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martedì 26 maggio 2020

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“Yes we can” L’America ha scelto Obama

Trionfo schiacciante per i democratici alle elezioni presidenziali

05.11.2008 - Luca Paccusse



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www.flickr.com/photos/barackobamadotcom/3008251579
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Gli Stati Uniti hanno votato il loro 44esimo presidente e per la prima volta nella storia è un nero: Barack Obama, che ha saputo interpretare la domanda di cambiamento e l'ha "contagiata" letteralmente alla maggioranza del Paese, andando a guadagnarsi consensi in stati decisivi come la Florida e l'Ohio e portando un affluenza record alle urne.

E' stata una valanga quella che ha portato alla vittoria dei democratici. Diamo un'occhiata ai numeri (non ancora definitivi dato che mancano i risultati di quattro stati): il nuovo presidente ha potuto contare sul voto di 338 delegati (la soglia minima per la vittoria era 270) contro i 155 conquistati dal candidato repubblicano, John McCain, che riconoscendo la sconfitta ha ammesso che Obama "ha raggiunto un grandioso risultato" per se stesso e per il Paese. E il voto popolare da' ragione all'esito finale. Obama 52%, McCain 47%. Una vittoria anche al Senato, dove il partito dell'asinello ha rafforzato la maggioranza sui repubblicani portando i seggi "blu" a 56 contro 40.

Il successo di Obama è stato travolgente dall'Est all'Ovest. Stati tradizionalmente democratici come New York, California, Pennsylvania, Massachusetts hanno premiato a dovere il candidato democratico e stati che solitamente votavano per i repubblicani si sono schierati col senatore afroamericano. In particolare la Florida e l'Ohio, spesso ago della bilancia nelle competizioni elettorali. L'Indiana è tutt'ora in bilico, anche se Obama è di un soffio avanti rispetto a McCain. Poco importa ormai, il risultato è palese e non saranno certo 45 delegati (quelli del Missouri, del Montana, del North Carolina e dell'Indiana appunto) a cambiare la storia.

Stanotte, mentre il mondo aveva cominciato a festeggiare l'elezione di Obama e iniziavano ad arrivare i primi commenti e gli auguri da parte dei leader mondiali, il neo eletto ha parlato a centinaia di sostenitori nel Grant Park a Chicago ringraziandoli per il loro appoggio e spiegando che la forza dell'America non è la sua potenza militare ma la capacità di creare "democrazia, libertà e opportunità". Puntando poi l'accento sui temi caldi della sua campagna elettorale, la speranza e il cambiamento: "Questa vittoria non è il cambiamento ma la possibilità del cambiamento e se c'è ancora qualcuno che dubita che l'America sia un posto dove ogni cosa è possibile, dove si può realizzare il sogno dei nostri padri e dimostrare il potere della democrazia, questa notte la risposta è arrivata. L'hanno data le donne e gli uomini che sono stati in coda per ore per poter votare".

I primi obbiettivi del nuovo presidente americano? Dopo aver unito la nazione, bisogna superare la crisi economica e poi è sempre aperta la lotta al terrorismo. Quelli che Obama, stasera quando è salito sul palco ha definito "i peggiori pericoli della nostra storia".

 

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