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martedì 26 maggio 2020

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Sen. Emma Bonino: “La giustizia è uno strumento indispensabile alla pace”

La Corte Penale Internazionale è sotto attacco per il caso al Bashir, ma rimane baluardo di giustizia internazionale

02.08.2009 - Mauro Annarumma



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Il 17 luglio si è tenuta, nella sede di No Peace Without Justice a Roma, una tavola rotonda sulla Giustizia Penale Internazionale, alla quale ha assistito anche Italians for Darfur.
L'incontro, organizzato in occasione dell'anniversario dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, adottato il 17 luglio 1998 ed entrato in vigore il 1 luglio 2002, ha riunito alcuni tra i massimi esponenti politici, giuridici ed accademici sulla giustizia penale internazionale, che hanno discusso in particolare del caso Darfur, per le cui stragi è stato emesso un mandato di arresto internazionale a carico del Presidente sudanese al-Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità.

Presenti, tra i tanti, l'On. Silvana Arbia, Cancelliere Capo della Corte Penale Internazionale, la Sen. Emma Bonino, vice Presidente del Senato, e Flavia Lattanzi, Giudice del Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia.
Il 4 luglio, l'Unione Africana, che comprende ben trenta firmatari dello statuto di Roma del 1998,  ha dichiarato di non voler cooperare con la richiesta di arresto per il Presidente del Sudan al-Bashir emessa dalla Corte Penale Internazionale all'inizio del marzo scorso.

L'On. Arbia ha sottolineato che "se le decisioni della Corte non sono eseguite, si mette a repentaglio la validità delle autorità della Corte" (tre giudici). "Anche il rinvio di un anno", chiesto dalla Unione Africana, " è un problema ".
La Corte, attiva da 7 anni, considera oggi quattro situazioni: Uganda (nessun mandato di arresto eseguito), Sudan  (nessun mandato di arresto eseguito) Congo e Repubblica Centrafricana, in cui i mandati di arresto sono stati invece eseguiti.
"Gli Stati cooperano poco, per mancanza di strumenti giuridici- ha detto il Giudice Flavia Lattanzi,-Spero che in Uganda Bashir non ci vada, perchè se ci va è un grosso problema,  l'Uganda è un Paese che sta collaborando con la CPI".
In merito all'approvazione del comunicato ufficale dell' Unione Africana Emma Bonino svela alcuni retroscena: "Al Bashir ha fatto campagna straordinaria tra i Paesi dell'Unione Africana. [..] La prima riunione in realtà dedicata a questa ha visto il Sudan piuttosto isolato, ma ne è stata fatta una campagna mediatica opposta, in sostegno della posizione di Bashir. La seconda, al contrario, è stata più tiepida, ma le campagne politiche funzionano". Ha continuato: "Il punto nodale è che se il Consiglio di Sicurezza si assume la responsabilità di rinvio di un anno del mandato di arresto a Bashir, deve essere fatto con criteri espliciti, verificabili, monitorizzabili" e, sottolineando come sia la stessa istituzione della Corte Penale Internazionale ad essere oggi sotto attacco, mentre, anche in Sudan, si cerca di affermare che la giustizia sia antitetica alla pace, conclude "La giustizia internazionale è propedeutica alla pace".

 

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