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lunedì 06 luglio 2020

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Mare per la Slovenia, Croazia più vicina all’entrata nell’Ue

Accordo tra le due repubbliche ex jugoslave: Lubiana avrà accesso diretto alle acque internazionali e non porrà il veto all’ingresso di Zagabria nell’Unione

20.09.2009 - Luca Paccusse



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Un accordo raggiunto a sorpresa tra Slovenia e Croazia potrebbe aprire le porte dell'Unione europea a Zagabria. Si tratta di una disputa relativa ai confini marittimi che ha visto opporsi fino ad oggi le due repubbliche balcaniche. La Slovenia, date le piccole dimensioni delle sue acque territoriali non ha accesso diretto a quelle internazionali. Le navi slovene prima di entrarvi devono infatti attraversare un tratto di mare della Croazia o dell'Italia, provocando un rallentamento per i traffici commerciali sloveni. Il contenzioso tra i due paesi non si limita solo al mare, ma anche ad una striscia di territorio compreso tra le due repubbliche. La richiesta della Slovenia è stata sempre quella di spostare di un chilometro e mezzo la linea di confine che attraversa il golfo di Pirano (l'area contesa) in modo da garantire a Lubiana un accesso diretto, e sovrano, al mare. In teoria potrebbe sembrare una semplice disputa tra due paesi, ma il discorso si fa più ampio perché interessa anche il futuro dell'Unione europea. Infatti, in mancanza di un accordo sui confini a suo favore, la Slovenia ha ripetutamente bloccato a suon di veti l'adesione della Croazia nell'Ue, prevista per il 2012.

La svolta si è registrata lo scorso 11 settembre, con l'incontro tra il premier sloveno Borut Pahor e quello croato, Jadranka Kosor. Il primo ha annunciato che non porrà più il veto all'adesione della Croazia all'Unione europea, mentre la Kosor ha dichiarato non validi, al fine della soluzione del contenzioso confinario, tutti i documenti prodotti dopo il 25 giugno 1991, data di proclamazione dell'indipendenza dei due Paesi. La questione dei confini marittimi tra i due paesi verrà risolta con un arbitrato da un gruppo di esperti internazionali che si occuperanno di tracciare un corridoio che permetterà alla Slovenia di accedere direttamente in acque internazionali senza dover passare in territorio croato.

I problemi tra i due paesi non si fermano comunque alle questioni territoriali. In ballo ci sono altri due temi che si trascinano dall'indipendenza dei due Paesi: lo stoccaggio delle scorie radioattive della centrale nucleare di Krsko situata in territorio sloveno ma co-posseduta dai due Stati e il debito della ex Ljubljanska Banka nei confronti dei risparmiatori croati. In ogni caso, l'ostacolo principale (quello legato ai confini marittimi) sembra esser stato rimosso.

Il risultato raggiunto in questi giorni è stato propiziato dai migliori rapporti tra Pahor e Kosor che a luglio ha sostituito Ivo Sanader, che si era dimostrato molto più inflessibile riguardo alle richieste territoriali slovene. A rendere più morbida la linea croata non è stato solo il cambio di governo, ma ha giocato un ruolo fondamentale la pesante crisi economica che sta attraversando il Paese e che ha reso necessaria un'accelerazione dei negoziati per entrare nell'Ue possibilmente entro il 2012.
Insomma, una svolta a sorpresa che accontenta entrambe le repubbliche ex jugoslave: la Slovenia ritroverà l'accesso diretto alle acque internazionali, la Croazia potrà invece portare avanti il processo di avvicinamento all'Unione europea senza l'opposizione di Lubiana.

 

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