore di Chicago invece sarebbe più favorevole al dialogo. Per quanto riguarda la questione mediorientale, sia Obama che McCain sostengono la formula "due popoli, due stati", a patto che Hamas e alcuni paesi arabi mutino i loro rapporti con Israele. Con la Russia i rapporti continueranno ad essere tesi, almeno finché al Cremlino siederanno Putin e Medvedev e la politica americana di espansione della NATO ad Est non muterà. Sarà scontato, ma forse possiamo attenderci un'attenzione particolare all'Africa nel caso in cui dovesse vincere Obama, mentre per quanto riguarda l'America Latina, il nuovo presidente dovrà impegnarsi a ristabilire l'influenza statunitense nel continente e a ricucire i rapporti con vari paesi. Con McCain le cose non cambieranno, con Obama si apre qualche spiraglio.

COMMERCIO INTERNAZIONALE - Il punto di vista dei repubblicani è di non cambiare le cose. Quello di Obama invece è di modificare vari aspetti della politica commerciale statunitense a partire dal Nafta (l'accordo nordamericano di libero scambio tra Usa, Canada e Messico). Per incrementare l'occupazione interna il senatore afroamericano vuole sopprimere le agevolazioni fiscali alle società che delocalizzano i posti di lavoro sostenendo invece le compagnie che favoriscono la creazione di occupazione negli Usa.

AMBIENTE ED ENERGIA - "Non è solo un problema di indipendenza energetica - ha detto Obama - è anche un problema di sicurezza nazionale e di occupazione. Possiamo creare 5 milioni di posti di lavoro nel settore dell'energia pulita". La ricetta del candidato democratico è quindi quella si puntare soprattutto su fonti rinnovabili come l'eolico e il solare. Più favorevole al nucleare McCain la cui idea è di aumentare il numero di reattori con l'obiettivo di arrivare a cento nuove centrali. Entrambi i candidati sono dunque convinti che per gli Usa è necessario liberarsi dalla dipendenza dal petrolio straniero. Un tema collegato a quello dell'ambiente: McCain promette l'impegno degli Usa in programmi di riduzione dei gas serra se Cina e India aderissero e Obama vuole un taglio delle emissioni di gas serra americani dell'80% entro il 2050 e un ruolo guida degli Usa nella lotta al cambiamento climatico.

TEMI ETICI - In una campagna elettorale in cui i temi riguardanti l'etica che tanto avevano favorito Bush (soprattutto tra gli evangelici) hanno contato meno, vale la pena ricordare che l'aspirante repubblicana alla vicepresidenza, Sarah Palin si è mostrata ferma oppositrice nei confronti dell'aborto e strenua sostenitrice della famiglia tradizionale. McCain vuole rivedere la sentenza della Corte costituzionale del 1973 che legalizza l'aborto, anche se in passato l'aveva appoggiata, mentre Obama sostiene il diritto di scelta delle donne. Da registrare poi che il candidato democratico, contrariamente agli anni scorsi, ha catalizzato il sostegno di molti gruppi religiosi. In ogni caso sembra che i temi come l'aborto e i matrimoni gay interessino meno l'elettorato statunitense preoccupato dalla crisi economica. E questo non potrà che favorire Obama.

 

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