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domenica 05 aprile 2020

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L’Onu: Israele e Palestinesi indaghino su “Piombo Fuso”

Il Segretario Generale Onu, Ban, chiede a israeliani e palestinesi di indagare su possibili crimini di guerra condotti durante l’operazione “Piombo Fuso” così come ipotizzati dal Rapporto Goldstone.

18.10.2009 - Cristina Petrachi



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Meno di un anno fa l'esercito israeliano iniziava l'Operazione "Piombo fuso", 22 giorni di ininterrotti bombardamenti su Gaza con l'obiettivo di distruggere Hamas.
A distanza di dieci mesi, arriva la condanna del Consiglio Onu sui Diritti Umani nei confronti delle azioni israeliane nei territori palestinesi occupati e la richiesta ad entrambe le parti di implementare le raccomandazioni  contenute nel report della Commissione d'inchiesta istituita dall'Onu e diretta dal giudice Richard Goldstone. Con 11 paesi astenuti e 6 che hanno votato contro, il Consiglio, composto da 25 paesi, ha dunque adottato la risoluzione che avvalla il controverso Rapporto Goldestone

In particolare nel rapporto viene presentata la possibilità che entrambe le parti si siano rese responsabili di crimini di guerra e proprio per questo il Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha chiesto a israeliani e palestinesi di aprire indagini credibili e indipendenti  che facciano chiarezza su quanto riportato proprio nel rapporto Goldstone.

Nello specifico Goldestone e il suo team sottolineano che, nonostante il Governo Israeliano abbia cercato di descrivere l'operazione come un atto legittimato dal diritto all'autodifesa, il piano israeliano su cui si è basata "Piombo Fuso" sarebbe stato, in realtà, diretto contro la popolazione di Gaza.
Così la distruzione dei depositi di viveri, del sistema idrico e di case private sarebbero state il frutto di una politica sistematica e diretta dell'esercito israeliano e non effetti collaterali di operazioni belliche. Come a dire che l'esercito israeliano avrebbe intenzionalmente bombardato abitazioni private e obiettivi civili con l'obiettivo manifesto di colpire la popolazione palestinese più che Hamas.

Il Rapporto Goldestone condanna anche il continuo lancio di razzi da parte di Hamas verso le colonie israeliane che, a partire dall'aprile del 2001, hanno costantemente terrorizzato la popolazione israeliane di quegli insediamenti.

Ma non c'è dubbio che il Rapporto si focalizzi in particolar modo sulle violazioni del diritto internazionale, umanitario e anche di alcune risoluzioni dell'Onu da parte di Israele.
In particolar modo a finire al centro dell'attenzione è stata la politica israeliana che ha avallato la violazione del diritto alla proprietà privata di molti palestinesi cui è stata vietato l'accesso ai propri terreni o che si sono visti demolire la propria abitazione. A preoccupare, poi, è la persistente politica israeliana che continua imperterrita nella costruzione del muro di separazione, edificato anche passando sul territorio occupato da Israele inseguito alla guerra del 1967, così come il divieto imposto dalle autorità israelinae di accedere ai siti religiosi in ragione delle origini nazionali o della religione. Una grave violazione dei diritti civili, politici, economici e sociali del popolo palestinese, ulteriormente lesi dalla politica degli insediamenti che il governo israeliano insiste nel portare avanti anche in relazione all'occupazione di Gerusalemme Est.

 

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