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domenica 05 luglio 2020

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Privacy: una parola soprattutto greca?

La Grecia blocca Street View in attesa di rassicurazioni sulla tutela della privacy

18.05.2009 - Cristina Petrachi



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Controsensi e controtendenze di questo tanto articolato e perverso mondo occidentale. Programmi televisivi modello "Grande Fratello" spopolano sugli schermi, e ogni giorno ne nascono di simili. L'opportunità di divenire famosi, di andare in televisione ed essere visti dal mondo offre la scusa alla vanità e all'esibizionismo, allo sfoggio di sé ad ogni costo. Per non parlare di internet, dove in rete finiscono strip in webcam o più semplicemente blog con foto, video e pensieri personali. Eppure, accanto a questa vetrina dove tutti vogliono esibirsi, cresce il bisogno di sicurezza, di tutela, di privacy. Essere spiati sì, ma solo fin quanto lo si desidera.

Nei giorni passati è stata diffusa la notizia secondo la quale la Grecia ha impedito a Google, società americana famosa in tutto il mondo per il celebre motore di ricerca e le altre sue numerosissime applicazioni software sviluppate, di procedere alla realizzazione della mappatura per il suo programma Street View.

Il celebre programma permette una vista a 360 gradi delle vie e delle strade dei centri più importanti del globo. In pratica funziona così: una vettura armata di attrezzatura di ripresa video all'avanguardia gira per le strade, fotografando alla perfezione ogni dettaglio e interpolando ogni immagine con le altre, in modo da offrire all'utente software, in un momento successivo, un'esperienza del luogo talmente dettagliata che sembra di esserci davvero. Vengono riprese strade, parchi, abitazioni, negozi, autoveicoli e persone.

Incredibile vedere il marciapiede sotto casa guardando nel monitor anziché dalla finestra. Miracoli dell'era tecnologica. Eppure già dalla sua prima uscita, avvenuta negli Usa nel 2007, Street View ha diviso il mondo tra fan e scettici, questi ultimi rimasti sbalorditi di come il software ledesse il diritto alla privacy di chi fosse stato fotografato. Già, perché il caso vuole che tra i milioni di persone fotografate in giro per le strade della loro città, siano finite le immagini di ignari individui che facevano ingresso in un sexy-shop, piuttosto di altri abbandonati ai postumi di troppe bevute, all'uscita di un pub. In più le opportunità offerte dal programma possono rivelarsi delle vere e proprie armi illecite, come nel caso degli svaligiatori, che stando comodamente seduti in casa loro possono pianificare con accuratezza furti e rapine ai danni di ignari proprietari di ville ed appartamenti.

Insomma più di qualcuno ha storto il naso dinnanzi al rivoluzionario software, ma in generale molti paesi hanno finito per accettare le condizioni di Google, che ufficialmente si è sempre detto disponibile a venire incontro alle richieste delle varie autorità, e che ha già attivo Street View in oltre 100 città in tutto il mondo. Eppure in Grecia, la DPA (Data Protection Authority) ha bloccato il progetto Street View nonostante le rassicurazioni di Google sull'oscuramento dei volti e delle targhe di persone e automobili riprese. Prima di concedere l'autorizzazione, la DPA si è detta interessata a ricevere chiarimenti sul modo in cui Google è intenzionato a raccogliere e modificare le immagini originali, e anche su come i cittadini verranno informati del fatto che le automobili con le videocamere saranno usate per scattare foto. Non può essere infatti considerata adeguata e sufficiente, ai fini dell'informazione ai cittadini, la semplice "etichettatura" dell'auto con marchi di vario genere. Questa è un'ulteriore dimostrazione di quanto la patria dei filosofi sia attenta rispetto alla tutela della privacy, visto anche il recente analogo intervento nei confronti di un sito web greco, kapuo.gr che stava approntando un servizio di mappe simile a quello di Google.

 

Elaine Filadelfo, portavoce della società americana, ha precisato che Google tiene seriamente in considerazione l'aspetto della privacy, e che sarà ben lieta di offrire alle autorità le precisazioni richieste. Ha poi aggiunto che l'ingresso di Street View in Grecia promuoverà e sosterrà il turismo, offrendo agli utenti greci e del resto del mondo l'opportunità di vivere un tour virtuale delle maggiori attrazioni turistiche del paese.

Nel frattempo, "privacy" sembra soprattutto una parola greca.

 

 

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